Numero d'ordine: 242
Data: 30 07 1556
Intestazione: BARTOLOMEO CONCINI IN FIRENZE A GIORGIO VASARI IN AREZZO
Segnatura: ASA, AV, 13 (XLVII), cc. 118, 121.
Fonte: Molto Magnifico Signor mio.
Potrebbe Vostra Signoria dipingermi, e con ragione, per il più discortese uomo del mondo, s’io non pigliassi per lei maggior briga che far un’imbasciata: holla fatta e di sorte, che non ho durato fatica a impetrar la grazia; perché il Duca, mio Signore, l’ama molto più, che non fo io, che più non posso amarla di quel che l’amo. Riponga adunche il grano a sua posta nelle buche della sua villa, e pur che sia assai, perché del poco non stimerei la grazia; con questa condizion però che non ci faccia morir di martello per la sua lunga absenzia, detestata oramai da ogni spirito nobile e peregrino che non può viver senza, come certo non può Sua Eccellenza e mia Signora, le quali insieme con l’illustrissimi figlioli stanno bene e la desiderano. Se in altro son buono a servirla, comandimi, che mi troveria dispostissimo; e me gli raccomando.
Di Fiorenza il dì XXX di luglio 1556.
Servitore Bar. O Concino.
Al molto Magnifico Signor mio osservandissimo Messer Giorgio Vasari, Pittor e Architetto sopra gli altri eccellentissimi. Arezzo.
Bibliografia: Frey 1923, p. 455-456.