Numero d'ordine: 1109
Data: 18 07 1573
Intestazione: VINCENZO BORGHINI IN PIAN DI MUGNONE (?) A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 14 (XLVIII), cc. 168, 171.
Fonte: Molto Magnifico messer Giorgio. Io non so poi altro di voi e penso manderete oggi i disegni, che sia in buon punto; et se vi verrà in taglio, o quando vi verrà, toccherete un motto della mia cosa: che in fatti la vorrei spedire, ma con tutto questo anzi adagio et bene che presto et male.
E mi è venuto un sospetto, che non vorrei gittar via tante fatiche di amici e padroni mia e le spese ancora, che seguirebbe, quando nella distesa fussero parole sopra le quali si potesse cavillare, come verbi gratia dire che per servire alle dote delle mie nipoti o simil parole, che nascerebbe subito un piato, se e’ si potesse far senza e quanto si avesse a ‘ntender, che bisognasse a maritarle, in modo che, dove io fo per far quietare le liti, le nascerebbono; et però basta dire parole generali il più che si può: di poter disporre in benefitio suorum.
Di grazia, messer Giorgio, dopo tante fatiche piglate anche questa poca, perché, se facessimo la su que’ procuratori qualche cosa simile, inanzi non la vorrei, che sarebbe uno spender per non aver quel che tu chiedi et essere uccellato.
Io avea lasciato a ser Antonio, che riscotesse per voi centotto scudi o quello intorno, et non ho poi saputo altro. Io sono stato due dì molto bene del corpo, ma pure comincia a esserci caldo; anche qui bisognerà tornarsene e presto. A Dio.
Il 18 di luglio del '73.
Di Vostra Signoria affezionatissimo D. Vincenzo B.
Io non credo che fusse male, se però si può o si usa, quando son risoluti, che qui venisse la bozza della risoluzione, acciò non seguisse qualche cosa che si avesse poi a correre a rifare.
Al Magnifico Signor Cavalier Vasari Messer Giorgio, mio osservandissimo.
Bibliografia: Frey 1930, p. 806.