Scheda

Data: 29 07 1850

Mittente: Mussini Luigi

Luogo Mittente: Parigi

Destinatario: Duprè Giovanni

Luogo Destinatario: [Firenze]

Tipo Documento: Lettera

Trascrizione: Ottimo amico, non ho risposto prima alla tua gradita del mese scorso per non rubarti così di frequente il tuo tempo, e poi perché ho fatto un piccolo giro in Germania. Lo scopo era il riabbracciare a Berlino una parte della famiglia. Vi andava in 48 ore sempre per via di terra. Aveva pure in mira di dare un’occhiata alla Germania settentrionale, prima di riprendere la via del nostro mezzogiorno, seppure ciò mi sarà conceduto presto, come lo vorrei, e come tu ti adoperi da buon amico perché sia. Ebbi così occasione di vedere la tanto celebre Galleria di Dresda, che ho trovato non inferiore alla sua reputazione, specialmente quando la si voglia guardare coll’occhio eclettico di quegli amatori che sagrificarono colla stessa devozione su tutti gli altari ed hanno un culto per tutte le divinità, per tutte le scuole. Io poi, senza essere intollerante quanto lo era una volta, ho tirato a lungo qua e là, e nulla di meno ho trovato tanto da ammirare che ne sono uscito colla solita febbre e coi soliti sospiri. Dei pittori moderni di Germania sono stato meno contento di quel che aveva sperato. Di statuaria ho visto poco, ma che mi parve superiore alla pittura. In architettura poi mi pare abbino artisti molto distinti e credo che i nostri farebbero bene ad imitarli, voglio dire nello studio che mostrano aver fatto dei nostri quattro e cinquecentisti. Abbiamo i maestri in casa ma lezioni le vengono a prendere gli stranieri. Dovrei ringraziarti per la domanda che dirigesti per me al Gonfaloniere di Siena e per quanto scrivesti in proposito ma so che non me lo permetti e che all’amicizia si risponde coll’amicizia e non altrimenti. Ho fatto in questi giorni il bozzetto al quadro commissionatomi dal ministero. Ma non ne sono ancora contento e mi conviene maturarlo prima di metterlo sul cavalletto. Il soggetto me lo hanno suggerito quelle parole di Dante all’amico suo Casella, l’eccellente musico fiorentino che ritrova in Purgatorio, quando gli rammenta l’amoroso canto Che mi solea quetar tutte mie voglie. Ed immagino i due amici raccolti sotto una loggietta come tante ve n’era a Fienze. Casella canta una canzone di Dante che mesto ed assorto lo ascolta. Ho trovato modo di condurvi Beatrice e due altri uditori. È un soggettino poco ambizioso ma che mi divertirà molto a trattare. Ora che mi metto a lavoro di composizione sento più che mai il peso dell’isolamento. Non che in Parigi non siano artisti che stimo, ma qui è impossibile avvicinarsi, come facevamo in San Barnaba, ed ognuno vive da sé le distanze sono immense ed i vicini, se ne si ha, sono del caso e non di elezione. Insomma mi sarà egli dato rivederti presto nel mio studio? Quando torneremo a comunicarci le nostre idee, eretiche secondo gli ortodossi accademici professori fiorentini! Oh che canaglia sono codesti artisti fiorentini. Ne ho avuto a questi giorni un grazioso saggio. Ne discorreremo un giorno. Hai ragione il De Fabris è una bella eccezione. Salutamelo caramente. Enrico Pratesi deve averti dato la risposte dell’opera di prospettiva. Nell’ultima tua non mi parlavi dei tuoi lavori. Tiemmi al corrente. Addio caro amico conservami il tuo affetto e credi a quello del tuo affezionatissimo Luigi Mussini. Parigi 29 luglio 1850

Collocazione: BCI, Lettere autografe di Luigi Mussini allo scultore Giovanni Duprè, materiale non catalogato

Bibliografia: Inedita