Numero d'ordine: 653
Data: 26 02 1567
Intestazione: ALESSANDRO STROZZI IN VOLTERRA A GIORGIO VASARI IN ROMA
Segnatura: ASA, AV, 10 (XLIV), cc. 106, 111.
Fonte: Magnifico Signor mio.
Io ho ricevuta la vostra de 18 e per quella ho inteso l’andata vostra di Roma insieme con la cagione et vi veggo tanto occupato con papi e cardinali, che io giudicherei farvi torto, se con questa mia io vi dessi molestia. Con la lunghezza però mi riserberò a tempo, che sarete manco occupato, a scrivervi a lungo; et vi dico, che m’è stato gratissimo, che voi abbiate adoperato a tempi convenienti la penna et il pennello, e come prudente et amorevole avete saputo adoperare l’uno e l’altro a’ tempi debiti. Et ho grande piacere di avere inteso per la vostra e poi da Lorenzo, mio nipote, che è venuto qui, che la tavola non solamente sia inanzi e quasi che finita, ma ancora che l’abbia a saddisfare assai, e che l’abbia a essere riputata degnia d’uno maestro perfettissimo, come siate voi.
Et in quanto a questa parte io non ho mai dubitato punto, sapendo, chi voi siate; ma stavo bene sorpreso, si la invenzione fussi per piacere o no. Ma poi che voi mi scrivete, che l’è stata lodata dallo Eccellentissimo Signor Duca, essendo il giudizio di Sua Eccellenzia tanto buono, ancora di questo ne rimango contentissimo e lascerò la cura a voi di dichiararla al popolo, perché io l’ho quasi che dimenticata e non mene ricordo. E si voi alla vostra tornata verrete di qua, l’arò molto caro e quando pure vi fussi scommodo il venire, non mancate di metterla in opera sanza altra mia commessione, perché il tutto rimetto in voi liberamente, sapendo che da voi et da la virtù vostra non uscirà mai cosa che non stia bene. Mi dice Lorenzo, mio nipote, che l’ordine, che avete lasciato, si tirerà inanzi e non mancherà cosa nessuna.
Circa a le offerte, che voi mi fate di Roma, non è dubbio alcuno: che molti vi pregherrebbano, che voi facessi opera con Nostro Signore che gli facessi cardinali; ma io lascirò questo indietro e vi dirò più presto, che voi operiate, che mi disfaccia vescovo. Videte, qual vi torna meglio di questi dua et accomodatevi a quello che voi pensiate che sia più per riuscire. Né altro, baciandogli le mani, pregandogli ogni felicità.
Di dì 26 di febbraio 1566.
Affectionatissimo amico
Il vescovo di Volterra.
Al Molto Magnifico messer Giorgio Vasari d’Arezzo in Roma. A Roma.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 295-296.