Contenuti arrow Numero 2, 2009 arrow Giuseppe Pelli Bencivenni e l’Indice di CXXII Volumi di Disegni della Real Galleria. Genesi...

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Le soluzioni adottate da Pelli sono accorgimenti necessari, si penserà, e in stretto rapporto con la varietà e con la mole dei pezzi, ma che non meritano di passare in secondo piano e non devono essere dati per scontati. Tali risultati furono il frutto di un metodo ricercato e di una consapevole preparazione, già sottolineati dalla critica[42]. Negarlo equivale a sminuire l’intera conduzione pelliana e a non comprendere la modernità del suo contributo in termini di gestione museale e di organizzazione e tutela del ricco patrimonio, grafico e non solo, della Reale Galleria degli Uffizi.

Ricerca e preparazione metodologica, storiografica, tecnica, innestate su una palese predisposizione caratteriale: le memorie del direttore informano ampiamente su questo percorso e gli inventari pervenuti ne confermano i risultati. La sua curiosità in materia era tanta e dichiarata. Il 5 gennaio 1779, in piena compilazione del catalogo dei disegni, affermava:

 

Gabinetto di Pietro Giovanni Mariette venduto. Ho avuto (cioè lo possiedo) il catalogo con i mezzi che fu venduto nel 1775 il gabinetto di Pier Giovanni Mariette e lo trovo il più ricco di disegni, e di stampe che io conosca. Mi duole che si sperdesse. Io vi ho imparato qualche cosa, ed avendo potuto avere il comodo di esaminare un tal gabinetto si sarebbe acquistata una cognizione ed una pratica in quel genere ottimissima. Io ne son privo, e diffido di poterla fare, non vi essendo qua raccolte copiose. Che rarità aveva Mariette?[43].

 

Questa fame di ‘cognizione’ e di pratica con il materiale grafico era solo in parte appagata dalla consultazione delle collezioni offerte in vendita al granduca, o dalla fitta trama di rapporti eruditi in cui Pelli era inserito. Nell’ottobre 1779 ricordava alcuni stimoli per la sua riflessione sui sistemi di classificazione, come il ricco e istruttivo catalogo della collezione Crozat compilato dall’apprezzato Mariette: «Io ho fra le mani per studiare, e vi acquisto dei lumi, il catalogo dei disegni e delle gemme di Crozat fatto da Mariette, e pubblicato nel 1741»[44]. L’obiettivo di questa ricerca era, ovviamente, in funzione del materiale di Galleria e del «dettagliato catalogo» dei disegni, ma occorre prudenza per non incorrere nel rischio di sminuire le aspirazioni e gli studi di Giuseppe Pelli, come il metodo che governa il suo lavoro, a un limitato interesse materialistico.

L’approfondimento storiografico portato avanti dal direttore, di pari passo con lo spoglio dei disegni e con la gestione dell’intero patrimonio granducale, non si può desumere dalla sola lettura di un inventario, per quanto alcuni tra i commenti sparsi nel manoscritto siano un segnale di questa ricerca. Dalle tante carte di Pelli pervenute si ricavano, in proposito, molte informazioni utili e alcune intuizioni felici[45]. Emergono la conoscenza e la consultazione di numerosi testi di letteratura artistica, così come di altri strumenti dell’epoca, primi tra tutti gli abbecedari.

Su tutte, è illuminante una memoria del caldo agosto del 1782, testimonianza delle giornate trascorse sui libri. Giuseppe Pelli, il giorno prima di alludere al catalogo in corso dei nuovi disegni, si dichiara, significativamente, ‘occupato fra pittori’:

 

Sono occupato fra pittori. Quanti libri abbiamo sopra quest’arte, ma quanto siamo ancora mancanti di una storia perfetta, che indichi senza passione il merito, e le doti di ciascuno! Doppo il Guarienti, che accrebbe l’Abecedario pittorico del padre Orlandi, non si è veduto nulla di quanto vi aggiunse il cavalier Gabburri, i di cui scritti sono in casa Stufa, Pietro Mariette ecc. Eppure bisognerebbe anche questo aiuto per avere una perfetta cognizione di tutti gli artisti. Io che ho mani in pasta provo i vuoti che restano, e l’inutilità delle repetizioni, che s’incontrano in questi tanti libri, i quali per sopra più sono anche rari, e spesso di più costo del loro intrinseco valore[46].

