Numero d'ordine: 648
Data: 15 01 1567
Intestazione: COSIMO BARTOLI IN VENEZIA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 11 (XLV), c. 41.
Fonte: Molto Magnifico messer Giorgio, mio osservandissimo.
Lo avere io scritto al Duca, al Principe et al Cardinale per conto della provisione, che mi dava il Cardinale, non vego che per ancora mi abbi giovato a cosa alcuna: perché dal Duca non ho risposta. Dal Principe, che non mancherà di far col Cardinale quel che potrà, e dal Cardinale non ho risposta da potere sperare bene alcuno. Dio sia quello che a me dia pazienzia, et che una volta metta in animo a’ Patroni di volermi sollevar. Ogni offizio, che voi facessi per me, crederrei, che non mi potessi nuocere: però vene prego e mi vi raccomando. Quanto al quadro siate certo, che mi sarà carissimo, se me lo mandate avanti vostra partita per Roma.
Quanto alle imprese, se me ne avessi chieste 2 o 3, arei potuto pensarvi; ma 25 mi sbigottiscono, che sapete, quanto sono difficili a volerle fare garbate, et che abbino del buono. Pur andrò pensando e vedrò di mandarvene alcuna alla volta di Roma, se però i dispiaceri, li affanni et i debiti mi lasceranno respirare: che crediatemi, che io crepo di affanno e di doglia; che è gran cosa servire con tutto il cuore, spender il suo e crepare di fame. Orsù, Dio sia quel che ci provega. Se voi manderete le teste, si faranno intagliare. E mi vi raccomando.
Di Venezia il dì 15 di gennaro 1566.
Vostro Cosimo Bartoli.
Al molto magnifico messer Giorgio Vasari. Mio osservandissimo, in Fiorenza.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 289-290.