Scheda

Numero d'ordine: 726

Data: 14 08 1568

Intestazione: COSIMO BARTOLI IN VENEZIA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE

Segnatura: ASA, AV, 11 (XLV), cc. 58, 62.

Fonte: Molto Magnifico messer Giorgio.
La commodità, che ha voluta il Signor Montalvo per far copiar la testa del Duca, mio Signore, che voi mi avete fatta, mi è stata carissima, che desiderei poter servir Sua Signoria io di qua in qualche cosa che importassi; però alla occasione vi prego mi raccomandiate et offeriate a Sua Signoria, che non mi può far maggior favore che comandarmi in qualche cosa, dove io li possa mostrar la affezione e reverenzia che io li porto. Se la detta testa verrà, come credo, questa settimana, siete certo che mi sarà carissima.
Il Salviato, il Palladio, il Victore et il Danese vi si raccomandano; et io, poi che son privo della conversazion vostra, tal volta mi godo delle loro, ma pochissime volte per i negozii che hanno loro et io ancora. La Piccina per satisfazion di vostra consorte vi manda 2 saggi de lini pettinati, che qua si truovano, et dice che il pregio sarà del segnato 1 di soldi 20 la libra. Ma questa libra di qua è circa 16 once della di costà, il che vostra consorte potrà vedere, pesando tutto quel che vi si manda, che è meza libra, per saggio, cioè una libra in tutto. Non bisogna, che Vostra Signoria mi dia martello della vostra istoria, che di lei, di voi, de’ patroni et di Firenze ne ho tanto ch’io scoppio. Mi faresti ben favore strasordinario, se infra i vostri carton vechi mene donassi uno di qualche istoria del testamento vechio, che fussi ben finito, perché ho qua un giovane Fiammingo, a chi io ne farei far uno colorito. E la grandeza del cartone non mi importa; e volendomi far oltre alli altri questo favore, la prego, me lo faccia presto. Né essendo questa per altro, le bacio le mani.
Di Venezia alli 14 di agosto 1568.
Con questo patto però che, se nel chiederli il cartone io le paressi molesto, che ella o mi perdoni o non melo mandi, come più le torna comodo. Dio la feliciti.
Non vi si manda se non un saggio di lino, che è il meglio et è una di queste libre di qua, et non ne voglion manco di soldi 20 della libra. Et la lira di qua vale 22 soldi di cotesti; et non vi sene manda se non d’una sorte, perché l’altro è pessimo.
Vostro da fratello
Cosimo Bartoli.
Al Molto Magnifico messer Giorgio Vasari, mio osservandissimo

Bibliografia: Frey 1930, pp. 396-397.