Contenuti arrow Numero 2, 2009 arrow Note sulla cronologia del Catalogo di stampe e disegni di Francesco Maria Niccolò Gabburri

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Il Catalogo di stampe e disegni è un inventario completo strutturato su un modulo ricorrente di tre colonne, con la specifica della quantità dei pezzi, la descrizione di ciascuna opera e il relativo valore in ruspi fiorentini: la stesura si presuppone continua e organica, in considerazione del fatto che all’interno si ritrovano continui rimandi fra le diverse sezioni. In particolare, in quella della biblioteca dei «libri trattanti di pittura, scultura e architettura, e di cose in qualunque maniera appartenenti al disegno», sono compresi tutti i volumi corredati di illustrazioni a stampa, e per questa ragione lo stesso Gabburri segnala che il loro valore monetario «è stato notato colle stampe» [11] , rimandando perciò alla sezione precedente dedicata proprio alle incisioni. Nonostante l’accuratezza nel dettaglio e l’integrità del documento, manca una qualsiasi indicazione sulla datazione, lasciando agli elementi interni al testo la facoltà di dare fragili indizi per la definizione della cronologia di stesura. Come è stato osservato [12] , si tratta sicuramente di un’inventariazione più tarda rispetto al noto catalogo del 1722, dal momento che la collezione descritta si presenta molto più ampia ed evidentemente arricchita dall’intenso periodo degli acquisti del collezionista fiorentino.

Non essendo ancora disponibile una trascrizione completa del documento, sono stati prelevati dei dati significativi attraverso la trascrizione del catalogo della biblioteca e una lettura generale delle altre sezioni. La scelta di operare in questa direzione è stata determinata essenzialmente da due fattori legati alla natura e al contenuto dell’inventario dei libri d’arte, vale a dire la presenza determinante delle date di pubblicazione e la possibilità di intrecciare l’elenco dei volumi posseduti da Gabburri con quello da lui usato per la stesura della Vite di pittori [13] . Per quanto riguarda le date riportate nella sezione indicata, quella più alta è sicuramente il 1736, anno di pubblicazione di 3 opere:

 

Riferimento

Trascrizione della descrizione

Anno

c. 130v

Roma nobilitata nelle sue fabbriche dalla santità di nostro signore Clemente XII, descritta da monsignore Giambatista Gaddi patrio di Forlì, Roma 1736, in 4°.

1736

c. 131

Orazione recitata nella sala maggiore dell’instituto delle scienza ecc. del padre Salano [?], in Bologna 1736, in 4°.

1736

c. 131

Della origine e progressi in Bologna della pittura, scultura e architettura ecc. Orazione dell’avvocato Alessandro Machiavelli ecc., in Bologna 1736, in 4°.

1736

 

Considerando che sono presenti anche molti testi privi della data di pubblicazione, ne consegue che il rilevamento di tale data non può automaticamente essere considerato come termine ante quem per la stesura del catalogo. L’incrocio dei dati fra l’inventario e la ‘bibliografia gabburriana’ si è reso dunque necessario, ed ha lasciato parlare in maniera significativa più le assenze che le presenze. Dalla ricostruzione dell’apparato bibliografico usato da Gabburri è emersa chiaramente la sua straordinaria capacità di tenersi aggiornato, seguendo il ritmo delle pubblicazioni fino 1741: prendendo il 1736 come termine di riferimento, occorre dunque considerare che nelle Vite sono citati 13 libri pubblicati fra il 1737 e il 1741 [14] , fra cui volumi particolarmente significativi perché legati alla persona di Gabburri, come La teoria della pittura di Antonio Franchi uscita a Lucca nel 1739 con dedica all’intellettuale fiorentino, o perché particolarmente citati, come la Storia dell’Accademia Clementina di Giampietro Zanotti del 1739 e il Forestiero illuminato del 1740. Tutti questi libri nel catalogo in esame non sono presenti e se per alcuni si può pensare ad una consultazione sporadica fatta in altrui biblioteche, per altri, come quelli appena citati, in considerazione dei legami e dell’uso fattone è inverosimile ritenere che Gabburri non ne possedesse una copia personale.



[11] CATALOGO DI STAMPE E DISEGNI, c. 127.
[12] Cfr. BARBOLANI DI MONTAUTO-TURNER 2007.
[13] Cfr. BIBLIOGRAFIA GABBURRIANA 2008.
[14] Domenico Cini, Osservazioni storiche sopra l’antico stato della montagna pistoiese: con un discorso sopra l’origine di Pistoia [...], Firenze 1737; Amédée Frézier, La théorie et la pratique de la coupe des pierres et des bois pour la construction des voûtes, 3 voll., Parigi 1737-1739; Domenico M. Manni, Osservazioni istoriche [...] sopra i sigilli antichi de’ secoli bassi, Firenze 1739-1784; Henri Sauval, Galanteries des Rois de France, depuis de le commencement de la monarchie […], Parigi 1738; Girolamo Ticciati, Memorie dell’Accademia del Disegno […], 1738 (consegnate manoscritte all’Accademia del disegno in questa data); Antonio Franchi, La teorica della pittura, ovvero Trattato delle materie più necessarie, per apprendere con fondamento quest’arte, Lucca 1739; Sostegno Viani, Istoria delle cose operate nella China da Monsignor Gio. Ambrogio Mezzabarba patriarca d’Alessandria […], Parigi 1739; Giampietro Zanotti, Storia dell’Accademia Clementina in Bologna, Bologna 1739; Giovanni Battista Albrizzi, Il Forestiere illuminato intorno le cose più rare e curiose antiche e moderne della città di Venezia e dell’Isole circonvicine, Venezia 1740; Anton Francesco Grazzini detto il Lasca, Libro delle Rime, Firenze 1741; Giovanni Lami, Delicae erudito rum suu veterum opuscolo rum collectanea, Firenze 1741; Giammaria Mazzucchelli, La vita di Pietro Aretino scritta dal conte Giammaria Mazzucchelli bresciano, Padova 1741; Tommaso Temanza, Delle antichità di Rimino, Venezia 1741.
Last Updated ( Wednesday, 15 July 2009 )
 
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