Numero d'ordine: 327
Data: 7 09 1560
Intestazione: GABRIEL FIAMMA IN VENEZIA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 9 (XLIII), cc. 68-69.
Fonte: Molto Magnifico Signor mio osservandissimo.
Io con grandissimo piacere ho letto le vostre festose e care lettere; e veramente bisogna confessar che e voi e io abbiamo fatto error a lasciar passar i mesi senza darci lettere. Orsù a rifar i danni, or che cessata la rabbia de’ caldi, si può star un’ora di più in studio per sodisfar a se stesso e agli amici!
Credo, che vi sia venuto all’orrecchie d’una machina, ch’ha fatto un ingegnero per cavar il galeone. Vi mando il dissegno, perché credo, vi debba esser caro per aver molta archittettura. Adesso vi è sopra la machina, e si lavora a furia; ma nel calar a basso, si sono risentiti i cassoni. Con tutto questo il valentuom spera di cavarlo; e pur questa mattina egli è stato in colleggio e ha detto a' signori, che lo cavarà. Basta, la machina è degna d’esser veduta; e io ve la mando con pregarvi, che mi vogliate bene, come faccio a voi.
Mi spiace, che la cosa di Bologna sia ita in fumo. Spero però, se Dio mi concederà il suo favore, di predicar in Roma. Ho gran contrasto, ma io ho anco molti favori. Se ciò fosse, non mi potrebbono vietar i frati, ch’io non venissi a Firenze. Vi prometto senza simolazione, ch’io bramo di venir a Firenze sopra tutte le cose del mondo. Non vi dirò altro. State sano e salutate tutta casa vostra.
Da Venezia a dì 7 settembre del LX.
Di Vostra Signoria affezzionatissimo
Don Gabriello Fiamma.
Al molto magnifico Signor Georgio Vasari, suo sempre osservandissimo. Firenze a Santa Croce.
Bibliografia: Frey 1923, pp. 576-577.