Numero d'ordine: 979
Data: 5 04 1572
Intestazione: COSIMO BARTOLI IN VENEZIA A GIORGIO VASARI IN ROMA
Segnatura: ASA, AV, 11 (XLV), cc. 118-120.
Fonte: Molto Magnifico Signor Cavaliere.
Molto mi è stata cara la vostra di 29 del passato e mi duole insino all’anima, che gli occhiali et le lettere et le cassette venissino rotte e guaste. Ma in fine conoscerete, che il mandare per gli occhiali a Venezia è una pazzia, perché oltre a che bisogna, che chi gli compra, o se ne ha a servire, abbi li suoi occhi seco, si riscontra ancora in questi corrieri veneziani, che hanno più dell’asino che dell’uomo.
Io vi mandavi ultimamente le galee grosse e sottili in proffilo, in poppa et in prua, molto ben dissegnate; et mi duole, avervine dato questa spesa, poiché veggo, che siete stato a Cività Vecchia a servirvi da voi stesso. Ma era già commessa la cosa e non si è potuto mancare al Danese, che l’avea fatte fare: siché bisogna, che voi abbiate pazienzia. Piacemi, che abbiate avuti li vostri giovani di Firenze, che vi aiutino, liquali vi aiutaranno finir l’opera più presto: onde più presto potrete tornare a Firenze a entrare in quell’onorata impresa della cupula, nella quale mi viene scritto esser fatti gran parte de’ palchi; et mi rallegro con esso voi, che avete dua sì grandi occasioni della sala de’ Re in Roma et della cupola in Firenze, le quali lasceranno di voi tal memoria, che il tempo et la morte non vi potranno nuocere per alcun tempo.
Vivete felice et amatemi al solito.
Di Venezia il dì 5 aprile 1572.
Da fratello Cosimo Bartoli.
Al Molto Magnifico Signor Cavalier Giorgio Vasari, mio osservandissimo. Do. Roma.
Bibliografia: Frey 1930, pp. 663-664.