Sulla collezione grafica della Biblioteca Marucelliana dal 1804 a Nerino Ferri

Luisa Berretti

 

La R. Biblioteca Marucelliana – che mercè le indefesse cure del chiarissimo cavalier Angelo Bruschi gode fama di Biblioteca modello – possiede, come nobil corredo ai libri ed ai codici, una numerosa e pregevole raccolta di Stampe antiche ed un migliaio di disegni originali. Giunto presso che al termine della compilazione del catalogo delle due raccolte, sono lieto di poterne dare, col consenso dell’esimio Bibliotecario, qualche cenno nel Bollettino d’Arte, a vantaggio degli studiosi [1]

 

Con queste parole nel 1911 Pasquale Nerino Ferri, conservatore dei disegni e delle stampe della Real Galleria di Firenze, incaricato di compilare il catalogo dei disegni e delle stampe della Biblioteca Marucelliana, presentò sul Bollettino d’Arte le riproduzioni di alcuni «dei disegni più caratteristici e tutti inediti» della collezione [2].

Il catalogo dei disegni in questione è stato trascritto lo scorso anno e pubblicato sul sito della Fondazione Memofonte [3]. Il presente contributo mira a definire le tappe che portarono alla compilazione di questo catalogo; presenteremo inoltre un inventario sin qui inedito della stessa raccolta, proponendo confronti con gli altri esistenti e noti [4].

 

Storia della collezione

Il lascito testamentario del Marucelli, avvenuto in data 25 settembre 1783, sanciva l’entrata nella Biblioteca di un consistente nucleo di grafica (994 disegni per un valore di 256 scudi secondo la Brunetti, e di 11884 stampe per un valore di 2491 scudi secondo la Sframeli), che l’allora bibliotecario, l’erudito e collezionista canonico Angelo Maria Bandini, prese in consegna e si premurò di riordinare [5].

Gli studi successivi hanno messo in evidenza l’importanza del materiale grafico che il collezionista riuscì a raccogliere; la provenienza di un certo numero di disegni e stampe, di cui si ignora però la consistenza (che potrebbe essere collegata ai lasciti pertinenti agli zii Orazio e Giovan Filippo, morti rispettivamente nel 1745 e nel 1772); il «catalogo informe» compilato dagli esecutori testamentari Marco Martelli e Zanobi Covoni alla morte del Marucelli; il sistema di riordinamento della raccolta ed il restauro dei volumi e le nuove acquisizioni fatte da Angelo Maria Bandini al passaggio della raccolta in Biblioteca.

Per quanto concerne i disegni, la Brunetti nel 1990 ha cercato di far luce sulla vicenda collezionistica, ma anche sulla sistemazione del primo nucleo della raccolta rispetto all’attuale, ripercorrendone la vicenda storica fino agli inizi del Novecento [6].

Alcune affermazioni avanzate dalla studiosa possono oggi esser confermate ed altre riviste grazie al ritrovamento di un inventario inedito conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze [7].


[1] FERRI 1911, p. 285.

[2] FERRI 1911, p. 286.

[3]   www.memofonte.it, nella sezione Collezionismo di disegni e stampe, sottosezione Collezione Marucelli.

[4] Sulla storia della collezione di disegni e stampe di Francesco di Ruberto Marucelli, sono da ricordare gli studi e gli approfondimenti di Pasquale Nerino Ferri, Fabia Borroni Salvadori, Maria Sframeli, Giulia Brunetti e Rossella Todros, che sono riusciti nel tempo a dare buona visibilità al patrimonio grafico dell’istituzione, valorizzandola tramite pubblicazioni e mostre: FERRI 1911; FERRI 1912; BORRONI SALVADORI 1970; SFRAMELI 1984; BRUNETTI 1990; TODROS 1999.

