Scheda

Numero d'ordine: 767

Data: 6 08 1569

Intestazione: COSIMO BARTOLI IN VENEZIA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE

Segnatura: ASA, AV, 11 (XLV), cc. 70, 73.

Fonte: Molto Magnifico messer Giorgio.
Poiché chi più vive in questo mondo, più gusta delle acerbe et amare frutte che delle mature o delle dolci, come interviene a me, che resto l’ultimo di casa mia, e che ne ho visto andare padre, madre, fratelli e nipoti, talché io vego la casa mia ridotta solamente in un fiato di Matteo, mio nipote. Posso ben a ragion dolermi della fortuna; ma quando io ben considero le cose del mondo, mi par, che questo nostro vivere sia un passar un travagliato viaggio di un periglioso mare, et che ci doverremo risolvere a non por tanta affezione alle core terrene e ricordarci, che siamo qua come peregrini, e che la stanza nostra non è questa se non per travagliare, e che più constante e forte d’animo è quello che sa meglio schifar i colpi della fortuna.
Però, messer Giorgio mio carissimo, conforto con queste considerazioni me della passata e grandissima mia disgrazia; e voi esorto a consolazione nelli affanni, che avete per la indisposizione della vostra consorte. Son certissimo, che a lei per la diligenzia et amorevoleza vostra non mancherà aiuto di sorte alcuna, necessario alla sua salute, e che arete gran consolazione nel poterla far governare e da medici e dalle serve et donne, che avete al suo servizio talché voglio sperare che presto l’abbiate a veder tornata in sua pristina sanità: il che piaccia a Dio di concedervi per sua e vostra consolazione.
Altro non ho che dir se non raccomandarmi a voi, come fanno il Salviati et il Danese et tutti li altri vostri amici di qua. Che Dio vi feliciti.
Di Vostra Signoria
Come fratello Cosimo Bartoli.
Di Venezia alli 6 di agosto 1569
Al Molto Magnifico messer Giorgio Vasari, mio osservandissimo

Bibliografia: Frey 1930, pp. 438-439.