Scheda

Numero d'ordine: 605

Data: 9 03 1566

Intestazione: VINCENZO BORGHINI IN FIRENZE (?) A GIORGIO VASARI IN FIRENZE

Segnatura: ASA, AV, 14 (XLVIII), c. 178.

Fonte: Messer Giorgio magnifico etc.
Pietro Pagolo m’è stato a veder e mi ha detto di non so che lettere pel Duca o per dir meglio per una sua medaglia, et io non ne so nulla; e bisogna che io vi vegga, che le vorrebbe e senza voi e senza veder quel che è fatto ne l’altre, per non fare qualche discordanzia. Voi m’intendete, che bisogna parlarne. Io non so che mi dire ne che mi fare.
Ieri la festa andò bene; pure a mio giudizio bisogna queste cose:
1. Magior musica in cielo; ma non so, se instrumenti di fiato faranno bene: più presto rinforzerei gli strumenti di tasto e di corde.
2. Che il cielo non dessi certe scosse, come e’ fece iersera: pure potette essere, che alora non fussino ad ordine per l’appunto.
3. Mi pare, che la musica del mazzo sia poca in questo modo, che perché e’ mettono più tempo andare e tornare, che e’ non facevon prima, per esser cresciuto ogni cosa, che bisognassi che egli avessino più materia alle mani, benché iersera ei non cantarono tutta la Magnificat; et son certo, che davero si farà meglio.
4. Lumi, lumi, lumi: et abbiateci l’occhio, perché el mazzo non si vedde punto. E vi dico, che e’ non ve ne sarà tanti, che e’ non paino pochi. E l’angelo, che annunzia e chiama i profeti, arebbe anche bisogno d’esser veduto; e se il ferro fussi venuto su l’angulo, che lo sportassi in fuori, in modo che e’ si vedessi pel diritto della chiesa, era meglio.
Fate, che io vi vegga, quando potete; e Dio con voi.
Agli 9 di marzo.
Don Vincenzo vostro.
Al Molto Magnifico messer Giorgio Vasari.

Bibliografia: Frey 1930, pp. 220-221.