[5] SFRAMELI 1984, p. 122; BRUNETTI 1990, pp. 7 e 9; la Borroni Salvadori contava 867 disegni per un valore di 656 scudi e 6663 stampe per un valore di 3022 scudi, vedi BORRONI SALVADORI 1970, pp. 102-103. Probabilmente la studiosa non aveva preso in considerazione la copia del «catalogo informe» dell’E.C.A. conservata presso l’Archivio Comunale di Firenze (Filza 1, n. 18) peraltro mai citata nel suo saggio e si basò solamente sulla copia del documento posseduta presso la Marucelliana (BMF, Inventario Marucelli 1783, n. 1, cc. 79-87). Si veda inoltre il recentissimo studio FILETI MAZZA 2009, pp. 72-73. Su Angelo Maria Bandini (Firenze, 1726-Fiesole, 1803) si veda in particolare ANGELI 1999, oltre che UN ERUDITO DEL SETTECENTO 2002.

[6] BRUNETTI 1990, pp. 7-12.

[7] ASF, Corte dei Conti, 91; vedi Appendice, doc. 1. Un approfondimento su tale argomento è in corso di realizzazione da parte di chi scrive.

 

L’inventario del 1804

Nella filza che contiene il manoscritto si legge sulla costola «Inventario della Marucelliana dell’anno 1804» e sul frontespizio «Inventario dei Libri, Stampe, e Manoscritti ecc. della Marucelliana». Dopo l’elenco di «Libri trovati mancanti, nel confronto fatto del nuovo Inventario, coll’antico Catalogo» segue l’«Inventario delle Stampe», datato 21 settembre 1804 e firmato dal bibliotecario Francesco Del Furia, dove sono elencati, su 8 pagine (non segnate), i 123 volumi, detti «libri», con i relativi titoli e di seguito la specifica del numero delle stampe, e in alcuni casi dei disegni contenuti, per un totale di 16508 pezzi.

Il bibliotecario Del Furia, succeduto al Bandini nel 1803, appena entrato in servizio dovette fare il riscontro di tutti i libri, manoscritti, stampe e disegni presenti presso l’istituzione fiorentina e consegnarlo alla Corte dei Conti. I volumi dei disegni sono elencati insieme a quelli delle stampe: il termine «disegni» ricorre in due volumi in riferimento alle celeberrime serie di incisioni di Stefano Molinari e Andrea Scacciati tratte dai fogli originali degli Uffizi (volumi 41 e 43); per contro nei volumi da 70 a 75 il lemma si riferisce all’effettiva presenza di disegni (sono i tomi di disegni del primo nucleo della raccolta su cui torneremo a breve).

Il volume 76 contiene disegni: «Nel sett.o ses.o l. int.o Piccini Gaetano raccolta di Maschere da Esso inventate e disegnate, n. 111»; e così accade nei volumi 83, 92, 95, 98, 99, 100, 105 ed infine nel 108. Quest’ultimo (e i due che seguono) è con tutta probabilità uno dei tre volumi di stampe intitolati «Disegni di camere, mobili, camminetti, giardini e fregi diversi» rilegati da Antonio Bonaiuti nel primo semestre del 1785 [8].

L’indicazione «tocchi in penna» si ritrova di seguito a «disegni» nel già citato volume 83 e, da sola, nel volume 91. Se quindi escludiamo i primi due casi, risulta che le voci «disegni» e «tocchi in penna», con le eccezioni viste, sono presenti in 16 volumi.

Tornando al primo nucleo della raccolta all’entrata in Biblioteca, nel 1783, pare utile ora confrontare le informazioni ricavabili dal saggio della Brunetti con questa nuova fonte di notizie. Si può ritenere che il numero dei disegni attestabili dalle brevi ma preziose righe annotate in fondo all’elenco delle stampe nel «catalogo informe» (la cui ultima voce è «scarti di disegni e stampe … scudi 10») fossero 994 [9] e che il valore complessivo di stima ammontasse a 256 scudi. Dato che il nucleo iniziale della raccolta dei disegni era costituito da 9 volumi, nel ventennio successivo al lascito Marucelli anche la collezione dei disegni, e non soltanto quella delle stampe, aveva cambiato consistenza [10].

