Scheda

Numero d'ordine: 815

Data: 13 04 1570

Intestazione: ORDINE DI SANTO STEFANO IN PISA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE

Segnatura: ASA, AV, 13 (XLVII), c. 32.

Fonte: Molto magnifico messer Giorgio.
In risposta della vostra vi diciamo che, secondo ci avvisate, per benefizio della religione, abbiamo supplicato Sua Altezza, che si degni concederne grazia delle gabelle per condurre tutti li lavori, fatti costì in Firenze per servizio della nostra chiesa e per ciò, ogni volta che sene sia avuta la mente di Quella, si ordinerá con saputa vostra, che siano mandati a Pisa detti lavori, replicando, che se in questo mezzo occorrerá cosa alcuna per essi, ce lo facciate intendere.
E perché maestro Donato ottonaio al Ponte Vechio per una sua lettera domanda li siano pagate le cinque lampane, da lui lavorate, a ragione di scudi 14 l’una, allegando, che se bene il cavaliere Nasi gli offerse scudi 11, egli gli rispuose non le voler far per meno di scudi 14, e ritrovandosi una lettera del detto Nasi, scritta al consiglio, per la quale conferma aver fatto il mercato a detti scudi 11 l’una con la presenzia vostra, però si desidera, ci diate ragguaglio di tal fatto, e con che prezzo si devino pagare, acciò si li possa saldare il conto et satisfarlo.
In oltre venendoci domandato da maestro Nigi scudi 40 o 50 a buon conto, et essendosi visto le convenzioni, fatte con esso, per le quali si ritrova, che per l’organo et sedia dì Sua Altezza ha d’avere scudi 180 e per le tavole scudi 140, che in tutto sono scudi 320, della qual somma li sono stati pagati scudi 295, che resteria avere scudi 25, per ciò con la prima occasione ci darete notizia di questo et d’ogni altra cosa, a fine che da noi si possa risolvere e terminare il tutto e quello per lo appunto, che restino creditori detti maestri. Con il che vi ci offeriamo; e state sano.
Dato in Pisa e palazzo di nostra residenza li 13 d’aprile 1570.
I XII cavalieri del consiglio dell’ordine di Santo Stefano
Orazio Urbaro Grancancelliere,
Jacopo Accolti, avocato, vicecancelliere.
Al molto magnifico messer Giorgio Vasarii nostro hon’. A Firenze.

Bibliografia: Frey 1930, p. 501.