Scheda

Numero d'ordine: 870

Data: 21 01 1571

Intestazione: VINCENZO BORGHINI IN FIRENZE A GIORGIO VASARI IN ROMA

Segnatura: ASA, AV, 14 (XLVIII), cc. 63, 67.

Fonte: Magnifico messer Giorgio.
Io non vi scrissi sabato, perché ero molto occupato, e Ser Antonio vi scrisse de’ danari di Jacopo; onde intorno a questo non accade altro, se non che mi raccomandiate a lui. Ebbi la vostra ed oggi n’ho un’altra per le mani di Don Arcangiolo, il quale non ho ancor veduto, perché stracco del freddo e della strada et non è ancora uscito di casa, ed io non vo fuori o poco.
E quanto alla cosa de’ disegni mi chiedete, si faranno, ed ho piacere che lo spirito in un medesimo tempo inspirasse me e voi a scrivere del cartone della sala et aver veduto per la vostra che senza mio ricordo vi era la cosa a cuore: del che replicando il medesimo per questa vi conforto e scongiuro assai per ogni buon rispetto, e non solo al farlo con l’opera, ma far sì ancora et in tal modo che e’ ne vadia la voce qua e si sappia che voi lo fate, che con destro modo lo saprete e potrete fare, e non dubito che sarà cosa gratissima a que’ signori. E tanto basti intorno a questo.
La vostra lastra con quella dì Jacopo si sono mandate al Principe, che avendomele chieste di nuovo, non mi pareva punto a proposito farci difficoltà alcuna. Halle fatte mettere nelle stanze nuove in un luogo sicuro e stanza appartata, credo sia la sala dì Clemente, et mutate le chiavi, che né Bernardo né cert’altri ci possono andare così a ogni sua posta, et in somma non sono in preda. Credo vi sia ancora o v’andrà domane quella dì Batista, e come il Principe vi sarà stato, vi saprò dir qual cosa. Il qual Batista vi dovette scrivere ieri che que’ Minerbetti et il vostro vescovo, che ha mandat’uno a posta qui e datoli la 2. A paga de’ danari, lo serron forte e vogliono che e’ metta mano a finir ora, et trovandosi obligato loro per scritta et osservando essi dalla parte loro, veggo mal modo che e’ possa tirarsi indietro di non osservar anch’egli quel che ha promesso; onde comincio a dubitar forte del poter lui venire, che a me dispiace et allui molto più, ma i patti rompon le leggi etc.
Il latore di questa è il fratello di Vincenzo Perugino nostro, mandato da lui, perché attenda tre o quattro mesi a studiare le cose di costì, et in quel che potete so che vi sarà raccomandato; il che ho aggiunto io non solo senza sua parola, ma ancora senza saputa. Et Dio vi contenti.
Di Fiorenza li XXI di gennaio 1570.
Don Vincenzo Borghini vostro.
Al Molto Magnifico messer Giorgio Vasari Pittore Eccellentissimo mio osservandissimo. Roma.

Bibliografia: Frey 1930, pp. 563-564.