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Per un archivio digitale degli inventari storici del Museo Nazionale del Bargello

B.M. Tomasello, C. Brunetti, I. Calloud, R. Viale
 

Sin dalla metà degli anni Ottanta il Museo Nazionale del Bargello, con una precocità non ordinaria nel panorama di altri musei italiani, si attrezzò per importanti sperimentazioni di applicazione informatica ai beni culturali in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa. Il primo progetto previde l’organizzazione di una banca dati per la catalogazione della cospicua collezione dei sigilli matrice, un lavoro che costituì il primo esempio di catalogazione informatizzata di un numero così consistente di opere [1] . Di poco successiva, in occasione della celebrazione del centenario della donazione di Louis Carrand, fu l’idea del diretto inserimento nel programma espositivo [2] di due esperienze di trattamento informatico: una relativa all’indicizzazione del Catalogo storico del R. Museo Nazionale del Bargello, redatto da Umberto Rossi e pubblicato nel 1898 da Igino Benvenuto Supino, l’altra alla digitalizzazione di un repertorio iconografico [3] .

Vent’anni dopo è stata l’Associazione degli Amici del Bargello [4] a farsi carico del completamento del lavoro di trascrizione e informatizzazione degli inventari storici conservati in forma cartacea nell’Archivio del Museo. Tale attività si è presentata da subito come una straordinaria opportunità per la creazione di un serbatoio globale di informazioni archivistiche uniche e difficilmente consultabili, da destinarsi soprattutto a studiosi di museografia e storia del collezionismo pubblico e privato in Toscana nella seconda metà del XIX secolo, ma estremamente utile anche a coloro che quotidianamente gestiscono le opere conservate nel Museo fiorentino (Fig. 1).

Fig.-1-Banca-dati-on-line,-dall’Inventario-dei-Bronzi-1879,-inv.-289-B.
Fig. 1 Banca dati on line, dall’Inventario dei Bronzi 1879, inv. 289 B.


Il progetto, inaugurato nel 2005 e conclusosi nel 2008 [5] , si è articolato in più fasi, che hanno visto preventivamente la riproduzione fotostatica dei manoscritti contenenti gli inventari delle diverse tipologie di oggetti e, successivamente, la trascrizione integrale delle informazioni relative a circa dodicimila opere. Tale processo ha portato alla realizzazione di una banca dati, oggi consultabile sul sito www.amicidelbargello.it, contenente tutti gli inventari redatti a partire dal 1879: Armi, Avori, Bronzi, Cere, Collezione Carrand, Collezione Gualino, Collezione Ressman, Cristalli, Ferri battuti, Intagli lignei, Maioliche, Mobili antichi, Mosaici, Oggetti in corno e cocco, Oreficeria civile, Oreficeria sacra, Robbiane, Sculture, Sculture lignee, Smalti, Stemmi, Stoffe, Tessere mercantili, Tessuti Franchetti, Varie, Vetri.



[1] Il progetto di questa banca dati impose una ricognizione su tutto il materiale conservato al Museo: il Catalogo del Pelli Bencivenni, dove sono descritti centoventi sigilli già nel Gabinetto delle Medaglie della Galleria degli Uffizi, il Catalogo dei sigilli del R. Museo Nazionale, compilato dal padre Tonini e consegnato al Museo del Bargello nel 1983 e altre schede di Filippo Rossi, con riferimenti bibliografici e lo scioglimento della legenda: Muzzi-Tomasello-Tori 1988-1990; Muzzi-Tomasello-Tori 1991, p. 46.
[2] FILETI MAZZA 1989; omaggio ai Carrand 1989.
[3] SUPINO 1898; FILETI MAZZA-TARCHI 1990.
[4] L’Associazione Amici del Bargello venne fondata il 9 luglio del 1982 da un gruppo di persone consapevoli dell’importanza e del ruolo che il Museo Nazionale del Bargello esercitava presso la comunità artistica. L’iniziativa sorse per l’esigenza di attivare una nuova cooperazione scientifica con la direzione del Museo, tale da rendere più feconda la vita dell’Istituto. Tra i settori incentivati, ricordiamo le attività di restauro, il supporto nell’acquisto di nuove opere e l’accrescimento dell’apparato editoriale scientifico dedicato alle variegate tipologie artistiche conservate. Per un panorama sui lavori dell’Associazione si consulti www.amicidelbargello.it.
[5] Il progetto è stato realizzato con il coordinamento di Bruna Maria Tomasello, con la collaborazione di Claudio Brunetti, Irene Calloud e Roberto Viale, sostenuti dall’appoggio della Direttrice Beatrice Paolozzi Strozzi, dalla Dott. ssa Maria Grazia Vaccari e dall’indispensabile e sempre disponibile aiuto dello staff del Museo fiorentino.
 

Last Updated ( Wednesday, 28 October 2009 )
 
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