Scheda

Numero d'ordine: 996

Data: 13 06 1572

Intestazione: FRA’ STEFANO IN ROMA A GIORGIO VASARI IN FIRENZE

Segnatura: ASA, AV, 9 (XLIII), cc. 39, 44.

Fonte: Molto Magnifico Signor Cavalieri, Signor mio colendissimo.
Se io, essendo in Bologna, non avessi auto da far assai a Faenza, Cesena e Rimini, arei senza dubio, volendo andar a Roma, fatto il viaggio per Fiorenza per basciare la mano ai nostri gran signori e ragionare familiarmente con Vostra Signoria. Et se l’avessi auto ancora qualche dispiacere della morte del passato pontifice, mi sarei ingegnato come amorevole, ch’io li sarò sempre consolarla e mantener in lei verde la speranza di dovere conseguire il premio delle sue onoratissime fatighe, fatte in Roma, quali, sono certissimo, saranno riconosciute da chi debbe e può. È vero, come lei scrive nella sua, ch’el nipotino ha fatto perdita segnalata; perché volendo quel santo vechio star nella sua promessa, qualche gran bene gli era preparato.
Ho ritrovato qua in Roma ogni cosa mutata. Basciai il piede a Sua Santità, subito ch’io giunsi; et dimostrò vedermi volontieri. Fui acarezzato dal cardinale Buoncompagno et dal signor castellano assai; in Bologna dal fratello di Sua Beatitudine fatto molte offerte: talché se io non fussi frate de’ Servi, Aretino, et non sapessi, quanto il mondo sia fallace, mi saria potuto venir qualche poco d’albagia nella testa. Molti vanno chimericando, et io per giocare al sicuro voglio star ne’ miei termini, il tutto rimettendo in Dio, non mancando a se stesso fino a un certo segno.
Ho questa consolazione, che ’l papa e tutti i suoi mi conoscano e hanno sempre mostro d’amarmi: quello abbi da esser, Deus scit.
Se con qualche commodità vi paresse a proposito basciar la veste in nome mio a loro Altezze, vene priego. So bene, che l’illustrissimo cardinale de Medici mi ha fatto una accoglienza et offerte da sua pari et da quel principe grande che è.
Non vi do nuove, perché non avete bisogno, stando apresso di chi voi state; et poi non ci attendo. Mi racomando, che non voglio tediarvi per questa prima lettera. Salutate il capitano Bombaglino et amatemi, che io pregarò, Nostro Signor Dio vi conservi e vi dia ogni contento.
Di Roma il dì 13 giugno 72.
Di Vostra Signoria affetionatissimo servitore
Il Generale de Servi.
Al Molto magnifico Signor Cavalieri, il Signor Giorgio Vasari d’Arezzo, Signor suo osservandissimo. Fiorenza.

Bibliografia: Frey 1930, pp. 683-684.