Contenuti arrow Numero 3, 2009 arrow Documenti riccardiani: diario di un progetto di archiviazione informatica

Print
Article Index 1 2 3 4 5

Se l’inizio del collezionismo riccardiano è fatto coincidere con la politica di Riccardo Romolo, la chiusura definitiva di questa politica è segnata dalla decadenza economica della casata che ha portato nei primi anni dell’Ottocento alla messa all’incanto delle raccolte disperdendole nella loro consistenza materiale.

Nell’economia del progetto, una volta delineato l’ambito cronologico era necessario limitare anche geograficamente il raggio delle indagini. Le numerose ville e residenze di campagna facenti parte del patrimonio Riccardi, come Chianni, Empoli, Careggi ecc., sono state fin dall’inizio escluse dall’indagine che non poteva avere un carattere esaustivo su un intero percorso collezionistico così ampio e ramificato. Circoscrivere a quanto era custodito nei palazzi fiorentini, Gualfonda prima e via Larga poi, è sembrata la scelta più opportuna, concentrando l’attenzione verso i beni legati alla sede di rappresentanza della casata. Dopo aver notevolmente limitato l’ambito degli studi, consapevoli dei limiti che tale modus operandi imponeva poiché talvolta beni di siffatta tipologia non hanno sempre avuto una sistemazione fissa e stabile, si è proceduto ad una ricognizione su quanto documenta la conservazione di oggetti artistici e libri, sia manoscritti che a stampa, trascurando le notizie relative agli affreschi di Luca Giordano già ampiamente studiati e contestualizzati dalla critica del XX secolo.

Il materiale archivistico a disposizione conta documenti di vario tipo, che nelle strutture compilative già esplicitano la qualità delle informazioni con una particolare attenzione ad una ‘gerarchia storica’ della comunicazione. La tipologia che maggiormente guida la ricostruzione cronologica del patrimonio riccardiano è costituta dagli inventari topografici, che permettono di ricreare l’aspetto ambientale con riferimenti settoriali agli interni e alle aree esterne come cortili e giardini della residenza cittadina. Tale architettura trova applicazione anche per le dimore sul territorio che, mantenendo sempre il riferimento topografico, integra e completa tale livello di referenza.

Fig.-1-ASF,-Riccardi-2761.1B,-Indice-dell’Inventario-di-Vincenzio-Riccardi-1752.
Fig. 1 ASF, Riccardi 2761.1B, Indice dell’Inventario di Vincenzio Riccardi 1752.

Gli inventari tipologici (Fig. 1), dove si raccolgono gli oggetti classificandoli secondo categorie dettate dall’erudizione settecentesca offrono al lettore contemporaneo un insieme non sempre omogeneo di dati, facendo trovare lo studioso di fronte ad elenchi insoliti dove si abbinavano manufatti, matericamente diversi, classificati senza comprenderne e riconoscerne l’esatta cronologia e funzionalità. Mentre per la pittura e i libri, il rigore dell’uniformità tipologica è ampiamente rispettato, per le arti minori e l’antiquaria, la compilazione varia nel livello informativo. Ad esempio troviamo vicine voci che hanno uno sviluppo descrittivo dell’iconografia e delle consistenze materiali a segnalazioni della presenza dell’oggetto, offrendo lo spunto per un recupero del contesto culturale da cui sono stati prodotti.

Le note di acquisto [7] dei singoli membri della famiglia furono raccolte senza seguire alcun ordine tipologico o strettamente cronologico, trattandosi per lo più di serie di biglietti che attestano ingressi di dipinti, ma soprattutto di libri e di antichità, che documentano la ramificazione territoriale degli interessi collezionistici, rendendo noti i nomi di intermediari che lavorarono a servizio di Gabbriello, esperti ed eruditi come Tommaso Puccini, e facendoci conoscere il valore economico della valutazione patrimoniale e di un’eventuale stima necessaria per scambi e alienazioni.

 


[7] ASF, Riccardi 237. Son qui raccolti molti dei biglietti di pagamento effettuati da Gabbriello Riccardi in un periodo di circa un trentennio, relativi quasi esclusivamente alla collezione di libri che rendono noti i numerosi contatti con librai locali, Orlando Finocchi, Giovanni Canovai, Girolamo Bianchi oltre al noto Gregorio Pagani che curava anche i lavori di sistemazione delle legature dei volumi acquisiti.



Last Updated ( Tuesday, 22 December 2009 )
 
Joomla SEF URLs by Artio