Scheda

Numero d'ordine: 443

Data: 27 03 1563

Intestazione:  GIORGIO VASARI IN FIRENZE A COSIMO DE’ MEDICI IN PISA

Segnatura: ASA, AV, 13 (XLVII), cc. 49, 52.

Fonte: Illustrissimo e Eccellentissimo Signor mio.
Poi che Vostra Eccellenza si risolvé, ch’el finire la sagrestia di San Lorenzo con quello ordine degli accademici, e che il priore degli Innocenti e io ne trattassimo largamente, ci è parso, piacendoli, che non si debba cominciare prima cosa alcuna, che Michelangelo Buonarroti Nostro non sappi ogni cosa; e se gli è scritto il tutto e per parte di Vostra Eccellenza, come nella presente copia, scrittagli da me, Ella vedrà e sentirà il modo, a cagione che se pure e’volessi dar niente, e’possa, e anche si conosca la modestia della Accademia e il buon volere di Vostra Eccellenza: che venuta la risposta, si farà lo spartimento di coloro che aranno a operare con participazione e volontà di Quella, che forse sarà allora necessario così per questo, come anche per l’invenzione del palco. Quale disegnio giornalmente per la sala grande e facciate, con il modo che Quella mi acenna di tutto il dominio Suo: che mi ha fatto migliorare l’invenzione il doppio, e perché io conosco, quanto inporti in questa forse più che in tutte l’altre cose il Suo giudizio, come sarò a ordine con molte cose; e tutte per questo conto e d’inportanza grandissima per 4 giorni mene verrò dallei.
Intanto s’è fatto una provisione di tavole d’albero, che già io feci tagliare a queste misure, ecellenti per questo servizio. Intanto si va finendo la scala. L’ordine, che ha dato Filippo della Antella, è a proposito; perciò seguitandosi, Quella vedrà ora, che uno vi dirà dua, e io son ritornato per questa occasione più fiero che io fussi mai e il farò di Vostra Eccellenza e Dio ci aiutarà a condulla, e tosto, per gli animi, che io veggo di questi maestri che ci concorono, la vedreno in fine: cosa certamente dessiderata da tutti. E Dio ci dia vita, acciò possiamo mostrare con questa opera la virtù, che ci ha data Dio e la grandezza di Vostra Eccellenza Illustrissima:
Alla quale infinitamente mi raccomando.
Di Fiorenza alli XXVII di marzo MDLXIII.
Di Vostra Eccellenza
Umilissimo Servitore.
Giorgio Vasari.
Allo Illustrissimo e Eccelentissimo Signor, il Signor Duca di Fiorenza e Siena, Signor mio. A Pisa. In man propria1 .

1Sta ben tutto. Lelio Torelli 30 marzo 1665.
A’ messer Giorgio Vasari etc.

Bibliografia:  Frey 1923, pp. 736-741.