Contenuti arrow Numero 2, 2009 arrow Giuseppe Pelli Bencivenni e l’Indice di CXXII Volumi di Disegni della Real Galleria. Genesi...

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Passiamo a esaminare l’impalcatura dell’inventario. L’Indice di CXXII volumi di disegni si presta a interpretazioni fin dall’intestazione, che costituisce, una volta compresa, una sorta di avviso per la consultazione, essenziale ed esauriente. Il numero dei volumi, ad esempio, è stato cancellato due volte e le cifre precedenti sono di difficile lettura. Queste correzioni testimoniano il progressivo e non facile aggiornamento del catalogo e anche l’ultimo «CXXII», a ben contare, non è definitivo. I libri descritti sono, infatti, centoventitre, per un totale di oltre diecimila disegni, all’epoca circa metà della raccolta. La numerazione parte dai nn. 83 e 84, per poi passare al n. 105 e da qui prosegue, senza interruzioni, fino al n. 225, ovvero il totale dei volumi di disegni nel 1784[22]. Nell’indice riassuntivo dell’Inventario generale dei disegni, tuttavia, ne sono elencati altri tre, segnati di n. 226, 227 e 228, che vanno idealmente a completare la collezione[23]. Non riportati in nessuno dei tre tomi dell’Indice, erano conservati nello stanzino del direttore, come emerge dal confronto con l’inventario generale della Galleria, e contenevano recenti disegni di vasi, antichità e bronzi della collezione[24].

È necessario, a questo punto, chiarire il riferimento alla prima parte dell’Indice chiosato nel frontespizio, «la quale va dal n. I al n. CVI dei volumi della raccolta, meno i n. 83, 84, e 105 duplicato». L’ipotesi di lettura è che i tre volumi citati e il n. 106, i primi ad essere descritti nella seconda parte, dovevano essere considerati come appartenenti alla prima, anche se le descrizioni dei disegni non vi erano ancora state tutte inserite o, lo vedremo, proprio per questa ragione. Lo si ricava anche da una nota di Pelli su di una piccola carta, un tempo incollata prima dell’inserto 107: «Qui deve principiare la p[arte] II»[25]. Occorrono alcuni dettagli tecnici per comprendere quanto avvenuto.

Per il tomo al n. 105 leggiamo: «Nel volume intitolato Miscellanea XXII. Disegni uno per maestro. I disegni sono numero come appresso. L’ho copiato anche a parte per nomi dei professori»[26]. Il «duplicato» riferito a questo libro si spiega con il fatto che le descrizioni dei disegni erano già state inserite nella prima parte e sono qui ripetute, come è possibile verificare per ogni artista. La Miscellanea XXII, inoltre, ultima dei vecchi Universali, era presente già nell’inventario del 1769, ma fu fatta integrare da Pelli di altri vecchi fogli, come si precisa nell’Inventario generale del 1784[27]. Se il n. 105 ‘duplicato’, con 257 disegni, rientra quindi di diritto nella prima parte dell’Indice, per i nn. 83, 84 e 106, ossia i volumi LII e LIII dei ‘Piccoli’ e l’Universale XXIII, la situazione è differente.



[22] La cifra, a differenza dei 170 volumi menzionati da Lanzi, aggiornato a prima del 1782, corrisponde a quella riportata dallo Zacchiroli nella sua Galerie de Florence, stampata nel 1783, dove i disegni erano descritti come «contenus dans plus de deux cent vingt grands volumes» (ZACCHIROLI 1783, p. 54). In merito all’inserto n. 83, si segnala una correzione da apportare alla trascrizione pubblicata in FILETI MAZZA 2009, Appendice XV, c. 3, dove è invece riportato il n. 80: Pelli era solito scrivere le cifre tre e zero in maniera molto simile e il n. 83, in questo caso, corrisponde a quanto dichiarato nel frontespizio.
[23] INVENTARIO GENERALE DISEGNI 1775-1784, vol. IV, nn. 226-228: «226. Volume uno di disegni dei vari artisti del Gabinetto della R. Galleria; 227. Altro simile dei bassorilievi voti, lucerne ecc., di detto Gabinetto; 228. Volume uno di disegni di bronzi antichi del R. Gabinetto».
[24] INVENTARIO VOLUMI DISEGNI 1784, Stanza del Direttore, nn. 310-312: 310. Un libro coperto di carta marizzata di c. 20 in foglio, contenente i disegni di alcuni vasi antichi di terra esistenti nel Gabinetto della R. Galleria; 311. Uno detto simile di c. 47 intitolato Disegni, di alcuni pezzi figurati di terra del medesimo R. Gabinetto. 312. Un volume coperto di cartapecora bianca di c. 154 intitolato Disegni de’ bronzi antichi inediti del R. Gabinetto, fatti da Francesco Marchissi. Vol. I».
[25] INDICE CXXII VOLUMI DISEGNI 1784, c. 34/1. La stessa affermazione è ripetuta in INVENTARIO GENERALE DISEGNI 1775-1784, vol. IV, n. 245, 107: «A questo numero deve principiare la seconda parte dell’Indice».
[26] INDICE CXXII VOLUMI DISEGNI 1784, c. 9. In INVENTARIO GENERALE DISEGNI 1775-1784, vol. IV, Pelli registra l’intero volume indicando solo i nomi degli artisti, affiancati dal numero dei disegni.
[27] In INVENTARIO DISEGNI 1769, n. 3495, leggiamo: «Uno detto simile [Miscellanea di scolari diversi] segnato di n. XXII, cartolato da 1 a 79, entrovi numero 174 disegni, numero 158 maestri. Inventario suddetto n. 2666». In INVENTARIO VOLUMI DISEGNI 1784: «133. Uno detto simile intitolato come sopra [Miscellanee di scolari diversi], di c. 79, e segnato di n. XXII, entrovi dugentocinquantanove disegni di centoottantasette maestri, dei quali centosettantatre sono di centosettantadue maestri, benchè nell’inv. suddetto n. 3495 ne siano stati notati centocinquantotto (credesi per errore) e ottantasei ne sono stati aggiunti di quindici maestri, cioè […]»
Last Updated ( Thursday, 16 July 2009 )
 
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