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Note sulla cronologia del Catalogo di stampe e disegni di Francesco Maria Niccolò Gabburri

Martina Nastasi

Attraverso una ‘lettura informatizzata’ delle Vite di pittori si è cercato di evidenziare la profonda conoscenza che Gabburri possedeva dell’arte grafica, rintracciando tangibili testimonianze di un sapere frutto di studi e di un’attenta e indefessa attività collezionistica [1] .  In molti passi delle Vite emerge la figura dello scrivente, che si propone ora come conoscitore diretto di artisti e opere, ora come custode di preziose informazioni manoscritte, ora come proprietario di opere d’arte, in particolare di disegni e stampe, conservate «in Firenze dal cavalier Francesco Maria Niccolò Gabburri nella sua numerosa collezione» [2] . Se nel precedente contributo tutte le fonti gabburriane, dal catalogo del 1722 [3] alle carte dello Zibaldone [4] , sono divenute strumenti per l’analisi testuale e contenutistica dell’opus magna dell’intellettuale fiorentino, in questa sede il rapporto funzionale si inverte, facendo delle Vite un utile strumento per lo studio e la datazione del Catalogo di stampe e disegni conservato presso la Fondation Custodia di Parigi [5] .

Come è stato già segnalato [6] , i volumi conservati presso la Fondazione parigina sono tre, tutti redatti da Gabburri: il primo è il catalogo oggetto del presente contributo; il secondo è un catalogo di disegni, seguito da una serie di appunti per un ipotetico discorso sull’arte e dalla «traduzione di una lettera sopra Leonardo da Vinci pittor fiorentino, scritta al signor conte di Caillay da monsieur Pietro Giovanni Mariette di Parigi» [7] ; il terzo è la traduzione delle «Osservazioni sulla pittura di Carlo Alfonso du Fresnoy, con tavola delle materie e termini della pittura per ordine alfabetico» [8] , secondo l’uso che evidentemente il Gabburri aveva di trascrivere o tradurre di suo pugno alcuni testi che non possedeva in originale [9] . Il primo dei tre volumi è l’unico catalogo completo, comprendente sezioni separate dedicate ai disegni, alle stampe, ai libri e ad una selezione di «diversi disegni migliori coi loro prezzi» [10] . Per questa ragione si presenta come lo strumento più adatto per la ricostruzione della collezione delle stampe dell’erudito fiorentino, oggetto specifico delle ‘ricerche gabburriane’ della scrivente, considerando che offre un dettagliato elenco di tutta la raccolta dalla carta 65 alla 126v: il lavoro in corso, primo e fondamentale passo per le ricerche future, è quello di trascrivere la suddetta sezione, in modo da poter interrogare agevolmente il manoscritto e selezionare tutte le informazioni necessarie.




[1] Cfr. NASTASI 2008.
[2] VITE DI PITTORI, Vita di Antonio Filomaco, [p. 250 – I – C_146V].
[3] Cfr. DESCRIZIONE DEI DISEGNI 1722.
[4] ZIBALDONE 1195; ZIBALDONE 1198. Cfr. TOMASELLO 2008.
[5] CATALOGO DI STAMPE E DISEGNI: per la ricostruzione bibliografica riguardante il documento cfr. NASTASI 2008, p. 1, nota 4.
[6] Cfr. BARBOLANI DI MONTAUTO-TURNER 2007.
[7] CATALOGO DI STAMPE E DISEGNI, c. 81. Il testo prosegue: «Questo cavaliere dilettantissimo e intendentissimo della pittura ha intagliato di sua propria mano e per suo onesto e virtuoso diporto, alcuni disegni originali di Leonardo da Vinci, non curandosi per modestia di fare intagliare il proprio nome in fondo al rame. Il signor Mariette ha poi pubblicati al mondo i medesimi rami nel 1730, con avere aggiunto la suddetta lettera dedicatoria al medesimo signor conte di Caillay, e si è servito per frontespizio di questo piccolo libro di un frontespizio di Agostino Caracci».
[8] Come si evince dal catalogo dei «libri trattanti di pittura, scultura e architettura, e di cose in qualunque maniera appartenenti al disegno», nella biblioteca di Gabburri era presente la versione a stampa in lingua originale: «L’art de peinture de Carl Alfons du Fresnoy ecc., a Paris 1684, in 8°» (Cfr. CATALOGO DI STAMPE E DISEGNI, c. 131v).
[9] Presso la Biblioteca Nazionale di Firenze (CODICI PALATINI 1889-1950) sono conservate le trascrizioni di: il Dialogo della pittura di Paolo Pino, uscito a Venezia nel 1548; Della nobilissima pittura et della sua arte di Michelangelo Biondo, pubblicato a Venezia nel 1549; le Osservazioni della scoltura antica di Orfeo Boselli del 1657. I primi due manoscritti sono segnalati nel catalogo della biblioteca Gabburri a carta 133, mentre il secondo è a carta 133v (Cfr. CATALOGO DI STAMPE E DISEGNI).
[10] CATALOGO DI STAMPE E DISEGNI,  c. 146.


Last Updated ( Wednesday, 15 July 2009 )
 
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