Scheda

Numero d'ordine: 992

Data: 31 05 1572

Intestazione: COSIMO BARTOLI IN VENEZIA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE

Segnatura: ASA, AV, 11 (XLV), cc. 122, 129.

Fonte: Molto Magnifico Signor Cavalier mio osservandissimo.
La vostra de 23 mi è stata carissima, intendendo che eri arrivato costì a salvamento. Ringraziato sia Dio. Se il nuovo pontefice, amicissimo de’ vostri Patroni e ottima speranza della Cristianità, vorrà che voi torniate a fornir le istorie, che avete incominciate nella sala de’ Re, doverrà chiedervi a’ Padroni, ma per ad Ognisanti: ché la state non è ben andar a Roma. Intanto darete principio alla stupenda machina della pittura della cupola, alla quale piaccia a Dio, che voi diate quel fine che desiderate e che bramano cotesti Serenissimi Patroni: che certo sarà cosa da qual si voglia regale o imperiale animo o grandezza. Entrate pur con quel vostro grande spirito e bell’animo in tanta impresa con fiducia, che vi abbia a riuscir il darle buono e presto fine, onde la gloria vostra diventi non vo dir immortale, ma inmortalissima.
Io intendo, che quella gran colonna di mistio di 30 braccia è per Arno per condursi a Fiorenza, et che nella stessa cava a Seraveza si è trovata una faldeza da cavarvi una piramide o aguglia non piccola, et che la Serenità Paterna vuol, che ella si cavi. Di grazia, avisatemene. Io sto in letto per guarir, se potrò, di questa mia gamba: però non vego troppo li amici vostri. A di passati mi venne a vedere il Danese; et vi si raccomanda. Di poi è ito a satar a Padova, chiamato dalli operai del Santo per far loro una istoria grande di mezo rilievo o più di certo miracolo di Sant’Antonio, della quale li danno 700 scudi. E dice, che vi arà che fare più di un paro di anni. Altro non vi so dir, se non che così indisposto, ho martel della patria, de’ Patroni, de’ parenti, di voi e delli altri amici et porto inpazienzia, rimettendomi del tutto a Dio. State sano. Amatemi et raccomandatemi a vostra consorte.
Di Venezia il dì 31 di maggio 1572.
Vostro da fratello
Cosimo Bartoli.
Dal Barducci mi son stati rimessi li danari, spesi per voi.
Al Molto Magnifico Signor il Cavalier Giorgio Vasari, mio. Oss.

Bibliografia: Frey 1930, pp. 680-681.