Numero d'ordine: 715
Data: 26 06 1568
Intestazione: COSIMO BARTOLI IN VENEZIA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 11 (XLV), cc. 50, 55.
Fonte: Molto Magnifico messer Giorgio.
Io non ebbi altrimenti la lettera della settimana passata, che accusate per la vostra de 19, che dovette rimaner costà o su qualche banco o forse nella penna. Quanto a’ vetri del musaico bisognava, che me ne avessi scritto prima, perché uccellato a chi voi avevi di costà dato qui la comessione e stimolato dalle vostre lettere, che io ve li mandassi, ero ito più dì et dì sono a trovar il Ballerino vetraro, quello stesso a chi l’uomo del Danese ne aveva data la commessione; e veduto che non aveva avuto tanto credito, che li facessi far, pregai detto Ballerino, che di grazia mi facessi servir, e vi ebbi a tornar ben tre volte. Finalmente li ebbi lunedì passato con molti preghi; et perché il vetraro, che li fà, non ne voleva far sì poca quantità, adducendo, che non li metteva conto, fui forzato a pregarlo, che mene facessi una cotta di varie sorte et il manco che poteva. Fecene finalmente libbre 151 alla minuta, e me li bisognò pagar tutti e pigliarli, talché non posso stornar a dietro. Però li mando con questo procaccio, che sarà Cechino, sino a Bologna, donde verranno adiritti a voi dall’erede di Piero Tassi, a’ quali satisfarete del porto di essi, ché delle spese occorse di qua e per essi e per altro ne scrivo io al Illustrissimo Signor Principe et li traggo al depositario.
Bisogna, che voi mi scusiate con Sua Eccellenza, da che la vostra lettera è comparsa duoi dì doppo, che di già li avevo presi e pagati. In ogni modo il Signor Principe doverrà voler introdurre cotesta arte in cotesta città. E pur ieri messer Alessandro Vittore mi disse, che cotesto maestro Gianantonio è valentissimo in cotesto esercizio, e che, se egli sta in cervello quanto alle cose da bravi, voi vedrete opere eccellenti di lui; ma che suol’aver un poco il cervello alto e bizarro.
Duolmi, che voi non vi siete sentito bene; il che nasce dalla varietà de tempi, la quale abbiamo ancora di qua: che in un dì medesimo ci bisogna bene spesso mutar abiti, ora da freddi et ora da caldi; e la diritta è più presto sudar che tossire, che così vi conforto.
Al Salviati si faranno le raccomandazioni e così al Danese; e per questa altra vene darò aviso. E a lor et a me sarà caro intender a che hanno a servire li tanti marmi, che loro Eccellenze fanno cavar a Pietra Santa.
Né essendo questa per altra, mi vi raccomando.
Di Venezia alli 26 di giugno 1568.
Vi si ricorda la testa del Signor Duca.
Come fratello Cosimo Bartoli.
Al molto magnifico messer Giorgio Vasari, mio osservandissimo.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 382-383.