Numero d'ordine: 875
Data: 24 02 1571
Intestazione: BERNARDETTO MINERBETTIIN FIRENZE A GIORGIO VASARI IN ROMA
Segnatura: ASA, AV, 10 (XLIV), cc. 211-212.
Fonte: Molto Magnifico messer Giorgio, mio dilettissimo.
Io ragionerò più volentieri a bocca con voi, se però io viverò tanto, del caso di Giovan Batista pittor, sopra di che tanto risentimento fate che per lettera, e per ora mi contenterò solo di ricordarvi quel che voi stesso affermate, che voi me lo deste. Ad instanzia vostra l’accettai, alla vostra informazion e fede di sufficenza si allogò la tavola; et se questa non ci si fosse interposta, non se li dava questo carico. Et oltre altro questo vi ridurrò a memoria che poiché avevi disegnato di condurlo costà, melo concedeste perché egli mi sbrigasse di questa ansietà di veder a mei dì, che possono essere pochi, finita quella cappella.
Se ora adunque io mi interpongo con ragione o no, che egli non venga et attenda a lavorar, ne faccio giudice quel mio tanto caro messer Giorgio Vasari. Se lo conoscete o vedeste mai, domandatevelo et rispondetemi quel che vi risponde. El resto discorrerò a bocca, quando che sia.
Nostro Signore mi fa scriver a monsignor Galletto, che vuole, et mi farà intender il quando et il modo, una particella delle relliquie di quel santissimo corpo di San Donato. Et io ho risposto a monsignor quello che vidi in quell’urna. Ora aspeterò che cotesto santo Vecchio mi comandi.
Partirò, piacendo a Dio, el primo di quaresima per starvi a di lungo fino a San Giovanni. Se in questo mezzo el caso vi ricondurrà a veder la patria e la moglie, ci rivedremo: intanto state sano e di me ricordevole, che vi amo quanto io debbo.
Di Firenze 24 di febraio '70.
El vostro vescovo d’Arezzo.
Al molto Magnifico messer Giorgio Vasari, mio dilettissimo. Roma.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 574-575.