Numero d'ordine: 1070
Data: 20 02 1573
Intestazione: VINCENZO BORGHINI IN FIRENZE A GIORGIO VASARI IN ROMA
Segnatura: AAA, filza CC, Registro di lettere, 1569, I, c. 95.
Fonte: Signor Cavalier mio.
Io pensava di non scrivere questa volta, sì perché alla vostra non accade risposta, sì perché non ho che dirvi di nuovo. Ma avendomi stasera detto messer Jacopo Salviati che il Gran Duca nostro par migliorato forte, se ben credo che sapiate costì di mano in mano per buone e sicure vie dell’imbasciadore etc. Quel che passa, velovo pur dire anche io. E adunque Sua Altezza miglorata im buon dato, tanto che ha scritto qui di sua mano due o tre lettere, che ha dato gran conforto a tutti. Il medesimo mi dice ser Giovanni Conti, il quale anche egli ne ha un rescritto di propria mano di quattro righe intere. E miglorando il tempo par che sia da sperare ancor meglio; se ben la sorte del male è cattivo e da temer sempre. E Dio ci aiuti tutti, nel quale consiste la vera nostra medicina.
Feci l’imbasciata al proveditor Busino, che vi si raccomanda e v’aspetta; così al Godemini, che fa il simile, e la sua faccenda, quando si potrà aiutarlo, bene sta; et egli la solleciterà anche per altra via, et ogni aiuto è buono.
Della mia cosa sabato passato scrissi a bastanza; veggo che mene date speranza, che l’ho caro e so che, quando vedrete l’occasione del poter strignerla, non mancherete: ché ‚cosa fatta capo ha, e sempre che l’occasione si porge, si deve piglar; et verissimo e il proverbio: chi tempo ha e tempo aspetti etc.
Io non veggo che e’ mi resti altro che dire. Dio con Vostra Signoria et vi dia ogni contento.
A 20 di febraio 1572 etc.
Vostrissimo Don Vincenzo Borghini
Al Molto Magnifico Signor Cavalier Vasari messer Giorgio Pittore Excellentissimo a Roma appresso Sua Santità. Roma.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 758-759.