Scheda

Numero d'ordine: 384

Data: 28 02 1562

Intestazione: GIORGIO VASARI IN FIRENZE A COSIMO DE’ MEDICI IN PISA O PIETRASANTA

Segnatura: ASA, AV, 13 (XLVII), cc. 18bis, 23.

Fonte: Illustrissimo e Eccellentissimo Signor mio.
Mando il modello del palazzo de’ Cavalieri di Santo Stefano e con esso maestro Batista Botticelli, nostro fallegniame, che l’ha condotto, acciò che quelle cose che non ho saputo fare io, Vostra Eccellenza Illustrissima le facci aconciare a modo Suo, dicendo, che la sentenzia di Michelagniolo nostro è verissima, che i più benedetti danari, che si spendono a chi vol fabricar, sono i modegli.
Vostra Eccellenza vedrà e intenderà da maestro Batista a tutto quel che son ito investigando per la comodità di cotesto luogo, il quale di cosa bieca e stravolta mi è parso averlo ridiritto assai, e penso, che anche alle mani di Vostra Eccellenza Illustrissima guadagnierà qual cosa, che tutto pigli da me con quel buono animo e da quello ingegnio che ho tutto dedicato a Vostri comodi; e mi sarà caro gli sodisfaccia (se non a rifarli da capo), che mai sarò stracco di servilla o colle mani o con l’ingegnio.
Le cose di qua vanno benissimo sì del palazzo e sì de’ Magistrati, che dell’uno e dell’altro maestro Batista sudetto Le darà particular raguaglio, perché le maneggia tutte. Il palco della camera, dov’el ‘ ritratto di marmo, s’è alzato, e le scale son levate tutte e si rifanno, e lo scrittoio della Duchessa delle camere d’oro s’è salvato; e perché spero alla tornata di Vostra Eccellenza, Ella goderà e vedrà finito ogni cosa, non Le dirò altro se non che le stanze terrene di palazzo fanno stupir chi ci viene: che già son rovinate tutte le volte et i tramezzi, e già è condotto le mura nuove a’ peducci delle volte grandi; e di corto si metterà mano alle volte de’ mezzanini. Inn dogana s’atende al passo, che tutte lasso le minuzie a contare a maestro Batista etc1.
Il Rossino gioelliere ci ha recato molti diaspri, e credo, riusciran belli, e molti lapis lazzari; che se gli ha lassati a Vostra Eccellenza Illustrissima i lapis’, qui ce n’è bisognio. Vostra Eccellenza ce ne mandi, perché daren principio al fregio, perché le cantonate son finite, e poco manca al mezzo. Vostra Eccellenza Illustrissima si ricordi, quando Le par tenpo, spedire la cosa mia, poi che Quella vede, che dì e notte son senpre intorno alle Sue, e a Quella con tutto il core mi raccomando.
Di Fiorenza alli XXVIII di febraio 1561.
Di Vostra Eccellenza Illustrissima Servitore Giorgio Vasari.
Allo Illustrissimo e Eccelentissimo Signor, il Signor Duca di Fiorenza e di Siena, Signor mio Unico. In man propria dove sia.
A Giorgio Vasari, Pittore di Sua Eccellenza. Fiorenza.

1Sta bene
Lelio T. 3 marzo '61.

Bibliografia: Frey 1923, pp. 667-668.