Scheda

Numero d'ordine: 714

Data: 3 06 1568

Intestazione: BERNARDETTO MINERBETTI IN AREZZO A GIORGIO VASARI IN FIRENZE

Segnatura: ASA, AV, 10 (XLIV), cc. 205-206.

Fonte: Molto magnifico messer Giorgio, mio dolcissimo e dilettissimo.
Ora si parte da me el capitolo di Ficone, chiamato da me per terminar con esso la causa del decanato; e perché costì ser Pietro vostro mi disse, che 'l decano era mal trattato e peggio pagato dal capitolo, e che non participava delle distribuzioni, io vi dico, che dal medesimo decano intendo, che oggi ogni cosa va ben, e che del suo servito de l’anno passato, di quel poco tempo che egli servì, fu sodisfatto, in modo che egli si contenta, e dai canonici oggi è riconosciuto e riverito, in modo che ci ha l’onor e sodisfazzion sua.
E perché a messer Pietro et a me costì pareva discrepante, che voi avelsi pagati le staia cento di grano l’anno passato et ora ne avessi a pagar altre cento, et il decano solo ne avesse a participar di cento, et e cento più, per li dui mesi dell’anno passato, che egli servì, el capitolo, risponde questo brevemente: che Nostro Signore Li manda nella bolla, che voi consegniate al capitolo et alla massa capitular terre, che ogn’anno rendino staia cento di grano. Se voi di giugno, nel tempo che fu presa la possession del decanato, consegnavi le terre, era necessario consegnarle col frutto delle staia cento di grano, che ancora vi era sopra. Voi non le consegnaste, ma, come affittuario, pagaste el fitto di staia cento di grano. El decano tirò el servito di dua mesi e la prebenda, e ’l restante vien aquistato alla massa; et però volendo ch'el decano sia sodisfatto del suo servito, è giusto, che voi paghiate le staia cento di grano al suo tempo. Le quali, messer Giorgio mio, saranno lire 150, perché qua e grani sono bellissimi e ’l vino sarà infinito, e l’olio similmente a buon mercato. Se le cose si avessero a far due volte, forse si farebbono meglio: venti giorni più, che si indugiava a pigliare el possesso, el grano era segato, e voi scarico di pagare quelle staia cento di grano. Voi aveste fretta e ne avete pagata la gabella. Io vo aquistando forze, ma adagio. Pur spero in Dio di poter portar per questa meza strada el Santissimo Sacramento, principale cagion, per la quale io sono venuto qua, agiunta questa altra di far far certe paci di molta importanza in Foiano et in Marciano et in Bibiena. S’el duca, nostro Signor, vien a veder quello stupendo quadro, baciateli la mano in nome mio e diteli che delle infinite grazie, che io tutto 'l giorno ricevo da Sua Eccellenza Illustrissima, non posso renderle miglior cambio che pregar e far pregare a queste mie buone e sante suor per la sua salute e felicità. State sano et amatemi, come solete.
Di Arezzo 3 di giugnio 68.
El Vostro Vescovo d’Arezzo.
Al molto magnifico messer Giorgio Vasari, mio dilettissimo. Fiorenza.

Bibliografia: Frey 1930, pp. 380-381.