Numero d'ordine: 790
Data: 18 12 1569
Intestazione: GUGLIELMO SANGALLETTI IN ROMA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE
Segnatura: ASA, AV, 15 (XLIX), cc. 122, 129.
Fonte: Molto Magnifico Signor mio osservandissimo.
A me piacie assai che Vostra Signoria aprovi la oferta che io ho fatto di lei a Sua Santità per fare questa sua capella, et creda, signor Giorgio mio, che il papa ne sta tanto contento, che è gran cosa, perché s’è levato un pensiero che non sapeva di chi fidarsi. Or di tutto sie ringraziato Iddio. Il modello di essa presto ve lo manderò con le misure che si fa, et ancora saprò la fantasia che averà Sua Santità circa a l’ancona et istoria, che ci vorrà, per potervene dare un po’ di lume; e quando sarà fornita velo aviserò, che sarà credo questa state, a causa che se vorrà si facci più una cosa che un’altra, avanti venghiate, si farà che comandate l’opera che fate costà. Bisognia che la conduciate voi al Bosco e forse ci si troverrà qualch’altro con voi a quel tempo come a suo tempo saperete. Per ancora non è tempo di mandare li indoratori: ve lo avisarò. Fusti col Mellino nostro a vedere la casa? Ne aspetto la pianta e che mi diciate qualcosa, et ancora quando per nostro capriccio la ci volessi spendere qualcosa ma non molto, tal volta... ma lassiamo andare. Ma non voglio saper che siete; vedete un po voi e ditemi sopra questo qualcosa et sopratutto cosa onorevole, se però porta seco questo, siché ne avisi.
A Marcantonio, vostro nepote, non si manca ed è trattato come li nepoti del papa. Questo vi debba piaciere, siché non ci pensate per adesso. Ditemi che resoluzione fa il padre di lui, perché il possa referire a Sua Santità.
Qua si ritrae che il signor Michele nostro s’è portato per giovane molto bene, che è cosa che molto mi piacie, e delle careze non fo dubbio che sieno molte più di quelle, che dite che in quei principi regnia il tutto. La ringrazio infinitamente di quanto mi dicie sopra alcune cose seguite che li acennai a’ giorni passati. Circa al fatto mio or basta; li malingni facciano quanto sanno, che son sicuro che non mi potrano longamente nuociere, perché chi va per la strada di mezo, né ofende né cierca di ofendere nessuno; poi finalmente è conosciuto come forse un di sarò io; ma creda Vostra Signoria che m’è stato tirato l’orechi e di buono costa apresso a cotesti patroni. Però non mi manchi della sua protezione che la so fedele; bisognia; e tutto senza mia colpa, ma son ben resolutissimo, come sarà qua il cardinale, parlarli chiaramente e senza maschera. Mi voglia bene e mi comandi e si ricordi che l’quadro me l’ha tolto il cardinale Alessandrino. Non altro. Con il che le bascio le mani desiderandole da Nostro Signore Iddio ogni contento.
Di Roma il XVIII di dicembre 1569.
Di Vostra Signoria Molto Magnifica
Servitore affezionatissimo
Guglielmo Sangalletti
Al Molto Magnifico Signore mio osservandissimo, Il Signor Giorgio Vasari. In Firenze.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 475-476.