Contenuti arrow Numero 2, 2009 arrow Introduzione al Corso di alta formazione sulle metodologie di analisi delle fonti

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Di fronte a tali verifiche, Michelangelo nella Vita Giuntina è un complesso e inaspettato caso limite, che dimostra una possibile entità di varianti da valorizzare anche in altre Vite. Certamente i medaglioni letterari del 1550 (proemio, biografia, epilogo, epitaffio) vengono rotti da interessi diversi. La ecfrasi cede al racconto, le tecniche delle arti «congeneri alle maggiori» assumono prestigio, in particolare quelle che possono offrire, a committenti e collezionisti, testimonianze di prototipi famosi. Nasce così un’attenzione alle opere d’arte non più legata al sottile filo biografico ma alla trama della committenza, fruizione e divulgazione.

In tale direzione l’intaglio e la stampa assumono un così forte rilievo che all’interno di un contenitore biografico, quale la Vita di Valerio Vicentino o di Marcantonio Raimondi, si pongono come storia di tecniche specifiche. Il confronto puntuale tra la Torrentiniana e la Giuntina è ancora una volta illuminante e denuncia una esigenza di riflessione che potremmo avvicinare, con le dovute precauzioni, al «non finito» di Michelangelo e di Tiziano, del resto pienamente compresi nelle biografie vasariane.

Inseguire le infinite accezioni dei criteri di giudizio vasariani, è dunque un esercizio da frequentare ed il computer può certo aiutare a determinare l’estensione semantica dei vocaboli significativi. Uscendo dalle Vite è infine possibile, nella memorizzazione di tutti gli scritti vasariani (Ragionamenti, Ricordanze, Zibaldone, Carteggio), individuare molteplici registri linguistici (letterario, narrativo, descrittivo, popolare) spesso condivisi da amici e contemporanei (da Giovio al Caro, a Vincenzo Borghini ecc.). Così facendo il Vasari scrittore e storico può acquistare una pienezza nuova e rendere la sua larghissima fortuna più comprensibile, anche nei suoi limiti.

 

Il terzo esempio che vogliamo proporre ha un valore più strutturale, volendo analizzare il rapporto tra bibliografie e biblioteche storiche.

La necessaria classificazione di materiali reali talvolta induce alla distinzione di vari campi, che specificano un largo orizzonte culturale, non riducibile, come propone lo Schlosser, ad un prevalente interesse di qualità critica crociana, con la conseguente svalutazione dei contributi informativi (guide, cataloghi, riviste ecc.).



Last Updated ( Friday, 10 July 2009 )
 
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