Contenuti arrow Numero 2, 2009 arrow Le arti di William Roscoe: biblioteca e collezione (I parte)

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In maniera assai suggestiva già i primi biografi individuavano un richiamo stretto tra l’interesse per la botanica e l’indagine storico-artistica: un legame cioè metodologico, di impianto di studio, che riecheggia spesso, anche in via distintiva, in altri studiosi coevi[6]. Conta qui soprattutto segnalare il Roscoe organizzatore e promotore di cultura nella Liverpool dei suoi giorni, riscontrabile in due settori: la creazione di società, o gruppi di studiosi riuniti con finalità di ricerca e trasmissione del sapere e l’organizzazione di mostre. I due aspetti sono strettamente connessi. Le prime iniziative espositive a Liverpool si compirono infatti grazie a quella «Society of artists» di cui si ha traccia per la prima volta nel 1769, legatissima al discorso manifatturiero ossia all’«improvement of product of design, particularly those connected with the earthenware and watch trades». Tale società, presto sciolta, era però stata subito sostituita da un’altra, più strutturata, inaugurata proprio da una pubblica lettura di Roscoe tenuta nel 1773 – che insisteva su una quasi ormai ‘scontata’ migrazione delle arti dalla Grecia all’Italia e quindi all’Inghilterra –, denominata ancora «Society of artists». A questa si deve l’organizzazione delle prime esposizioni di opere d’arte sempre a Liverpool, specialmente quella del 1774 che, seppure «very modest», è stata pur sempre giudicata la prima «provincial exhibition of art» d’Inghilterra[7]. Fu però nel corso degli anni Ottanta che tale organizzazione si impose con una serie di mostre più importanti, con la Society che aveva assunto la dizione di «Society for promoting painting and design in Liverpool»: se quelle del 1783 e del 1784 videro la partecipazione di artisti essenzialmente autoctoni, nella successiva, invece, del 1787, si raccolsero opere di Gainsborough, Wright of Derby – pittore da anni legatissimo a Liverpool –, del giovane Fuseli e di Reynolds, il quale aveva scritto direttamente a Roscoe affermando di voler sostenere in prima persona queste iniziative espositive[8]. Le arti, stando a quanto recita il catalogo della mostra del 1784, «now become indispensably necessary in most of those employments which contribute to […] elegance of life», e l’obiettivo della mostra era quello di unire «beauty and utility»[9]. La società artistica, stretto il legame con la Royal Institution di Londra e col suo presidente, allora proprio Joshua Reynolds, si era modellata sulle già attive e numerose società filosofiche e letterarie inglesi, tanto che in essa si tenevano lezioni in vari ambiti del sapere, tra cui «Anatomy and chemistry», «Theory and practice of painting», «Architecture», «Perspective»[10]. Alcune titolature di queste sessioni didattiche presentano chiare tangenze con quelli che erano i coevi interessi di Roscoe: proprio questi tenne lezioni nel corso dell’anno 1785 intitolate «On the history of art», «On the knowledge of the use of prints» e «On the history and progress of the art of engraving». Henry Roscoe, infatti, afferma che, nel corso del 1785, suo padre ebbe modo di tenere numerose pubbliche letture, di cui egli riporta a mo’ di esempio solo due titolature, che riuniscono i tre titoli sopra riportati: «On the history of art» e «On the knowledge and use of prints, and the history and progress of the art of engraving», ripercorrimento storico complessivo che si concludeva col presente e con la menzione di Fuseli[11].

Si deve ricordare che in questo stesso 1785 sarebbe stato pubblicato il Dictionnary of engravers di Joseph Strutt, nella cui prefazione sono riportati alcuni passi di uno scritto di Roscoe – su cui tornerò più avanti –, derivato da questi discorsi accademici. Questi ultimi potevano costituire interessanti banchi di prova per verificare la tenuta di certe sistemazioni teoriche; occasione di scrittura, insomma, e di espressione concreta di idee maturate attraverso lo studio. Jospeh Mayer avrebbe ricordato il grande numero dei manoscritti di Roscoe, «some of which were delivered as lectures at the meetings at the Society of arts, and which it is much to be regretted he did not live to see through the press»[12].



[6] ROSCOE 1833, vol. I, p. 254. Luigi Lanzi, per fare un esempio ben noto a Roscoe, nella prefazione alla sua Storia pittorica, distingueva il metodo necessario per comporre una storia della pittura dai sistemi classificatori di botanici come di Linneo e Tournefort: LANZI 1968-1974, vol. I, pp. 6-7. Si veda anche ROSCOE 1818, pp. 22-23.
[7] Sulla lezione inaugurale di Roscoe, si veda MAYER 1853, pp. 6-9. Sulla mostra in particolare DARCY 1976, pp. 25-28; cfr. anche MATHEWS 1931, pp. 17-18 (catalogo composto da 85 voci). Fondamentale MORRIS-ROBERTS 1998, in part. pp. 1-34. La Society venne fondata alla fine degli anni Sessanta; nel 1783 venne rifondata e la presidenza fu assunta da Henry Blundell of Ince, mentre Roscoe occupò il ruolo di vice presidente (DARCY 1976, pp. 17-18). Per Liverpool è opportuno ricordare la Philosophical and Literary Society fondata nel 1779. Essa conduce un’esistenza stentata fino al 1783, per venire poi ripresa nel 1784, ma non avrà una vera vita fino al 1812. Non si dimentichi che Wright of Derby si era spinto a cercare patroni a Liverpool: DARCY 1976, pp. 20-23.
[8] ROSCOE 1833, vol. I, pp. 63-64; Mayer 1853, pp. 12-13. Reynolds scriveva a Roscoe il 2 ottobre 1784: «I am very glad to hear of the success of your exhibition. I shall always wish to contribute to it to the best of my power»: Ingamells-Edgcumbe 2000, p. 132 (si veda anche ivi, pp. 132-133, 135-136); TRAILL 1853, p. 18. Nel 1784 Roscoe espose un «Portrait of a gentleman, in crayons» e «A boy sleeping», voci 142-143 del catalogo: MAYER 1853, p. 21; MORRIS-ROBERTS 1998, in part. p. 525 (per le opere esposte da Roscoe e anche da sua moglie).
[9] Citato in CLARK 1883, pp. 6-7. I due cataloghi delle mostre del 1784 e del 1787, dal titolo identico (The exhibition of the society for promoting painting and design in Liverpool), sono pubblicati in MAYER 1853, risp. pp. 11-23 e 26-34. Nel primo caso Roscoe figura come vicepresidente, nel secondo egli rientra nel solo «Committee».
[10] Come recita il catalogo della mostra del 1784: MAYER 1853, p. 13.
[11] ROSCOE 1833, vol. I, p. 64 (per i rapporti con Fuseli, ivi, pp. 64-66 e anche MACANDREW 1963, pp. 5-52). I titoli di queste lezioni sono citati anche in DARCY 1976, pp. 30-31; cfr. anche Liverpool City Council Library, Roscoe Papers (da ora LCCL, RP), 920, 167-169. Colgo l’occasione per esprimere un sentito ringraziamento a tutto il personale della Liverpool City Council Library, e in particolare a Mr. Paul Webster, per la strordinaria cortesia dimostrata.
[12] MAYER 1853, pp. 4-5, 34.
Last Updated ( Friday, 10 July 2009 )
 
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