Numero d'ordine: 494
Data: 22 03 1564
Intestazione: VINCENZO BORGHINI IN FIRENZE A GIORGIO VASARI IN AREZZO
Segnatura: ASA, AV, 14 (XLVIII), cc. 201, 203.
Fonte: Magnifico messer Giorgio. Io ho gran piacere, che le cose di costì vi sieno riuscite tanto bene quanto mi scrivete; ché quando l’uomo dura fatica e spende, ha gran contento, vedendo di aver collocato bene la fatica e la spesa. A me non è nuovo, che la fussi per riuscire eccellentemente, ancor che non mi ricordassi così bene, bene del sito della pieve. Credo, che vi bisognerà solo ritoccare un poco il San Giorgio, che ha di quella mano o aria che io voglia dire fiamminga di maestro Giovanni, che la ridurrete alla vostra con poche pennellate; et mi ricordo avervene già parlato qui.
Ricordovi dello spedirvi, acciò quanto prima possiate venirvene, perché la cosa di Michelagnolo si possa spedire e condurre bene e presto: che già veggio che Benvenuto comincia a intorbidare; ma riparerò a tutto, se possibil sarà però. Di Matteo vostro non si manca et non si mancherà; e ser Piero mi dice, che gli par che la cosa proceda bene, et io sto vigilante e farò tutto quello che potrò intorno a questo.
Ricordatevi della promessa de’ disegni vecchi e nuovi, che mi dicesti avevi costì in certo scrittoio, e di quelli uccelli e pesci, et se vi è altro, e tornate con le bolge piene.
E per non aver che dirvi altro farò fine. Et Dio vi contenti.
Di Firenze a 22 di marzo 1563.
Vostro
Don Vincenzo Borghini.
Al Magnifico messer Giorgio Vasari mio osservandissimo. Arezzo.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 62-63.