Numero d'ordine: 593
Data: 9 09 1565
Intestazione: VINCENZO BORGHINI IN POPPIANO A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 14 (XLVIII), cc. 217, 222.
Fonte: Magnifico messer Giorgio. Prima fussi voi giunto, direte voi, che voi mi cominciate a tempestare con lettere, et io risponderò che essendo solo e senza rompimenti di capo, mi viene ricordato sempre di qual cosa delle cose discorse e consideratone qualcuna di nuovo: però abbiate una buona pazienzia e preparatevi alle risposte.
Dico dunque, che all’arco di n. XI, cioè al Sale, vorrei che voi avvertissi che l’epitaffio,che va nel mezzo,venissi più largo e più spazioso che si può (conservando pure la proporzione del luogo e dell’ornamento), venissi più grande che sia possibile, perché vi va delle parole assai e belle; e vorrei, che messer Piero Vettori avessi campo da esprimere quel bel concetto che vi va, e che voi sapete a che ha a servire.
Nel medesimo arco s’era disegnato otto termini, 4 di qua e 4 di là, (come sapete); poi rimanemo di lassarli stare: potrebbesi fare in quello scambio certi mensoloni o cartocci o pur, (volendo far termini), far una forma e gittarli di gesso o d’altro, tutti a un modo, che non accade moltiplicar in nuove invenzioni. Sotto questo arco vanno quelle due istorie che n’ho data l’invenzione al Zucchero; e s’i’ non m’inganno, mi pare essermi risoluto molto a proposito. Resta a considerare il palco o volta dell’arco, nel quale i’ mi risolverei a non moltiplicare in più istorie, ma farei qualch’ornamento con festoni o trofei alla grotesca. Ben vi vorrei dua epitaffi in forma ovale, uno sopra l’istoria a man destra, l’altro sopra l’istoria a sinistra. Dove si metterebbe o versi o parole a proposito delle istorie, che darebbe grazia all’arco e farebbe commodo all’invenzione; e a dirv’ il vero dipignere istorie in quest’ arco e in quello di n. 8, dove non si può adoperar tele, ma bisogna dipigner sul legname, non mi va punto a fantasia. Questo è in quanto al n. XI.
Nel medesimo modo vorrei la volta dell’arco n. 8, che sono, (come sapete), 8 pezzi: che g!i vorrei dipignere di grotesche e’ lassarv’un epitaffio, dove si scrivessi a proposito della istoria che vi sarà sotto. In questo medesimo arco dalla banda dinanzi viene cinque statue, cioè la Religione nel mezzo, e da un lato la Carità, dall’altro la Speranza e queste dua a diacere, et la prima a sedere. E poi in sur ogni canto ne vien una ritta, la Religione Armata e la Cirimoniale. Resta a considerar la parte di dietro, dove in su’ canti vengano dua statue ritte, la Vita Attiva et la Contemplativa; ma nel mezzo non vien nulla, perché io pensavo, che quest’arco non fussi tanto largo a un pezzo quanto egli è. E credevo, che nel mezzo venissi una cupola in cima, della quale su ben alto si mettessi questa Religione a sedere co’ suoi ornamenti, che servissi dinanzi e di dietro. Ma or ch’io veggo, che ‘l petto è troppo discosto dalle reni e che nel mezzo vien aperto, considero, ch’ella non può servire; e però dalla parte di dietro, cioè verso San Giovanni, bisogna pensare a qualcosa. Io non vorrei statue, (pur anche bisognando, si potranno metter), se si potessi farvi qualch’ornamento, (com’io avevo disegnato, che ‘n cambio d’istoria mettevo un altare all’antica con una fiamma), non sarebbe a pensare ad altro. Vedete un poco voi quel che vi parrebbe da fare e ditene il giudizio vostro. Eccovi la giornea.
Io attenderò a metter a ordine per gli epitaffi e pel Mellino e se altro mi occorrerà, vene darò aviso.
Da Poppiano a 9 di settembre 1565.
Don Vincenzo vostro.
Al Magnifico messer Giorgio Vasari, Pittore Eccellentissimo.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 206-207.