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Il cavallo di bronzo di Daniele da Volterra: «EQUI·AENEI·STAT·I·PALL·RVCELAI»

 

Il Grande & bello simulacro del cavallo di metallo, che al presente si vede nel palazzo de’ Signori Rucellai presso l’arco di Domitiano, dal volgo detto di Portogallo […] gitato (come dicono) nell’anno 1563 & 1564 nella sommità del monte Quirinale, detto da noi monte Cavallo[…] in casa del Capitan Martio Ceci, […] fu fatto per doversi trasportare a Parigi per memoria & monumento di Henrico secondo Re di Francia […] l’artefice di questa bell’opera fu M. Daniello Ricciarello da Volterra, huomo eccellente di quel tempo, il quale hebbe stretta amicitia co’ l grande Michel’Angelo Buonaroti artefice eccellentissimo […] Percioche  essendone stato dato la cura, & il peso a detto Michel’Angelo di far quest’opra del cavallo, vedendosi egli vecchio, & decrepito, & per consequente mal atto a sostener più quelle fatiche, essendo che passava novanta anni, trattò con gli agenti del Re, che di ciò avevano cura, che quest’opra si desse a Daniello, & lo propose loro per valent huomo, ch’egli si assicurava, che sarebbe riuscita perfettamente. [33]

 

Con queste parole inizia la descrizione de «Il Simulacro del Gran Cavallo di metallo nel palazzo de’ Rucellai» presente nell’edizione de Le Antichità di Roma di Andrea Fulvio [34] stampata dal stesso Girolamo Franzini nel 1588 «con ogni diligenza corretta e ampliata, con gli adornamenti di disegni de gli edificij Antichi e Moderni» e «con le aggiuntioni e annotazioni di Girolamo Ferrucci Romano». Ad introdurre il testo è una piccola incisione rappresentante il celebre cavallo posto su un piedistallo di cui è appena visibile una base d’appoggio dalla forma polilobata: una xilografia che il Franzini usò il medesimo anno nell’Urbis Romae topographia di Bartolomeo Marliani [35] e quello successivo per le sue Icones.

La presenza di una breve iscrizione sotto il margine inferiore dell’incisione – alla quale si aggiunge il testo del Ferrucci – permette un facile e inequivocabile riconoscimento del soggetto rappresentato: del resto, è noto dalle fonti dell’epoca [36] che fra il 1586 e il 1639 il cavallo di bronzo di Daniele da Volterra rimase nel cortile di Palazzo Rucellai in via del Corso a Roma [37]. L’incisione del Franzini costituisce con molta evidenza una delle rarissime fonti iconografiche dell’opera in questione, anticipando di qualche anno quella più nota di Antonio Tempesta conservata alla Bibliothèque Nationale di Parigi [38]. La matrice di questa illustrazione ritorna nella già citata edizione del 1610 del Trattato nuovo delle cose maravigliose dell’alma città di Roma, curata e aggiornata dal Felini [39]: una tale scelta a quell’altezza cronologica non meraviglia, come invece accade nel caso della Roma sacra antica e moderna edita dal Molo e dal De Romanis nel 1687, data in cui il cavallo di bronzo non era più annoverabile fra  le bellezze di Roma [40]. Alla luce di quest’ultimo elemento si può ben comprendere il carattere non sempre attendibile di fonti di questo genere, considerato che la selezione di immagini e informazioni non era necessariamente sottoposta all’attenzione di esperti.

Rimane il fatto inequivocabile che, eseguita nel 1588, la xilografia in esame rappresenta una preziosa testimonianza grafica di un’opera oggi non più visibile. Dallo spoglio della letteratura contemporanea sull’argomento, però, il nome di Girolamo Franzini e la sua incisione non compaiono quasi mai. Unica citazione a riguardo, diretta all’immagine ma non al suo autore, è stata fatta nel 1976 da Virginia Bush [41], la quale cita Andrea Fulvio come fonte in riferimento alle dimensioni e alle vicende esecutive del cavallo e riporta, come testimonianza della presenza del cavallo a palazzo Rucellai dal 1586 al 1622, l’incisione del Franzini corredata dalla scarna didascalia «woodcut of Daniele da Volterra’s horse for monument of Henry II» [42]. L’oblio sembra poi avvolgere l’illustrazione franziniana, lasciando campo libero alla rappresentazione del Tempesta indicata come «unica testimonianza grafica rimastaci di questo monumento» [43] insieme ad un disegno attribuito a Michelangelo e conservato al Rijksprentenkabinet di Amsterdam [44]. Proprio in relazione a questo disegno è possibile trovare, nel Corpus dei disegni di Michelangelo di Charles De Tolnay [45], un’errata citazione della fonte bibliografica e iconografica in questione. Alla fine della scheda il De Tolnay fa infatti riferimento ad una «stampa di Fulvio Orsini, in Antichità di Roma, 1588» indicando così la giusta fonte bibliografica e attribuendola però ad un autore errato. La citazione del testo di Andrea Fulvio del 1588 appare anche in un articolo di Jean Adhémar del 1949 [46]: facendo cenno alla fama che il cavallo di bronzo aveva a quel tempo in Italia, l’autore riporta in nota proprio Le Antichità di Roma, senza però fare alcun riferimento alla presenza della xilografia franziniana [47].


 


[33] FULVIO 1588, libro V, p. 220 [320].

[34] FULVIO 1513; FULVIO 1527.

[35] MARLIANI 1588, p. 160v.

[36] Oltre a FULVIO 1588, per le fonti dell’epoca riguardanti il cavallo di bronzo cfr: ORBAAN 1910, p. 28; VASARI [1550 e 1568] 1966-1987, vol. V, p. 547 e sgg.; ARMENINI [1587] 1989; BENVENUTO CELLINI [1558-1566] 1996; CARTEGGIO DI MICHELANGELO 1965-1967.

[37] Per la le vicende riguardanti l’opera cfr. VASARI [1550 e 1568] 1966-1987, vol. V, p. 547 e sgg.; ORBAAN 1910; ADHÉMAR 1949; BOSTRÖM 1995; CARTEGGIO DI MICHELANGELO 1965-1967.

[38] L’incisione di Antonio Tempesta è databile fra il 1591 e il 1608: la datazione coincide con la collocazione dell’opera data nella scritta presente sul margine superiore, «VISITUR·ROMAE·IN· PALTIO· EX· FAMILIA· RUCELLAIA». Cfr. BARTSH 1984, p. 365, n. 635.

[39] FELINI 1610, p. 346.

[40] ROMA SACRA ANTICA E MODERNA 1687, p. 60.

[41] BUSH 1976, pp. 175-178.

[42] BUSH 1976, fig. 172.

[43] CIARDI-MORESCHINI 2004, p. 266.

[44] Inv. n. RP-T-1953-140. Cfr. DE TOLNAY 1978, p. 84 e sgg., n. 435; SCHIAVO 1990, p. 442 e sgg., fig. 247.

[45] Cfr. DE TOLNAY 1978, p. 84 e sgg.

[46] ADHÉMAR 1949, pp. 297-300.

[47] ADHÉMAR 1949, p. 299, nota 4.



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