Contenuti arrow Numero 2, 2009 arrow Giuseppe Pelli Bencivenni e l’Indice di CXXII Volumi di Disegni della Real Galleria. Genesi...

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Di questi tre tomi non c’è traccia negli inventari precedenti e l’unico aiuto è offerto, ancora una volta, dallo zelo esibito da Pelli nei suoi cataloghi manoscritti. Al n. 106 del nostro codice scrive: «Universale XXIII. Segnato di n. 3585. Disegni 69 di autori incogniti»[28]. Proprio al n. 3585 dell’inventario del 1769 troviamo, tra i libri delle stampe, tre tomi di carte bianche, uno grande e due più piccoli[29]. Furono sfruttati dal direttore per raccogliere alcuni dei disegni trovati sciolti, mentre gli altri erano già stati tutti accomodati nei volumi esistenti[30]. Unici tomi ‘nuovi’ contenenti disegni medicei o ante 1769, ultimi arrivati anche nelle rispettive numerazioni dei Piccoli e degli Universali, furono segnati di n. 83, 84 e 106 e descritti nella seconda parte dell’Indice dei disegni, anziché nella prima, nella quale erano però contemplati.

Già Gloria Chiarini osservava, a proposito dell’Inventario generale dei disegni del 1775-84, che «tutti gli inserimenti compiuti nei volumi tra il 1769 e il 1784 (841 pezzi) sono pienamente identificabili controllando l’inventario dell’84, mentre i tre volumi che, rimasti vuoti, erano stati riempiti con i disegni sciolti, non vengono descritti, così come tutti quei libri aggiunti alla collezione originaria fin dal 1769» [31]. Adesso, dopo l’acquisizione del nuovo Indice di CXXII volumi, dopo aver ricostruito il percorso di questi tre libri, è possibile identificare, in base alle descrizioni pelliane, i disegni che raccoglievano e restituirli al fondo mediceo o ai non molti ingressi di prima età lorenese.

Voltando pagina, approdiamo al volume che doveva dare avvio alla seconda parte, il noto Dante istoriato di Federico Zuccari (Fig. 2) che, tuttavia, accoglieva appena quattro pezzi di nuova acquisizione[32].

Giudicato meritevole di essere descritto «a parte», al libro si rinviava già nella porzione alfabetica dell’Indice[33]. Con l’eccezione di quattro fogli, era già segnalato, come precisa Pelli, nell’inventario del 1769: «È col numero 3598. Nell’Inventario del 1769 erano 83. Nel 1778 ne feci aggiunger quattro, cioè i due notati nel ristretto a carta 70 e due altri trovati di poi»[34].


[28] INDICE CXXII VOLUMI DISEGNI 1784, Ins. 106, c. 29.
[29] INVENTARIO DISEGNI 1769, n. 3585: «Tre libri di carta imperiale, bianche, coperte di sommacco rosso, filettati d’oro, che uno lungo braccia 1 soldi 8 e largo soldi 19 e due lunghi soldi 18 e larghi 2/3».
[30] Negli indici riassuntivi all’interno degli inventari Pelli leggiamo degli spostamenti dei vari disegni. Sono informazioni fondamentali per risalire, sfruttando l’inventario del 1769, il riscontro del 1773, l’inventario del 1703 e i cataloghi precedenti, alla collocazione dei pezzi nei volumi baldinucciani, leopoldiani e medicei in genere, o ai pochi ingressi ante 1769. Nell’INVENTARIO VOLUMI DISEGNI 1784, nn. 134, 186, 187: «134. Uno detto simile segnato di n. XXIII, di c. 78, entrovi sessantanove disegni di autori incerti. Il detto libro era in carta bianca e viene dall’inv. suddetto n. 3585 e cinquantatre dei suddetti disegni vengono dal n. 3767, essendo gli altri sedici aggiunti» (è il nostro n. 106); «186. Uno detto simile segnato di n. LII, lungo soldi 18, largo 2/3, di c. 56, entrovi settantasei disegni di tre maestri. Il libro, che prima era bianco, viene dall’inv. suddetto n. 3585 e i disegni, settanta sono del n. 3641, uno del 3678 e cinque del 3623 e sono gli appresso cioè: Domenico Passignano 70, Mariotto Albertinelli 1, Guercino da Cento 5. In tutti n. 76» (è il n. 83); «187. Uno detto simile segnato di n. LIII, di c. 56, entrovi quarantadue disegni, dei quali alcuni sono col nome dell’autore. Il detto libro era prima bianco e viene dall’inv. n. 3585 e i disegni sono il residuo del n. 3767 a quali ne è aggiunto uno» (è il n. 84).
Nell’INVENTARIO GENERALE DISEGNI 1775-1784, vol. IV, n. 106: «106 Universale XXIII n. 3585. 134, era uno dei tomi di carte bianche legate nell’inventario generale, t. II, a c. 603. Contiene 76 disegni di: Domenico Passignani 70; Mariotto Albertinelli 1; Guercino da Cento 5».
[31] Cfr. CHIARINI DE ANNA 1982b, p. 154.
[32] INDICE CXXII VOLUMI DISEGNI 1784, Ins. 107, cc. 34-44. I disegni i nn. inv. 3474 F-3561 F GDSU. Sulle vicende di questo volume e alcune testimonianze pelliane si veda FILETI MAZZA-TOMASELLO 2000, pp. 274-275; FILETI MAZZA TOMASELLO 2003, pp. 46-47 e FILETI MAZZA 2009, pp. 53-54. Si veda inoltre BRUNNER 1993; DANTE ISTORIATO 1999.
[33] INVENTARIO GENERALE DISEGNI 1775-1784, nella voce dedicata a Federico Zuccari leggiamo: «Studi per i disegni che Federigo fece per l’Inferno di Dante dipinto nella cupola del Duomo. Quello di n. 96 è propriamente simile a quelli che sono nell’altro che si descriverà a parte ed è grande».
[34] INDICE CXXII VOLUMI DISEGNI 1784, Ins. 107, c. 34.

 
Last Updated ( Thursday, 16 July 2009 )
 
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