Numero d'ordine: 321
Data: 27 06 1560
Intestazione: GABRIEL FIAMMA IN VENEZIA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 9 (XLIII), cc. 66-70.
Fonte: Carissimo Signor Georgio mio.
La lettera del Fondati è ita in processione, siché mi è venuta alle mani un mese da poi che l’avete scritta; e questo non è stato per cagione del portatore, ma più presto per la mia disgrazia, che mi fa andar tutto il giorno errando, senza aver mai pace. Quanto al perdono che ricercate, Signor Georgio, dove non è error, non occorre chieder perdono. Io non voglio, che fra la nostra vera amicizia si vada tramettendo alcuna sorte di cerimonie. Io v’amo, io v’onoro, io v’adoro; pur che vi possa servire, non mi vedrò mai sano, siché facciamo a garra a comandarci senza rispetto dell’esso mio. Vi do nuova, come, Dio grazia, son sano e son venuto a star a Venezia alla Carità, non con animo di starvi molto ma con ferma deliberazione di far ogni cosa per andar a Roma. E so, che voi m’aiutarete, mettendo sete al vostro cardinale et appetito delle prediche mie. Io porto una croce con questi frati, la più grave, la più aspra che mai portasse omo del mondo; e sarà forza per liberarmi usar il mezzo del vostro Duca. Io ho una persequzione diabolica da’ Piacentini e vado divisando, come potrei far per liberarmene; né vi vedo ordine senza aiuto e favor de’ signori. Onde credo, che sarà forza, che facciate qualche intercessione per me. Quando sarà il tempo, ve ne farò avisato; ma fra tanto andate disponendo la materia.
Non altro per ora se non, che son tutto tutto vostro.
Da Venezia a dì 27 giugno del LX.
Tutto vostro.
Don Gabriello Fiamma.
Al molto magnifico Signor Georgio Vasari, amico carissimo. Firenze. A S. Croce.
Bibliografia: Frey 1923, p. 568.