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Le guide storiche di Pisa 1751-1821

Andrea Salani

 

A partire dalla metà del XVII secolo, con la progressiva codificazione della pratica del viaggio, si giunge ad individuare dei modelli letterari specifici, o comunque riconducibili a poche categorie di massima, attraverso i quali si concretizza la letteratura di viaggio. Non solo testi compilati dai viaggiatori, ma anche svariate pubblicazioni di autori, appartenenti a differenti profili intellettuali, che ai viaggiatori stessi intendevano fornire un supporto [48].

Effettuare studi sulle guide scritte a partire dal 1650, come anche utilizzarle quali strumenti per una ricerca integrativa, significa rapportarsi a testi che presentano delle costanti e delle variabili più o meno individuabili e che è possibile censire secondo criteri da determinare. Un tale progetto di ricerca potrà giungere a conclusioni scientificamente più esatte e corroborate da dati numerici e di contenuto, se lo studio potrà avvalersi di strumenti informatici ad hoc. Per ottenere questi risultati i testi in esame devono essere stati trascritti secondo criteri e metodologie standard – e tramite norme consultabili – in un formato interrogabile e fruibile, in cui la trascrizione deve essere compiuta in maniera omogenea e adattata alle specifiche del testo [49]

Tra differenti guide storiche è individuabile un duplice livello di uniformità, quello della struttura testuale e quello relativo al contenuto. Il primo di questi riguarda la costruzione del testo-guida nelle sue parti fondamentali, come la strutturazione degli itinerari, la loro possibile assenza, il modo di affrontare la descrizione di un quartiere, ovvero tutte quelle possibilità che l’autore di una guida si trova di fronte al momento di dar vita al proprio progetto, indipendentemente dalla città o area geografica cui la pubblicazione si vuol riferire. Per ciò che concerne i contenuti, le variabili e le costanti sono ravvisabili in testi riguardanti la medesima città. Non solo perché nel corso del Seicento e del Settecento si radicalizzarono specifici topoi relativi ai singoli luoghi di viaggio e ai loro abitanti, ma anche a causa della creazione di filoni di letteratura di viaggio locali, in cui una tradizione viene seguita, consultata e talvolta criticamente interrogata. Alcuni ‘pionieri’ del genere letterario individuarono schemi e tematiche prevalenti, giudicati idonei alla miglior descrizione di una città [50]; i loro successori si inserirono in questo solco, alcuni in maniera acritica, altri proponendo soluzioni originali, ma pur sempre in qualche misura debitrici delle produzioni precedenti. Nel caso delle guide storiche di Pisa, il testo di riferimento è la Guida per il passeggiere dilettante pubblicata da Pandolfo Titi nel 1751; un volume che propone un fluido itinerario tra le ‘rarità’ pisane, nel quale si afferma uno schema descrittivo della città che si radicherà nel contesto letterario locale sino ad influenzare molte guide, anche ottocentesche.

Una delle più frequentate forme di ricerca e studio sulle guide storiche riguarda l’analisi diacronica di testi pubblicati in un determinato arco di tempo, tutti riguardanti la medesima città o lo stesso itinerario regionale. Tale studio investe in egual misura l’aspetto strutturale e quello contenutistico: alla valutazione dei cambiamenti avvenuti nel modo di descrivere una città, della naturale evoluzione nelle preferenze degli autori – o del pubblico – per taluni aspetti del passato storico e artistico di un luogo, si accompagna di norma un progresso, o comunque una ridefinizione, degli schemi letterari adottati per ‘impaginare’ la guida. Queste modifiche del livello strutturale non di rado sono strettamente legate all’evoluzione dei contenuti, nella misura in cui nuove informazioni, nuove tipologie di descrizioni, richiedano forme di ripartizione del testo più idonee alla creazione di un’opera fluida, interrogabile e facilmente fruibile.

 

Monumento Pagina Cit./Descr. Monumento Pagina Cit./Descr.
Duomo 1 Descritto Spedale Trovatelli 86 Descritto
Campanile 45 Descritto Coll. Ferdinando 87 Descritto
S. Giovanni 58 Descritto S. Biagio 88 Descritto
Camposanto 65 Descritto Pal. Arcivescovile 89 Descritto
Spedal Nuovo 85 Descritto Convertite 91 Descritto
S. Ranieri 86 Descritto Pal. Cavalieri 92 Descritto
S. Rocco 86 Descritto S. Stefano 105 Descritto
Tabella 1  Schema parziale dell’itinerario della guida di Pandolfo Titi.

 


[48] SALANI 2009, pp. 1-2.

[49] Ci riferiamo a specifiche norme standard per la trascrizione di un documento in un formato digitale (ad esempio il pdf), che permetta di rapportare tra loro differenti testi trascritti con la garanzia di consultare fonti corredate da indicazioni bibliografiche corrette rispetto all’originale, fruibili in formati digitali realizzati secondo criteri omogenei ma comunque sempre fedeli al testo di riferimento.

[50] In tal senso ogni città ha il proprio ‘pioniere’, che non è da identificare necessariamente col primo autore di un testo di descrizione dei monumenti e delle opere. Più correttamente lo si deve individuare in una figura intellettuale che ha per prima ideato in uno specifico contesto un testo-guida, inteso come itinerario coerente e pratico attraverso le bellezze e rarità del luogo. In taluni casi le due figure coincidono: per Pisa, Pandolfo Titi non è solo l’autore della prima guida della città in senso moderno, ma è di fatto il primo che ha affrontato una descrizione omogenea e esaustiva del patrimonio artistico pisano. Differente la situazione per contesti meno ‘provinciali’, dove esiste già un corposo filone di letteratura di tipo storico-artistico, identificabile con i mirabilia, in cui, a partire dalla metà del XVII secolo, si inseriscono le prime pubblicazioni che rivoluzionano un genere radicato. La guida del Cinelli per Firenze è l’esempio di questa innovazione nel solco di una preesistente tradizione.



Last Updated ( Thursday, 07 April 2016 )
 
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