Contenuti arrow Numero 2, 2009 arrow Tommaso Puccini e i suoi diari di viaggio

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La conferma della visibilità che Puccini si era prontamente guadagnata tra gli eruditi romani si trova nella lettera scrittagli il 21 luglio 1777 dallo stesso fondatore del periodico romano Giovan Lodovico Bianconi e pubblicata sotto il titolo di Lettera d’un amatore delle Belle Arti al signor Abate Tommaso Puccini patrizio pistoiese [18] : in essa l’autore, commentando un passo pliniano nel quale vedeva la dimostrazione dell’uso della tecnica incisoria presso gli antichi, riservava al suo interlocutore significativi elogi, dai quali traspare una tale profonda stima, ad una data così precoce, da far supporre che fu lo stesso Bianconi, personaggio di grande rilievo internazionale e dalle considerevoli frequentazioni [19] , l’anello di congiunzione tra il pistoiese e gli ambienti colti più prestigiosi della capitale. L’articolo, chiuso con un omaggio al «grand’amatore e conoscitore di stampe», permette inoltre di riconoscere un primo affiancamento della prospettiva artistica moderna a quella antiquaria e retrodatare di qualche anno la sua ben nota attività di collezionista e, soprattutto, di grande conoscitore nel campo dell’incisione che tanta influenza avrà nella sua futura educazione visiva.

Allo stato attuale delle ricerche non è possibile documentare in quale direzione si mosse il suo interesse per l’arte «moderna» nel corso degli anni Settanta del XVIII secolo; elementi indicatori più significativi sono rintracciabili solo dal 1779, anno in cui iniziò la lunga relazione epistolare con Carlo Bianconi, fratello minore di Giovan Lodovico, durata oltre vent’anni e conclusasi solo nel 1800 con il trasferimento volontario di Puccini a Palermo per sottrarre alle truppe napoleoniche i capolavori degli Uffizi. Le sessanta lettere che compongono questo illuminante e prezioso carteggio coprono dunque gran parte del suo periodo romano, illustrando sia i suoi primi interessi per i disegni cinque-seicenteschi che faticosamente andava raccogliendo [20] , sia la ricerca, sempre più incalzante, di pubblicazioni concernenti la storiografia artistica che gli permise di possedere una raccolta numericamente e qualitativamente consistente fin dal 1782 [21] , arricchita poi costantemente fino alla morte, come documentato dal catalogo della sua libreria [22] . Le lettere bianconiane permettono di ricostruire soprattutto una parte consistente della superba collezione di stampe posseduta da Puccini fino al 1793, anno in cui venne venduta, tra innumerevoli difficoltà, al Marchese Giovanni Turinetti di Priero di Torino per 4500 scudi [23] : una raccolta iniziata sicuramente nei primi anni del suo lungo soggiorno romano se già nell’autunno del 1779 al Bianconi essa doveva sembrare sorprendente, tanto da indurlo a scrivere con un pizzico di invidia: «Mi rallegro della bella stampa che avete aggiunto alla scelta collezione vostra, che ormai è più bella della mia» [24] . Questa doveva comprendere centinaia di opere tra le quali spiccavano capolavori del Pollaiolo, di Dürer, di Guido Reni, di Annibale e Agostino Carracci, di Rubens, di Rembrandt, di Marcantonio Raimondi oltre, naturalmente, alle opere dei suoi contemporanei Volpato e, soprattutto, Raffaello Morghen, artista sommamente apprezzato. Del resto il carteggio tra i due, a parte brevi divagazioni, è quasi esclusivamente dedicato alle stampe: i nuovi acquisti, il confronto tra le copie, il desiderio di primeggiare e di apparire il più scaltro nel non incappare in falsificazioni dimostrano una passione di Carlo Bianconi e, di riflesso, dello stesso Puccini in costante progresso, che presto trovò riscontro anche nei periodici dell’epoca che tanto spazio offrivano al mondo della grafica.



[18] «Singolar passo cercando tutt’altro trovai gli scorsi giorni in Plinio, ma senza la vostra permissione io non ardisco interpretarlo a modo mio. Voi vedrete che non ho torto a domandarvela, quando v’accorgerete della strana conseguenza, che indi se ne va a cavare. [...] Ma nulla più amabilissimo mio Sig. Tommaso. Non ad altri che a voi grand’amatore e conoscitore di stampe doveansi scrivere queste mie congietture, perché appunto parlano di stampe. Voi per il vostro candore e cortesia siete amato da chiunque vi conosce, ma tenete per fermo che nessuno vi ama più di me. [...] Roma li 21 luglio 1777» in Antologia romana 1777, pp. 25-28.
[19] Vedi Perini 1998.
[20] BFP, Raccolta Puccini, Cassetta IV, Bianconi Carlo, 11, Milano 24 marzo 1781; 23, Milano 31 agosto 1782; 40, Milano 19 novembre 1785, 45, Milano 7 marzo 1789.
[21] «Ecco la prima volta che mi avete parlato di libri d’arte. Me ne consolo sommamente, e della copia e della scelta [...]» BFP, Raccolta Puccini, Cassetta IV, Bianconi Carlo, 19, Milano, 30 marzo 1782.
[22] BFP, Aggiunte alla Raccolta Puccini, (A. 43), Indice de’ libri spettanti alle belle arti che possiede il cav. Tommaso Puccini direttore della R. Galleria e segretario della R. Accademia delle belle arti. Il testo integrale è oggi consultabile sul sito www.memofonte.it.
[23] L’intricata vicenda della vendita delle collezione è descritta nelle lettere di Bartolomeo Cavalley da Torino inviate a Puccini tra il 1799 e il 1800 (BFP, Raccolta Puccini, Cassetta IV, Cavalley Bartolomeo, 1, Torino 23 ottobre 1799; 2, Torino 13 novembre 1799; 3, Torino 4 agosto 1800; 4, Torino 5 agosto 1800; 5. Torino 3 settembre 1800), e in quelle scrittegli da Polissena de Priè, moglie del marchese Turinetti di Priero (BFP, Raccolta Puccini, Cassetta V, Priè Polissena di, 1, Roma 30 giugno 1801; 2, Tivoli 14 agosto 1801; 3, Tivoli 14 settembre 1801; Tivoli 29 ottobre 1801; 5, Roma 19 gennaio 1802; 6 Roma, 9 marzo 1802).
[24] BFP, Raccolta Puccini, Cassetta IV, Bianconi Carlo, 4, Milano 20 ottobre 1779. Aggiungendo nella lettera successiva: «Non ho detto che la vostra raccolta superi la mia, ma dico bene se va di questo passo, che presto vi si avvicinerà, e la passerà. Io ne avrò quel piacere che ha un padre vedendosi superato nel sapere da un figlio [...]» BFP, Raccolta Puccini, Cassetta IV, Bianconi Carlo, 5, Milano 13 novembre 1779.
Last Updated ( Monday, 20 July 2009 )
 
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