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Giuseppe Pelli Bencivenni e l’Indice di CXXII Volumi di Disegni della Real Galleria. Genesi e lettura di un inventario*


Francesco Grisolia

«Sono occupato fra pittori»

Giuseppe Pelli Bencivenni, Efemeridi, 1782


Diverso da tutti gli altri nella sua idea è il quartodecimo gabinetto, ordinato a foggia di biblioteca; i cui scaffali non molto alti parte girano il recinto delle pareti, parte sono disposti in mezzo. In essi è collocata la doppia raccolta delle stampe e de’ disegni, distribuita in molti volumi legati splendidamente. […] Più singolar cosa è la raccolta de’ disegni, notissima sin da’ tempi del Card. Leopoldo de’ Medici per una delle più doviziose del mondo. È ripartita in censettanta volumi in circa; ottanta di essi han ciascuno un suo proprio autore, e questo de’ più segnalati; il resto son miscellanee d’italiani e di stranieri. Più di quaranta volumi son dovuti alla generosità del R. Sovrano presente. Egli ha fatte in pochi anni ben molte compre in genere di stampe e disegni; e specialmente dalle nobili Case Gaddi e Michelozzi; e dalla eredità Hugford, che ha forniti al gabinetto assai disegni di moderni. Così la serie che non si era supplita da lungo tempo è divenuta assai piena: comincia da Cimabue e dalla infanzia della pittura; e scendendo per le altr’età, termina con due grandi luminari di questi ultimi anni, Battoni e Mengs[1].

 

In questi termini Luigi Lanzi descriveva, nella sua Real Galleria degli Uffizi, il Gabinetto dei disegni e delle stampe e riassumeva, benevolo, l’operato di Giuseppe Pelli Bencivenni, nominato direttore nel 1775. La sistemazione «a foggia di biblioteca» di tanti volumi «legati splendidamente», nei quali erano conservati i disegni e le stampe provenienti dalla illustre collezione medicea e dalle acquisizioni di epoca lorenese, era il risultato parziale e più evidente di una gestione sistematica, che non aveva precedenti nel museo fiorentino[2]. L’immagine offerta dall’ ’aiutante’ Lanzi illustra, in una sintesi esemplare, la situazione della collezione di grafica e rende merito al faticoso lavoro di ordinamento intrapreso dal nuovo direttore fin dal suo ingresso agli Uffizi:

 

Il punto sarà ben’esaminato e discusso dal più volte rammentato con lode direttor Pelli; che dopo aver dato a tutto il gabinetto il bell’ordine, che vi si vede, ha composto un dettagliato catalogo di quanto racchiude; e delle cose migliori darà notizia al pubblico in una erudita opera, che va preparando[3].

 

Prima di prendere in esame l’ultimo inventario di disegni compilato dall’incensato Pelli, l’Indice di CXXII volumi di disegni della Real Galleria, relativo in gran parte ad acquisizioni dal 1769 al 1785 ed ora disponibile in una trascrizione completa, è opportuno un rapido excursus sui fatti che lo precedono[4].

Giuseppe Pelli aveva abbracciato e portato avanti l’idea, già avanzata dal suo predecessore Raimondo Cocchi, di dare alle stampe una descrizione dettagliata dell’intera Galleria degli Uffizi, un Inventario generale diviso in tipologie, o ‘classi’. Tra queste anche un «Catalogo dei disegni della nobilissima raccolta che è in Galleria»[5]. L’opera presupponeva un faticoso e complesso programma inventariale e il nuovo direttore era consapevole che tale lavoro avrebbe occupato «certo tutto il rimanente dei miei giorni, per genio e per dovere, se qualche fatalità non me lo impedisca, vedendomi come io sono dal caso sbalzato in diversi mari»[6]. Allo stesso modo comprendeva le esigenze conservative dei preziosi fogli, ordinati in libri fin dai tempi del cardinal Leopoldo de’ Medici e di Filippo Baldinucci.

Alcuni volumi erano in attesa di «qualche risarcimento», a causa di molti disegni liberi di circolare in pericolosi fogli sciolti, soggetti a danni, smarrimenti e furti[7]. I tomi medicei, come noto, si presentavano divisi in due categorie. La maggior parte raccoglieva disegni dello stesso artista, i cosiddetti ‘Particolari’, numerati in ordine cronologico per autore o, per usare le parole dello stesso Baldinucci, «secondo la successione degli artefici, cronologicamente disposta e compartita», in un inquadramento di dichiarata ispirazione storiografica. I restanti, gli ‘Universali’, anch’essi ordinati su basi cronologiche, riunivano fogli di autori diversi[8].

Ancora a Baldinucci si dovevano i primi tentativi di catalogazione del patrimonio grafico così organizzato, ovvero le note listre di disegni, dove in un elenco alfabetico per artista era riportata la quantità dei rispettivi pezzi, e la Nota de’ libri de’ disegni del 1687, fondamentale per la ricostruzione del fondo mediceo[9]. È su queste basi che si proseguì, nei decenni successivi, a conservare i disegni e a compilarne gli inventari, fino a quelli del 1769 e del 1773, i più vicini a Giuseppe Pelli e da lui ampiamente indagati [10].



