Contenuti arrow Numero 3, 2009 arrow Sulla Collezione grafica della Biblioteca Marucelliana dal 1804 a Nerino Ferri

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Dall’Ottocento a Nerino Ferri

Proseguendo con la storia della raccolta grafica durante l’Ottocento, scarse sono le notizie venute alla luce in seguito alle nostre ricerche presso l’Archivio della Biblioteca [16]. La segnalazione dell’importanza della collezione dei disegni, fatta dal professor Migliarini al direttore della Galleria delle Statue, Antonio Ramirez di Montalvo, nel dicembre del 1844, è già nota grazie allo studio della Brunetti, così come la lettera del Ministro della Istruzione Pubblica (Michele Coppino tramite il Segretario Generale Giovanni Puccini) al direttore della Biblioteca, datata 16 aprile 1879, ove si auspicava un trasferimento della «preziosa raccolta di stampe, quasi negletta e sconosciuta, perché fuori della sua sede naturale» presso la Real Galleria di Firenze [17].

Due anni più tardi, il direttore della Marucelliana rispose ad una lettera del Ministro sulla consistenza dei volumi manoscritti esistenti presso l’istituzione fiorentina e, oltre a menzionare l’importanza del Mare Magnum «opera deputata il più gran lavoro bibliografico che si conosca», aggiunse: «sebbene non me ne sia fatta domanda, ravviso conveniente ricordare la pregevolissima collezione delle incisioni e dei disegni originali dei migliori maestri delle più lodate scuole antiche e moderne. Sono, dette incisioni, raccolte in 210 volumi in folio massimo» [18]. Si coglie subito quest’ultima affermazione poiché risulta strano che se nel 1879 i volumi delle stampe e dei disegni erano in totale 121, soltanto due anni più tardi ve ne fossero 210. Si tratta di un errore del copista, ipotesi per la quale propendiamo, o furono calcolati in quell’occasione anche altri volumi contenenti in parte incisioni?

Un ulteriore tentativo di accorpamento della raccolta grafica della Marucelliana a quella della Real Galleria, anche in questo caso fallito, fu avanzato dal Ministro Emanuele Gianturco, con la lettera del 15 luglio 1896, rivolta, presumibilmente, in copia unica a tutte le biblioteche governative. Dopo una premessa di questo genere: «Lo studio di un’opera d’arte consiste quasi esclusivamente nel confronto di essa con altre opere omogenee, a fine di stabilire i rapporti di somiglianza e le differenze fra loro, fissarne i caratteri e determinarne gli autori. In tal modo soltanto è reso evidente il continuo e logico sviluppo dell’arte nei secoli andati, e ne è resa possibile e si cura la storia…», la lettera si chiude con queste parole: «le stampe che le biblioteche potrebbero cedere in deposito alle RR. Gallerie ed alle Pinacoteche sono a mio parere quelle o isolate o legate in serie di natura puramente artistica, escluse quindi tutte le altre che sono speciali per la scienza o per la storia locale, come, ad esempio, le carte topografiche, le riproduzioni anatomiche, botaniche, ecc…» [19].

Angelo Bruschi il 23 luglio rispose al Ministro Gianturco che la Biblioteca Marucelliana possedeva «la più grande e la più preziosa raccolta di stampe (oltre 20.000)» e che la Biblioteca non era da comprendere fra quelle che dovevano trasferire le proprie raccolte di grafica presso le collezioni reali delle città di appartenenza, in quanto era «oggetto di studio e di ammirazione per gli innumerevoli studiosi che qui convengono anche da lontani paesi, attratti dalla meritata fama che essa gode in Italia e all’estero» [20]. Anche in questa occasione, come già era accaduto nel 1879, il direttore della Biblioteca argomentò con le disposizioni testamentarie del donatore, l’abate Francesco Marucelli, allegando copia del testamento. Il Bruschi non menzionò peraltro la catalogazione del fondo grafico, intrapresa da Pasquale Nerino Ferri, che, secondo alcuni studiosi, ne venne incaricato solo nel 1887 [21].


 

[16] Dall’indice dell’Archivio Affari diversi della Biblioteca risulta che la documentazione sulle incisioni e i disegni è presente soltanto nella collocazione Affari diversi 62.

[17] BRUNETTI 1990, pp. 10-11.

[18] La lettera, segnata «Biblioteca Marucelliana, lettera n. 335 / risposta al foglio del 15/01/1881, n. di partenza 518», si trova presso l’Archivio Centrale dello Stato Roma, Ministero della Pubblica Istruzione-Divisione Istruzione Superiore – Biblioteche governative e non – 1881-1894, Inv. 16/38, Busta 92. La brutta copia della missiva si trova in BMF, Archivio Affari diversi 63, fascicolo datato «15 gennaio 1881».

[19] BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13.

[20] BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13. Il documento citato è la brutta copia della lettera non rintracciata in seguito ad una nostra ricognizione presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. 

[21] SFRAMELI 1984, p. 125; BRUNETTI 1990, p. 12; TODROS 1999, p. 37.



Last Updated ( Wednesday, 23 December 2009 )
 
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