Numero d'ordine: 1117
Data: 8 08 1573
Intestazione: GUGLIELMO SANGALLETTI IN ROMA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 15 (XLIX), cc. 214, 217.
Fonte: Molto Magnifico Signor mio osservandissimo.
Io non so già di avere mai ofeso il mio Signor Cavaliere, che abbia così a tratarmi e farmi privo di quatro sua righe, cosa che son resoluto non tolerare che posso fare io; se forse di qua non ha hauto quelle sodisfazione che merita dengnissimamente il valor suo et che sopra di me vene vogliate prevalere, a fe’ non farete.
Io non intendo di non vi essere il medeximo servitore et amico che vi son stato, e perché il veggiate, vi afaticherò e pregerrò che vogliate favorirmi apresso a Sua Altezza, et del signor Montalvo a far che Sua Serenissima. Altezza mi segni la mia supplica della ereptione della mia comenda di Santo Stefano, la quale per grazia de Iddio è già stata in mano al Signor Bonsi uno anno. Questa cosa mi importa assai, perché sengniata che sia, voglio unirci altre entrate e fare e stabilire la casa mia.
Però, Signor Cavaliere mio, aiutatemene, e messer Guglielmo del Tovaglia mio cugino solecita il negozio. La lettera aperta per il Signor Montalvo ve la mando aperta, perché la leggiate e poi sigilliate et ancora li facciate la soprascritta, che non so come vadia, e della briga perdonatemi; tenetemi in grazia vostra,et delli signori patroni, et se iddio mi farà grazia di cavarmi un dì dalle mani de’ diavoli, ci rivedremo. Saluto vostra moglie.
Di Roma li VIII d’agosto 1573.
Di Vostra Signoria Molto Magnifica
Servitore affettuosissimo
Guglielmo Sangalletti
Al Molto Magnifico Santo Cavaliere Giorgio Vasari mio osservandissimo. In Firenze.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 812-813.