Numero d'ordine: 759
Data: 11 06 1569
Intestazione: GUGLIELMO SANGALLETTI IN ROMA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 15 (XLIX), cc. 97-99.
Fonte: Molto Magnifico messer Giorgio.
Averà inteso Vostra Signoria dal padre priore di Santa Maria Novella, quanto si era resoluto sopra il negozio di suo nepote, che Nostro Signore si contenta che lo mandate qua, et averne quella cura che si conviene, e monsignor illustrissimo cardinale Alessandrino aveva comessione di scriverne a Vostra Signoria, come averà fatto. Però me ne raporto a Sua Signoria illustrissima, e creda pur, come ho detto più volte, che Nostro Signore li farà sempre ongni sorte di oneste grazie.
Quanto alli omini per indorare l’ornamento del quadro al Bosco ci è tempo, come vi dissi per l’utima. Basti a Nostro. Signore che, quando sarà da fare, lei disporrà di tutto a suo sadisfazione.
Il cardinale illustrissimo de’ Medici come patrone si doverrà partire dimattina, che sarà lunedì, per cotesta volta; e credami Vostra Signoria che e’ s’è portato tanto egregiamente e con tanta sadisfazione di tutta questa corte et in particulare di Sua Santità che è cosa miracolosa e non creda Vostra Signoria che questo mio scrivere sia con adulazione, perché la verità è così; et in casa sua del continuo concorre tutta Roma, e Vostra Signoria acierti pur quelle Eccellence con ocasione che il cardinal de’ Medici è li splendore di questa corte.
Feci uno ofizio con Sua Santità quando li domandai l’audienza per la sua spedizione, che fu ieri, che fu sabato, dicendoli che tutti li servitori amorevoli del cardinale suplicavano Sua Santità che volessi dire al cardinale che quando era costà in Fiorenza, che atendessi alli studii et che e’ faciessi in essi qualche profitto, a causa che quando ritornassi qua, che conosciessi l’avessi fatto, per poterlo cominciare a inpiegare in qualche congregazione o negozio che fussi ocorso. Mi disse di farlo, e l’ho fatto gagliardamente, e credo che questo li abbia a essere molto più esprone che di ongni altro che cielo diciessi; così addio piaccia che segua. Ma per l’amor di Dio, che il cardinale non ne sapessi cosa alcuna che fussi stato ciò procurato da me, che forse mene vorria male; ma il tutto ho volsuto fare a sapere al mio signor Giorgio per sua et ancor mia sadisfazione.
Le ricordo il mio ritratto et il quadro apresso, pur tutto con suo comodo. Le bascio le mani. Che Nostro signore Iddio le dia quanto desidera.
Di Roma li XI di giugno 1569.
Di Vostra Signoria Molto Magnifica Servitore
Guglielmo Sangalletti.
Al Molto Magnifico Signor Giorgio Vasari, mio Signor osservandissimo. A Fiorenza.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 432-433.