Contenuti arrow Numero 3, 2009 arrow Documenti riccardiani: diario di un progetto di archiviazione informatica

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I diari di spese [8], una tipologia documentaria generalmente per altre dinastie o casate affidata a funzionari o segretari guardarobieri, nel nostro contesto redatti invece spesso direttamente dai Riccardi in prima persona, informano sulle uscite giornaliere riunendo riferimenti non solo alle voci di spesa di gestione e manutenzione, ma anche e frequentemente sulle acquisizioni di oggetti d’arte, riportando i nominativi degli intermediari a servizio del mecenate (Fig. 2).

L’indagine sugli inventari topografici ha ovviamente trascurato di toccare le suppellettili e i beni di consumo, selezionando solo le voci di interesse artistico, cercando però di testimoniare lo sviluppo della raccolta sotto i singoli membri della famiglia. Dopo l’Inventario degli inventari del 1612, è stato preso in esame quello di Cosimo Riccardi redatto nel 1648 [9]; quello di Francesco Riccardo del 1676 [10]; il quaderno che raccoglie inventari di varie residenze compilati tra 1677 e 1699 [11]; quello del 1715 [12]; il libro di inventari di Vincenzio Riccardi [13] e quello del 1753 [14]. Sulle altre fonti invece è stata proposta una trascrizione completa, per mantenere il tessuto testuale reso leggibile allo studioso moderno grazie l’adeguamento dello scritto a norme redazionali e omologando le fonti con un’ortografia moderna e leggibile grazie anche allo sviluppo delle abbreviazioni in modo specifico per le unità di misura e monetazione, rispettando altresì l’impostazione grafica delle fonti.

 

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Fig. 2 BRF, Riccardi 3589, Nota di spese di Gabbriello Riccardi 1780-1793, c. 25.

Per mostrare come la mole di informazioni resa disponibile sul sito della Fondazione Memofonte, possa servire da riscontro per lo studio della storia del collezionismo e delle fortune di alcune tipologie di beni, risulta naturale focalizzare l’attenzione sui documenti relativi ai piccoli oggetti, manufatti che oggi rientrano nella categoria delle arti minori e che attrassero l’attenzione di molti collezionisti nel XVIII secolo [15]. Queste fonti riguardano in primo luogo gli oggetti conservati negli armadi del palazzo di via Larga [16], armadi sulla cui realizzazione ha ampiamente ricostruito le vicende de Juliis [17], destinati ad accogliere i pezzi di maggior pregio della collezione; queste raccolte ci sono ben note anche grazie alle descrizioni e i rendiconti di viaggio di eruditi e viaggiatori settecenteschi [18] che hanno dato notizia di come questi venissero aperti per mostrarne i tesori in occasione delle visite di personaggi illustri. La letteratura artistica che ha finora indagato questo ramo del collezionismo Riccardi, ha posto in luce le singolarità delle scelte, focalizzando anche l’attenzione sulla piccola raccolta di avori bizantini facente parte di questa serie; raccolta iniziata già con Riccardo Romolo e proseguita negli anni dai successori [19], mostrando la casata fiorentina come una delle più interessate al reperimento di opere di cultura bizantina, la cui notorietà trovava cassa di risonanza nelle descrizioni datene dal Lami nelle Novelle Letterarie e che erano oggetto di interesse grazie anche alle illustrazioni a stampa inserite nel Thesaurus veterum dypthicorum [20] di Gori e Passeri [21]



 

[8] BRF (Biblioteca Riccardiana di Firenze), Riccardi 3485, dove sono registrate le spese di Gabbriello Riccardi nel periodo compreso tra il 1780 ed il 1793, che ci informano sugli incarichi per restauri di dipinti e acquisizioni di oggetti d’arte, da cui emerge tra tanti il nome di Weber come intermediario per medaglie e stampe.

[9] ASF, Riccardi 261. Inventario di tutti i beni mobili, immobili, semoventi, masserizie, argenterie, gioie et altro, che si ritrovano nella eredità della B.M. dell’illustrissimo signor marchese Cosimo Riccardi [...] Inventario topografico, che nelle camere elenca anche alcuni dipinti del 1648.

[10] ASF, Riccardi 264. Inventario di masserizie [...] del palazzo del giardino di Francesco Riccardi del 1676.

[11] ASF, Riccardi 267. Quaderno d’inventari, dove si riportano tra gli altri quello del palazzo di via Larga a c. 237 e quello del giardino di Gualfonda a c. 176.

[12] ASF, Riccardi 272. Inventario delle masserizie del palazzo di via Larga del 1715.

[13] ASF, Riccardi 276. Raccoglie gli inventari di Vincezio Riccardi.

[14] ASF, Riccardi 274. Inventario delle masserizie, mobili, argenti stagni ecc esistenti nel palazzo di via Larga degli illustrissimi signori marchesi Riccardi a cura di Marc’Antonio Frecchioni, guardaroba, principiato q. dì ... [sic] del 1753.

[15] Uno studio dettagliato sulle fonti relative al collezionismo di gemme, cammei, numismatica e medaglistica viene proposto in questo numero della rivista Studi di Memofonte da Elena Vaiani.

[16] Era stato Francesco Riccardi a dare a tali pezzi una sistemazione stabile in armadi poiché prima erano conservati nella guardaroba di palazzo.

[17] DE JULIIS 1984, p. 238. De Juliis ricorda che tali armadi vennero fatti pervenire in Galleria da Roma e fatti rimontare da artigiani locali. Destinati ad accogliere i pezzi di maggior pregio della collezione le descrizioni e i rendiconti di viaggio, riportano notizia di come questi venissero aperti per mostrarne i tesori in occasione delle visite di personaggi illustri.

[18] COCHIN 1756; GIBBON 1965; MONTESQUIEU 1971; DE BROSSES 1973.

[19] DE JULIIS 1978, pp. 144-156.

[20] GORI-PASSERI 1759.

[21] Inventario di gemme, monete, cammei e intagli composto da sette inserti redatti in anni diversi tra 1705 e 1759, documenti con struttura disomogenea che restituiscono ciò che era conservato negli «armari» della Galleria del palazzo. Nella descrizione delle medaglie vediamo adottata la tradizionale classificazione per soggetto iconografico, raggruppandole tra medaglie di sovrani, di pontefici, uomini illustri, città e organizzandole in ordine alfabetico, suddivise per materiali. L’elenco di intagli e cammei è organizzato in quattro tavole, che si raccolgono in due inserti e che sono redatte nel 1707 riportando una breve descrizione iconografica dei pezzi e delle materie trattate. A questi inserti ne seguono altri redatti in anni più tardi e relativi a oggetti metallici e statuette, alcune provenienti da Roma e anticaglie tra cui vengono inseriti pezzi di diversa natura, dittici in avorio, cristalli, bassorilievi e ritratti in rame, di cui viene data una dettagliata descrizione iconografica e materiale.



Last Updated ( Tuesday, 22 December 2009 )
 
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