 

Parole che son segno di grande libertà e attenzione critica oltre che di un rigoroso spoglio dei testi. Trapelano la consapevolezza dell’importanza di un contatto diretto con le opere e l’esigenza di una «perfetta cognizione» di tutti gli artisti, espressione in linea con la sua produttiva pignoleria.

Che cosa intenda Pelli per «storia perfetta» è oggi assolutamente chiaro. Ironia della sorte, un inimicato aiutante di nome Luigi Lanzi andava elaborando il suo grande affresco della storia dell’arte italiana.


[42] Cfr. FILETI MAZZA-TOMASELLO 2000, pp. 282-283; FILETI MAZZA 2004; FILETI MAZZA 2009, pp. 44-55.
[43] EFEMERIDI, s. II, VII, 1779, c. 1083v, 5 gennaio.
[44] EFEMERIDI, s. II, VII, 1779, cc. 1234v-1235, 10 ottobre 1779. La lista proseguiva con molti cataloghi di collezioni straniere: «[…] quello delle stampe e delle carte geografiche del maresciallo duca d’Estrees (1741); quelli dei quadri del principe di Carignano (1742); quello delle statue del cardinale di Polignac, che acquistò poi il re di Prussia (1742); quello delle curiosità di Cressent ebanista del duca d’Orleans (1748); quello dei quadri di monsieur Pasquier (1755); quello delle stampe ecc. di monsieur Quentin de Lorangere fatto da Gersaint (1744) stimabile per il novero esatto dell’intagli di Callot; quello del duca di Tallard fatto da Remy, e Glomy (1756) che aveva una preziosa collezione di pitture; quello del gabinetto dell’avvocato Potier fatto dai suddetti (1757); quello dei quadri di monsieur Crozat baron de Thiers, che acquistò, per quanto mi dicono l’Imperatore di Moscovia (1755); quello di pittura, e scultura francese soltanto di monsieur de Lalive (1764); quello delle statue, figure, busti, vasi ecc. del suddetto monsieur Crozat (1750); quello del gabinetto del conte de Vence disteso da padre Remy (1760); quello delle cose raccolte da Coypel pittore francese di grido (1753); quello delle pitture, e sculture che aveva messe insieme il presidente de Tugny (1751); quello delle collezioni dell’abate di Fleury (1756); quello del ricco gabinetto di Mariette formato da Bassan (1775) ecc. ecc. Ho notizia di molti altri, che non potrei procurarmi senza grossa spesa e senza lunghe difficoltà.».
Pelli cita il catalogo Crozat anche nel Catalogo delle pitture della Regia Galleria, nella sezione dedicata al Gabinetto dei disegni: «E Mariette nel tessere il catalogo della ricchissima collezione di disegni che messe assieme il celebre signor Crozat, si avvisò di fare il carattere ai più eccellenti maestri, e vi riuscì molto lodevolmente, come io stesso ho riconosciuto essendosi preso il piacere di esaminare giudizi nel tessere con lunga fatica il catalogo» (PELLI BENCIVENNI 2004, p. 155).
[45] Oltre alle inesauribili Efemeridi e al carteggio, si vedano le osservazioni di Pelli dedicate ai disegni in PELLI BENCIVENNI 2004, pp. 153-159.
[46] EFEMERIDI, s. II, XX, 1782, c. 1851, 21 agosto. Per la memoria del 22 agosto cfr. nota 18. Sui legami fra l’Abcedario orlandiano e le Vite di Francesco Maria Niccolò Gabburri si veda CECCONI 2008.
 
Last Updated ( Thursday, 16 July 2009 )
 
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