Contenuti arrow Numero 2, 2009 arrow Per un archivio digitale degli inventari storici del Museo Nazionale del Bargello

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Tra le varie difficoltà incontrate in questo lungo lavoro di elaborazione informatica, la maggiore è stata senza dubbio la necessità di uniformare, in un’unica banca dati, le diverse strutture degli inventari medesimi compilati da redattori diversi in tempi differenti: inventari storici, come quelli dei bronzi e delle sculture in marmo stesi a partire dal 1879, inventari recenti, come quello dei tessuti datato 1988 e infine i legati Carrand, Franchetti e Ressman.

Sintomatico delle difficoltà incontrate è l’ultimo caso qui citato, ossia l’inventario storico notarile in lingua francese della collezione donata dall’ambasciatore italiano a Parigi nel 1889. La decisione di non procedere alla sua trascrizione, sebbene conservato negli archivi del Museo, è stata presa nella necessità di creare indici omogenei in italiano, ai fini della realizzazione di un archivio unitario. In sostituzione, sono state utilizzate le schede compilate nel 1971 da Lionello Boccia, scrupoloso lavoro di schedatura che si inseriva in uno studio già avviato di catalogazione della collezione con la collaborazione di Bruno Thomas [6] .

Oltre alle carte e agli inventari presenti nell’Archivio, il gruppo di lavoro ha digitalizzato, trascritto e analizzato la documentazione conservata presso quelle strutture fiorentine che, più di altre, hanno avuto un legame con la storia delle opere oggi al Bargello, quali la Biblioteca degli Uffizi e l’Archivio di Stato di Firenze. In particolare si ricordano:

 

1825 Inventario di Galleria,Firenze, Biblioteca degli Uffizi (ABU, ms. 176, 176, 177, 178)

1784 Inventario di Galleria,Firenze, Biblioteca degli Uffizi (ABU, ms. 113)

1769 Inventario di Galleria,Firenze, Archivio di Sato (ASF, ms. Corte dei Conti 71)

1753 Inventario di Galleria, Firenze, Biblioteca degli Uffizi (ABU, ms. 95)

1704 Inventario di Galleria, Firenze, Biblioteca degli Uffizi (ABU, ms. 82)

 

Fig.-2-Banca-dati-on-line,-dall’Inventario-dei-Bronzi-1879,-inv.-95-B.-
Fig. 2 Banca dati on line, dall’Inventario dei Bronzi 1879, inv. 95 B.

La volontà di trascrivere gli inventari in modo fedele ed oggettivo, sia nei contenuti sia nella sostanza linguistica, ha portato alla ricerca di norme che fossero strettamente funzionali all’obiettivo di seguire rigorosamente il testo originario. Nella trascrizione vera e propria l’intervento si è concentrato sullo studio di soluzioni che rendessero il testo più facilmente leggibile, limitando correzioni o integrazioni solo ai casi necessari, come per evidenti errori ortografici. Per non cadere poi in equivoci interpretativi, sono stati utilizzati sistemi di contrassegnazione grafica che permettono al lettore di risalire sempre allo stato originario del testo con note editoriali [7] .

Avendo come scopo finale l’operazione di trascrizione e non una schedatura o valutazione delle opere, l’utente che accede alla banca dati troverà dunque unicamente le informazioni presenti sugli inventari, con le attribuzioni relative all’epoca della loro redazione e i riferimenti che nel corso del tempo sono stati aggiunti.

Nella priorità di rispettare la struttura tra i testi storici e l’edizione elettronica è stato necessario trovare poi un giusto equilibrio tra la classificazione delle notizie e il loro specifico contributo, evitando formalizzazioni eccessive. Quindi all’unità informativa sono stati associati campi che formalizzano solo i dati essenziali dell’opera, così come ritrovati negli inventari, ovvero: «Numero inventario», «Numero di inventario generale», «Trascrizione», «Archivio fotografico». Per fornire all’utente un utile mezzo di orientamento è stata lasciata la possibilità di un’agile ricerca su qualsiasi termine del testo trascritto, sia per ciò che riguarda la descrizione del soggetto o dell’oggetto, sia di altre eventuali indicazioni riportate nell’inventario. Tale ricerca, infine, può essere eseguita sia su un singolo inventario, sia sulla totalità, anche scorrendo virtualmente le carte manoscritte emulando una consultazione cartacea (Fig. 2).



[6] ARMI STORICHE 1971; BOCCIA-THOMAS 1970.
[7] Nel caso di errori ortografici si è proceduto alla loro correzione senza avvertenza, riducendo comunque al minimo questo tipo di operazione; le lacune, così come i punti di sospensione, sono stati mantenuti tali, facendo però uso di un comune «sic» tra parentesi tonde; le abbreviazioni evidenti sono state sciolte senza avvertenza (es. Vet. in Vetrina); le parole cancellate e sostituite da altre, sono state inserite tra parentesi quadre, seguite dalla parola aggiunta successivamente; infine, le voci «idem», «come sopra» e «come il precedente» sono state affiancate da doppie parentesi quadre con il riferimento relativo.
Last Updated ( Wednesday, 28 October 2009 )
 
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