Scheda

Numero d'ordine: 125

Data: 24 01 1550

Intestazione: VINCENZO BORGHINI IN LE CAMPORA A GIORGIO VASARI IN AREZZO

Segnatura: ASA, AV, 14 (XLVIII), cc. 187, 190v.

Fonte: Messer Giorgio mio.
E mi piace, che voi siate persona pacifica e che non vogliate far quistione, e massime con etc.; e secondo me fate bene a stare; e se le scuse che allegate, non fussino tante, al nome di Dio noi ne troverreno de l’altre, che saranno tante. E anche ci dà il cuore d’ingannare altri, poi che non sian da tanto, che ingannian noi medessimi: ma lasciamo ir le burle.
Io ho visto la vostra e inteso quanto all’opera; e di già da me l’avevo veduto, perché 2 dì fa ero stato alla stampa e preso tutto lo stampato. Io in quanto a me sarò a ordine; e se ci sarà dubbio, lo conferirò con messer Cosimo e il Giambullari e con lor consiglio si assetterà ogni cosa. E poi che ella non si è assettata (parlo di tutta l’opera), come nel principio arei voluto, e s’io non m’inganno, sare’ stato meglio, ella si assetterà in modo, che ella sadisfarà. Quanto all’altre cose, cioè della prima carta, che manca, pensatevi voi. Quanto poi all’epilogo, io non so, se e’ fussi bene per ora lasciarlo, poiché l’opera è cresciuta tanto più di quello che color pensavono (che me non ha ella ingannato), dico tanto piùu rispetto alla stampa. Non che la cosa in sé sia superflua, che voi non scambiassi, ma hanno preso una lettera e la forma, che ha ingomberato il mondo: che sono fino a qui 80 quaderni, e nondum finis, poi anche la tavola non monderà nespole; sì che forse, come io dicevo, sarà bene far la gatta di Masino.
Pur se volessi dir quattro parole in vostra scusa, lo potete far brevemente. Et i capi, che avete a toccare, gli sapete meglio di me, che sono questi o simili: primo che voi avete fatto questa opera per utile comune et onor de l’arte et artefici, e che vi siate ingegnato d’usare ogni diligenzia in ricercare queste cose. e se pure e’ fussi chi pensassi, che molte cose o non fussino così (et questo sarà il 2°) o non fussino dette tutte, ma lasciatene in dietro assai (et questo sarà il 3°), che voi rispondete, che sapete molto bene, che i giudizii son varii, ma che voi seguito sempre il più certo e veduto etc. e domandato etc. Quanto a l’altro, che e’ non è possibile, che uno sappia ogni cosa, ma che siate ben certo, che si è detto la inportanza delle cose principali, e poi metter anche ogni cosa era una cosa da generar fastidio etc. Ne’l ultimo luogo pregare ognuno, che pigli queste vostre fatiche in grado e con quell’animo che voi fatte l’avete etc. Questo mi occorre così adesso alla sproveduta. Voi saprete meglio fare che io dire; però sono un matto. Ora, perché il foglio manca, et io non vo’ volgere, fo qui fine, raccomandandomi a voi e lei e la madre e’l padre e’l fratello e’l cugino o, e se altri v’è. Addio.
Dalle Campora il 24 di genaio 1549.

Vincenzio Borghini
Al Suo Molto Onorando Magnifico Giorgio Vasari come fratello etc. Arezzo.

Bibliografia: Frey 1923, pp. 255-256; Borghini, Carteggio, 2001, pp. 299-300.