Contenuti arrow Numero 3, 2009 arrow Da Sussi e Biribissi a Mazinga: l’Archivio Salani come risorsa...

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Illustratore principe degli anni Trenta è Fiorenzo Faorzi, in grado di rappresentare con la medesima finezza artistica testi diversissimi come Topolino alpinista o l’aberrante, ai nostri occhi, I ragazzi della rivoluzione [20], dove non esita a raffigurare, ovviamente con intento celebrativo, giovani squadre fasciste in azione. Si tratta del colpo di coda del regime, cui purtroppo Salani offre la sua opera, pubblicando gli scadenti romanzi di Gino Chelazzi e Gino Fornari, e traducendo la mitologia e l’epopea dell’antica Roma in storielle al servizio dell’ideologia fascista in opere della collana «I libri della gioventù» [21] come Colui che a tutto il mondo fe’ paura, di Vittorio Emanuele Bravetta, o Un ragazzo contro Cartagine, ancora di Gino Chelazzi, quando ormai il calendario segna il 1943. Degni di nota sono anche «I librini del cuccù» [22], dal formato particolare, una pagina sagomata e ritagliata, che riportano le avventure di Biancaneve e i sette nani, Cirillo, Mangiafuoco, Pluto e Geppetto, oltre all’immancabile Balilla. Libretti agili e invitanti, dal formato senza dubbio accattivante e anticipatore dei moderni libri per bambini.

Risalgono allo stesso periodo «Piccoli Libri Santi», dedicati ai santi. Artista di riferimento in questo caso è Alberto Zardo [23], che per la tavola fuori testo introduttiva, dedicata al santo biografato, adotta la tecnica dell’olio su tavoletta o cartoncino spesso. Le illustrazioni, costantemente 13, impreziosiscono l’intero apparato paratestuale: copertina, frontespizio, controfrontespizio, occhiello, testata, finale, sette tavole fuori testo di cui una a colori. Uno schema ripetitivo e consolidato che, come nei casi precedenti, facilitava il riconoscimento della collana da parte del lettore. Non si tratta tuttavia della sola collana dedicata al tema della religione, in cui rientrano anche le famose serie de «I libri della fede», dove oltre alla Bibbia erano pubblicate le vite di santi e alcuni classici come I fioretti di San Francesco o Le laude di Jacopone da Todi.

 

Fig.-4-G.-Rossini,-disegno-preparatorio-per-la-copertina-di-M.-Catalany,-Il-circo-Barletta,-1953.-Tempera-su-carta,-31,2x42,3-cm.-Archivio-Adriano-Salani-Editore.-
Fig. 4 G. Rossini, disegno preparatorio per la copertina di M. Catalany, Il circo Barletta, 1953. Tempera su carta, 31,2x42,3 cm. Archivio Adriano Salani Editore.
 

 

Finita la guerra, Salani deve necessariamente reimpostare la produzione editoriale, e decide allora di specializzarsi nell’editoria infantile e femminile, dedicandovi collane apposite, come la «Biblioteca dei miei Bambini» e la «Biblioteca dei miei ragazzi» (Fig. 4), in doppia edizione, vecchia e aggiornata, nel passaggio dagli anni Cinquanta ai Settanta.

Illustratori principali in queste collane sono il già visto Fiorenzo Faorzi, il giovane Carlo Vitoli Russo, ma anche l’immaginifico Hallison Rex, autore di un affascinante e acceso Il ventaglio rosso [24]. Lo stile figurativo cambia comunque non tanto da illustratore a illustratore ma da collana a collana, a seconda del mercato da conquistare. Nelle collane dedicate ai bambini e ai ragazzi lo stile si fa morbido e l’acquerello da consistente e duro diventa più trasparente e leggero, come dimostrano Al tempo delle fate [25], con disegnatore Carlo Vitoli Russo, o Il cinematografo delle fate [26], illustrato da Fiorenzo Faorzi. Quest’ultimo, come Spazzacamino, si presta bene a esplicitare il cambio di sensibilità figurativa nel corso dei decenni, essendo stato pubblicato per la prima volta nel 1908 nella «Biblioteca Salani Illustrata», con i disegni di Carlo Chiostri. In quell’occasione in copertina campeggiava una scena emblematica dello stile realistico-fantastico di Chiostri, con una fatina che sta indicando con la sua bacchetta magica lo schermo del cinema ad una platea di bambine attente e sorridenti. A completare il corto circuito semantico, sullo schermo sono proiettate altre avventure di fate. L’ambientazione della scena tuttavia è estremamente fedele a quel periodo storico, il cinema è reale e le bambine sono vestite con cappelli e vestiti degli anni Trenta: l’effetto di straniamento e stupore nel lettore è indotto proprio dalla commistione di reale e fantastico, in un ambiente, il cinema appunto, ancora in una fase di sviluppo e in grado di suscitare la sorpresa e l’ammirazione dei bambini.

Totalmente diversa la copertina di Faorzi di circa venti anni dopo: all’illustratore non interessa più tratteggiare un’ambientazione realistica, e anzi lo sfondo sparisce completamente, caratteristica comune a tutte le copertine della serie «Biblioteca dei miei ragazzi» [27]. Protagonisti assoluti sono i personaggi, isolati su un fondo rosso uniforme: il lettore è naturalmente portato a identificarsi con il bambino-eroe in piedi sulla cassa con i diamanti in mano, osservato dal pirata-stereotipo in basso a destra. Interessante la figura della donna con il bambino in braccio in secondo piano: è una figura realistica che forse serve a recuperare in parte quella commistione tra vero e immaginario che invece pervadeva totalmente la copertina di Chiostri, con una sfumatura concettuale che tuttavia le differenzia profondamente. Mentre infatti nell’immagine del 1908 il contesto realistico serviva a suggerire l’idea che le avventure fantastiche potessero da un momento all’altro saltar fuori dallo schermo, e la fatina con la bacchetta lo dimostrava, nel disegno di Faorzi questo elemento viene meno e la dimensione fantastica è esplicitamente lontana dal ‘quotidiano’. Il cinema ha forse perso la sua originaria aura discreta di mistero ma ha incredibilmente sviluppato la capacità di suggerire atmosfere irraggiungibili, lo spettatore, per interposta persona (l’attore), vive nelle storie del grande schermo i sogni della sua vita. Tale meccanismo è portato alla sua acme nelle collane, dal dopoguerra agli anni Settanta, dedicate al pubblico femminile: la «Biblioteca delle signorine» [28], «I romanzi della rosa» [29], la «Vita in fiore» [30] hanno numerose ristampe e cambiano copertine in parallelo con la nascita del fotoromanzo e lo sviluppo delle riviste illustrate e del cinema di Hollywood.





Last Updated ( Tuesday, 22 December 2009 )
 
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