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La Biblioteca Riccardiana, un percorso storico attraverso la formazione dei suoi cataloghi

Claudia Tombini


Sembra scritto nel destino della Biblioteca Riccardiana mantenere, nonostante le traversie che hanno segnato la sua storia, l’aspetto e la funzione che i fondatori intesero darle.

 La collezione libraria, raccolta in origine da Riccardo Romolo Riccardi, a cavallo tra il XVI e il XVII secolo e ampliata dagli eredi, consentì ai suoi possessori di giocare un ruolo importante nel panorama culturale fiorentino, tanto più che, per loro stessa volontà, venne molto presto aperta al pubblico [1].

Ad ogni fondamentale tappa storica corrisponde un tentativo di classificazione e riordinamento del prezioso patrimonio librario da parte dei bibliotecari che si avvicendarono in casa Riccardi e ciò ci consente di tracciare un quadro evolutivo della Biblioteca, nei suoi termini essenziali, accennando alla formazione dei suoi Cataloghi.

Filippo Modesto Landi, che per trenta anni rimase al servizio dei Riccardi, con mansioni di segretario, cappellano, custode del museo e bibliotecario, per primo si cimentò nella stesura di un catalogo della Libreria, completato nel 1706 ed oggi conservato in forma manoscritta presso l’Archivio di Stato di Firenze [2]. L’Indice de’ Libri che sono nella Libreria dell’Ill.ma Casa Riccardi si presenta come una rubrica in ordine alfabetico, recante accanto al numero progressivo di ogni volume, il nome dell’autore, il titolo, la data e il luogo di edizione e presenta una classificazione per soggetto, che rispecchia la divisione per materie della Biblioteca, che il Landi aveva compiuto avvalendosi dell’aiuto del Magliabechi e del Salvini [3] (Fig. 1).

Quando il Landi redasse il suo Indice, i libri erano collocati in bellissimi scaffali in noce, intagliati e dorati, che il marchese Francesco Riccardi aveva fatto sistemare nelle stanze appositamente realizzate e decorate, contigue al Salone delle Feste nel Palazzo di via Larga.

Gli anni intercorsi tra l’acquisto di questa nuova residenza (1657) e il trasferimento delle collezioni riccardiane provenienti dal Palazzo di Gualfonda (1689), non furono necessari solo alla ristrutturazione degli appartamenti, ma anche ad ottenere l’autorizzazione, tramite un motuproprio granducale, per «l’alienazione e l’estrazione» dei beni, proibita per testamento da Riccardo, il fondatore della collezione [4].

  

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Fig. 1 ASF Riccardi 271, c. n., Indice dei libri redatto da Filippo Modesto Landi 1706.

Il Landi assisté alla crescita del fondo librario della famiglia che, già arricchitosi con la Libreria di Vincenzo Capponi, passata in eredità nel 1688 alla figlia Cassandra [5], moglie di Francesco, andava sempre di più accogliendo pregiati manoscritti, incunaboli e libri a stampa.

Dal 1699, infatti, giunsero in Biblioteca molte casse di libri acquistati dal marchese Francesco a Roma, dove questi visse per cinque anni, dopo essere stato allontanato da Firenze dal Granduca per intromissioni nella sfera privata della corte [6].

La dedizione con la quale Filippo Modesto Landi si occupava di riordinare la collezione libraria dopo ogni nuova acquisizione, è espressa in un accorato Memoriale [7], che lui stesso indirizzò al nipote di Francesco, l’abate Gabbriello Riccardi, quando questi con i fratelli Vincenzo e Bernardino, decise di sostituirlo con Giovanni Lami.

Al nuovo bibliotecario, entrato ufficialmente in carica il primo gennaio 1733, si deve il secondo importante catalogo della Biblioteca Riccardiana, seppure limitato ai manoscritti [8].

Il Catalogus codicum manuscriptorum, sempre compilato in ordine alfabetico per autori, a differenza del catalogo del Landi, venne dato alle stampe nel 1756 e già nell’Introduzione manifestava l’intenzione di non risultare una «sterile e digiuna serie di autori e titoli di libri», motivo per il quale l’autore integrò le voci che riteneva più meritevoli con piccoli stralci di testo che dessero un’idea del contenuto.

Personaggio poliedrico, il Lami, produsse egli stesso una moltitudine di carte manoscritte, dovute soprattutto al carteggio con uomini di cultura del suo tempo da cui traeva notizie per le Novelle letterarie e tale materiale fu acquistato da Gabbriello dopo la sua morte, avvenuta nel 1770 [9].



[1] Gabbriello dispose l’apertura al pubblico della Biblioteca Riccardiana nel suo testamento (14 luglio 1794) e i prestiti, che già in vita fece a parenti e conoscenti, sono documentati in un ‘Registro di prestito’ conservato in BRF (Biblioteca Riccardiana di Firenze), Riccardi 3481; cfr. I RICCARDI A FIRENZE E IN VILLA 1983, p. 16.

[2] Indice de’ libri che sono nella Libreria dell’Ill.ma Casa Riccardi fatto per alfabeto del casato degli autori. 1706 ab inc., ASF, Riccardi 271, (cfr. MINICUCCI 1985, pp. 30-37).

[3] MINICUCCI 1985, p. 31.

[4] Riccardo morì nel 1612 e l’ inventario della sua libreria fu redatto nel 1632, Indice de’ Libri dell’Orto de SS.ri Riccardi fino agl di 15 di nov.e 1632: ASF (Archivio di Stato di Firenze), Mannelli Galilei Riccardi 423, c. 6, trascrizione della Fondazione Memofonte, www.memofonte.it, sezione Collezionismo Riccardiano.

Questo risulta essere il primo catalogo del nucleo originario della Biblioteca Riccardiana; il motuproprio per annullare gli effetti del fidecommesso fu emanato da Cosimo III nel 1687 (ASF, Mediceo, f. 5822), (cfr. I RICCARDI A FIRENZE E IN VILLA 1983, p. 16).

[5] L’inventario della libreria Capponi, Stime de’ libri della Libreria dell’Ill.mo Sig.re March.se Vincenzio Capponi, datato 1689, elenca più di 5.000 opere a stampa e 249 manoscritti, ASF, Mannelli Galilei Riccardi 346, c. 22 (cfr. scheda n. 33 p. 173 in I RICCARDI A FIRENZE E IN VILLA 1983).

[6] MINICUCCI 1985, pp. 23-26.

[7] Il Memoriale del Landi è tra gli Autografi Gonnelli della BNCF (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze), cass. 21, n. 67, (cfr. MINICUCCI 1985 pp. 32-34).

[8] G. LAMI, Catalogus codicum manuscriptorum qui in Bibliotheca Riccardiana Florentiae adservantur, Livorno, Ex Tipographio Antonii Sanctini et Sociorum, 1756; oggi le segnature di questo catalogo non sono più in uso ed è necessario consultare le tavole di raffronto con le segnature attuali.

[9] Per notizie su Giovanni Lami cfr. BARTOLONI 1996.



Last Updated ( Tuesday, 22 December 2009 )
 
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