* Questo contributo è parte di uno studio specifico sulla collezione Hugford. Sono particolarmente grato a Marzia Faietti, Direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, per aver sostenuto e stimolato la mia ricerca e gli approfondimenti sull’inventario di Giuseppe Pelli, oggetto di questo intervento. Ringrazio Paola Barocchi e Miriam Fileti Mazza per aver scelto di includere questo studio nella rivista della Fondazione Memofonte. Ringrazio inoltre il personale del GDSU e della Biblioteca degli Uffizi per la generosa collaborazione quotidiana.

[1] LANZI 1782, pp. 148-150.
[2] Sulla figura di Giuseppe Pelli Bencivenni e il suo contributo alla moderna organizzazione museale della Galleria degli Uffizi si rimanda ai primi interventi di Paola Barocchi, Fabia Borroni Salvadori e Giovanna Gaetà Bertelà (BAROCCHI 1982; BORRONI SALVADORI 1983a; BAROCCHI-GAETA BERTELÀ 1991) e ai recenti contributi di Miriam Fileti Mazza e Bruna Tomasello (FILETI MAZZA-TOMASELLO 2000; FILETI MAZZA-TOMASELLO 2003; FILETI MAZZA 2004; FILETI MAZZA-TOMASELLO 2005; FILETI MAZZA-SPALLETTI-TOMASELLO 2008; FILETI MAZZA 2009, pp. 44-78). Sul personaggio si veda anche CAPECCHI 2006, con ulteriore bibliografia. Per la storia del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, sui disegni e sulle collezioni si veda FORLANI TEMPESTI 1973-1974, FORLANI TEMPESTI 1980 e FORLANI TEMPESTI 1983.
[3] LANZI 1782, p. 155.
[4] INDICE CXXII VOLUMI DISEGNI 1784. La trascrizione completa è consultabile in FILETI MAZZA 2009, Appendice XV. Su questo importante inventario si veda: BORRONI SALVADORI 1983b, pp. 1052-1053; GAETA BERTELÀ 1987, p. 521, nota 3; AGOSTI 2001, Post scriptum, pp. 475-476; PETRIOLI TOFANI 2005, p. XIII; GRISOLIA 2008; GRISOLIA 2009; FILETI MAZZA 2009, pp. 52-55.
[5] EFEMERIDI, s. II, III, 1775, c. 464v, 19 maggio. Le Efemeridi di Pelli sono consultabili, fino all’anno 1790, su www.bncf.firenze.sbn.it/pelli/it/progetto.html.
[6] EFEMERIDI, s. II, III, 1775, c. 464v, 19 maggio.
[7] «Finalmente ho riconosciuto che alcuni dei molti libri di disegni originali di eccellenti maestri, che come un deposito famoso esistono in questo luogo alla mia direzione affidato dalla clemenza della R.A.V., hanno bisogno di qualche risarcimento» (Archivio Storico Galleria degli Uffizi (AGU), Filza IX, n. 68, lettera di Giuseppe Pelli Bencivenni a Pietro Leopoldo, 20 luglio 1775). Oltre tre anni dopo scriverà: «Disegni esistenti nella Galleria. Chi vedrà la collezione dei disegni, e delle stampe della Real Galleria acquistate a mio tempo mi accuserà d’ignoranza, onde bisogna che prenda memoria di come stanno le cose. Baldinucci fece già una distribuzione dei disegni, come dico nella mia Storia, e la sua raccolta che aveva in consegna Lorenzo Gualtieri Dispensatore Maggiore venne nel 1700. 4.746 rifiuti dei libri, schizzi, copie ecc. furono mandati allo scrittoio della Galleria, e della Real Cappella in mano a Francesco Ambrogi scrivano (Archivio della Guardaroba). Questa raccolta è in volumi pesanti, e scomodi, e sono pieni. Quei disegni adunque i quali sono venuti a mio tempo gli ho fatti legare in libri, doppo avere aggiunti ai vecchi quei pezzi che ho trovati sciolti» (EFEMERIDI, s. II, VI, 1778, c. 1062, 24 novembre).
[8] Dell’ampia bibliografia sulla collezione del cardinal Leopoldo e l’ordinamento di Filippo Baldinucci si veda: BAROCCHI 1982; CHIARINI DE ANNA 1982a; CHIARINI DE ANNA 1982b; GAETA BERTELÀ 1982; GAETA BERTELÀ 1987.
[9] BALDINUCCI 1673-1675; NOTA DE’ LIBRI DI DISEGNI 1687.
[10] INVENTARIO DISEGNI 1769: www.memofonte.it/home/files/pdf/disegni_inventario1769.pdf e in FILETI MAZZA 2009, Appendice X. Il ‘riscontro’ inventariale del 1773 fu stilato alla morte del direttore Giuseppe Querci (ASF, CC 79, fasc. II, 15 febbraio 1773). Sui due inventari si veda FILETI MAZZA-TOMASELLO 1999, p. 72 e FILETI MAZZA-TOMASELLO 2003, p. 46.

 


Last Updated ( Thursday, 16 July 2009 )
 
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