Contenuti arrow Numero 3, 2009 arrow Sulla Collezione grafica della Biblioteca Marucelliana dal 1804 a Nerino Ferri

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Sulla collezione grafica della Biblioteca Marucelliana dal 1804 a Nerino Ferri

Luisa Berretti

 

La R. Biblioteca Marucelliana – che mercè le indefesse cure del chiarissimo cavalier Angelo Bruschi gode fama di Biblioteca modello – possiede, come nobil corredo ai libri ed ai codici, una numerosa e pregevole raccolta di Stampe antiche ed un migliaio di disegni originali. Giunto presso che al termine della compilazione del catalogo delle due raccolte, sono lieto di poterne dare, col consenso dell’esimio Bibliotecario, qualche cenno nel Bollettino d’Arte, a vantaggio degli studiosi [1]

 

Con queste parole nel 1911 Pasquale Nerino Ferri, conservatore dei disegni e delle stampe della Real Galleria di Firenze, incaricato di compilare il catalogo dei disegni e delle stampe della Biblioteca Marucelliana, presentò sul Bollettino d’Arte le riproduzioni di alcuni «dei disegni più caratteristici e tutti inediti» della collezione [2].

Il catalogo dei disegni in questione è stato trascritto lo scorso anno e pubblicato sul sito della Fondazione Memofonte [3]. Il presente contributo mira a definire le tappe che portarono alla compilazione di questo catalogo; presenteremo inoltre un inventario sin qui inedito della stessa raccolta, proponendo confronti con gli altri esistenti e noti [4].

 

Storia della collezione

Il lascito testamentario del Marucelli, avvenuto in data 25 settembre 1783, sanciva l’entrata nella Biblioteca di un consistente nucleo di grafica (994 disegni per un valore di 256 scudi secondo la Brunetti, e di 11884 stampe per un valore di 2491 scudi secondo la Sframeli), che l’allora bibliotecario, l’erudito e collezionista canonico Angelo Maria Bandini, prese in consegna e si premurò di riordinare [5].

Gli studi successivi hanno messo in evidenza l’importanza del materiale grafico che il collezionista riuscì a raccogliere; la provenienza di un certo numero di disegni e stampe, di cui si ignora però la consistenza (che potrebbe essere collegata ai lasciti pertinenti agli zii Orazio e Giovan Filippo, morti rispettivamente nel 1745 e nel 1772); il «catalogo informe» compilato dagli esecutori testamentari Marco Martelli e Zanobi Covoni alla morte del Marucelli; il sistema di riordinamento della raccolta ed il restauro dei volumi e le nuove acquisizioni fatte da Angelo Maria Bandini al passaggio della raccolta in Biblioteca.

Per quanto concerne i disegni, la Brunetti nel 1990 ha cercato di far luce sulla vicenda collezionistica, ma anche sulla sistemazione del primo nucleo della raccolta rispetto all’attuale, ripercorrendone la vicenda storica fino agli inizi del Novecento [6].

Alcune affermazioni avanzate dalla studiosa possono oggi esser confermate ed altre riviste grazie al ritrovamento di un inventario inedito conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze [7].


[1] FERRI 1911, p. 285.

[2] FERRI 1911, p. 286.

[3]   www.memofonte.it, nella sezione Collezionismo di disegni e stampe, sottosezione Collezione Marucelli.

[4] Sulla storia della collezione di disegni e stampe di Francesco di Ruberto Marucelli, sono da ricordare gli studi e gli approfondimenti di Pasquale Nerino Ferri, Fabia Borroni Salvadori, Maria Sframeli, Giulia Brunetti e Rossella Todros, che sono riusciti nel tempo a dare buona visibilità al patrimonio grafico dell’istituzione, valorizzandola tramite pubblicazioni e mostre: FERRI 1911; FERRI 1912; BORRONI SALVADORI 1970; SFRAMELI 1984; BRUNETTI 1990; TODROS 1999.

[5] SFRAMELI 1984, p. 122; BRUNETTI 1990, pp. 7 e 9; la Borroni Salvadori contava 867 disegni per un valore di 656 scudi e 6663 stampe per un valore di 3022 scudi, vedi BORRONI SALVADORI 1970, pp. 102-103. Probabilmente la studiosa non aveva preso in considerazione la copia del «catalogo informe» dell’E.C.A. conservata presso l’Archivio Comunale di Firenze (Filza 1, n. 18) peraltro mai citata nel suo saggio e si basò solamente sulla copia del documento posseduta presso la Marucelliana (BMF, Inventario Marucelli 1783, n. 1, cc. 79-87). Si veda inoltre il recentissimo studio FILETI MAZZA 2009, pp. 72-73. Su Angelo Maria Bandini (Firenze, 1726-Fiesole, 1803) si veda in particolare ANGELI 1999, oltre che UN ERUDITO DEL SETTECENTO 2002.

[6] BRUNETTI 1990, pp. 7-12.

[7] ASF, Corte dei Conti, 91; vedi Appendice, doc. 1. Un approfondimento su tale argomento è in corso di realizzazione da parte di chi scrive.



Last Updated ( Wednesday, 23 December 2009 )
 
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