Scheda

Numero d'ordine: 1057

Data: 14 01 1573

Intestazione: VINCENZO BORGHINI IN FIRENZE A GIORGIO VASARI IN ROMA

Segnatura: ASA, AV, 14 (XLVIII), cc. 104-105.

Fonte: Molto Magnifico messer Giorgio.
Io ho oggi una lettera del Reverendissimo Protonotario Imbasciadore, che mi domanda le copie del mio breve et altre facultà concessemi, quando presi questa cura, e se bene io n’avea mandata la copia a voi, se fusse pur bisognato, gle n’ho pur mandate di nuovo, che dice che il Datario le vuol vedere. Ora, messer Giorgio mio, vedete che la cosa passi bene et adoperate vostri ferruzzi, che so ben che, quando volete, sapete fare, perché in fatti io la vorrei. E sono così poco fortunato che mi fa temere d’ogni cosa, dove io metta mano. E per disgrazia quel poco tempo che è stato qua il Reverendissimo Cardinal nostro, io sono stato fra letto e lettuccio, che non sono mai potuto uscir di casa, né visitar Sua Illustrissima Signoria, che m’are’ forse giovato, che ci sono state strane infreddature per tutti, et io davvantaggio ho avuto la mia renella. Io non mi sono ricordato di dire anche questo al Signor imbasciadore, ma diteglele voi.
Quando si trattava questa materia et io mi ci accordavo mal volentieri, mi ricorda che io dissi un giorno a messer Lelio, che molto stimava i privilegi nostri e l’esenzioni etc. E che mi diceva, per quietarmi e farmela parer meno ostica, che anche questi mi sarebbono preservati; e veggo che così feciono nel breve che si cavò. Ora io non vorrei oggi che questo mi nocessi, che veggo nel breve che vi è compreso, ancor che io non lo credo e non ci veggo ragione; ma sapete come interviene, che chi ama teme. Ve n’ho voluto trar questo motto, se veniva in considerazione qualche puntiglio, ma non ci pensando non è da parlarne. Voi sarete dal Reverendissimo protonotario e di grazia non mancate di quel che bisogna.
Sabato vi scrissi a di lungo et per ora non mi occorre altro.
Ho mandato al Signor Imbasciadore la lettera originale del presidente, perché mal si può farla autenticare, che è 18 anni che e’ morì e non ci sarebbe chi riconoscesse la mano, et anche non ho caro che i frati sappino etc., che vi sia per avviso; non vorrei già che la si perdesse e n’ho avvertito l’imbasciadore et ora lo ricordo a voi. Iddio vi contenti.
Di Firenze a 14 di gennaio 1572.
Di Vostra Signoria
Don Vncenzo Borghini
Al Molto Magnifico Signor Cavaliere Messer Giorgio Vasari Pittore eccellentissimo in Roma. Roma.

Bibliografia:  Frey 1930, pp. 742-743.