 

Confronto tra il «catalogo informe» del 1783 e l’inventario del 1804

Analizziamo ora nello specifico l’inventario del 1804 per fare il punto della situazione a tale data:

  • libro 70, «Disegni di diversi Autori tomo I» (attuale volume A), conteneva 176 disegni, 8 in meno del catalogo del 1783;
  • libro 71, «Disegni di diversi Autori tomo II» (attuale volume B), 190 disegni, 4 in meno del precedente catalogo;
  • libro 72, «Disegni di diversi Autori tomo III» (attuale volume E), 144 disegni, 4 in meno del precedente catalogo;
  • libro 73, «Disegni di diversi Autori tomo IV», 218 disegni, ma non è specificato quanti disegni mancassero rispetto a quelli segnati nel catalogo del 1783 (il tomo IV conteneva 154 disegni);
  • libro 74, «Disegni di diversi Autori tomo V», 150 disegni, quattro in meno del precedente catalogo; nel libro 75, intitolato «Cecco Bravo Disegni» (attuale volume G) vi erano 40 disegni (2 in meno che nel precedente);
  • libro 76, intitolato «Piccini Gaetano raccolta di Maschere da Esso inventate e disegnate», 111 disegni, si può identificare nell’attuale volume P.

Scorrendo l’elenco delle stampe e dei disegni troviamo:

  • libro 83, che conteneva oltre stampe dei Carracci, anche «Disegni tocchi in penna n. 12»;
  • libro 91 intitolato «Daniele Eremita tocchi in penna», composto da 62 disegni e non menzionato nel catalogo del 1783;
  • libro 92, «Ritratti Miniati di uomini illustri», contenente 27 disegni, identificabile come il volume dedicato ad Ottavio Leoni, già citato nel «catalogo informe»;
  • libro 85, che comprendeva 26 disegni raffiguranti «Uccelli Miniati» e si identifica nell’attuale volume K;
  • libro 105, intitolato «Miscellanea di Disegni originali» (attuale volume F), che conteneva 137 disegni e non era menzionato nel catalogo del 1783.

Oltre a questi libri, non si esclude la possibilità che vi fossero ulteriori disegni, ma senza poterne specificare la quantità, in altri tre volumi:

  • libro 98, intitolato «Cifre diverse, Disegni n. 157»;
  • libro 99, intitolato «Ritratti d’uomini illustri per Santità e Dottrina» contenente 453 stampe e disegni;
  • libro 100, intitolato «Monumenta Antiqua Sacra et Profana», contenente 363 stampe e disegni (al cui interno probabilmente si trovavano anche i disegni di antichità romane di Giovanni Antonio Dosio) [11].

[8] BORRONI SALVADORI 1970, p. 108, nota 25.

[9] I disegni erano conservati in sei tomi (contenenti disegni di autori diversi i tomi I, II, III, IV e VI, più le 40 Accademie di Cecco Bravo, attuale volume G) oltre al libro contenente 26 ritratti (poi divenuti 27) identificato nell’attuale volume H con i noti ritratti disegnati da Ottavio Leoni e da «n. 2 libri, di maschere uno, l’altro d’uccelli …» contenenti 132 disegni, gli attuali volumi P e K., BRUNETTI 1990, pp. 7-9.

[10] La Brunetti segnalava un totale disinteresse del Bandini per i disegni, supportando la sua idea col fatto che non si trovassero documenti relativi ad acquisti nell’Archivio Storico della Biblioteca negli anni della sua direzione, mentre ve ne sono in abbondanza sulle incisioni, specialmente in relazione a stampe di autori contemporanei. BRUNETTI 1990, p. 9. Si veda inoltre BORRONI SALVADORI 1970, p. 101 e sgg.

[11] BMF, Stampe, vol. C, nn. 148-161.

Appare più chiaro, da questo inventario, il probabile assetto dato dal Bandini alla collezione dei disegni probabilmente sin dal 1784, quando risulta ne promosse il riordinamento.

Pare per giunta evidente che l’accezione di onnicomprensività del termine «stampa» ad indicare qualsiasi tipo di foglio figurato, proposta dalla Brunetti per il primo nucleo di pezzi grafici al loro passaggio in Biblioteca, non sia sostenibile alla luce di questo nuovo documento [12]. Se infatti i volumi del primo nucleo della raccolta sono rintracciabili fra quelli indicati nell’inventario, anche se vi sono in alcuni casi differenze numeriche, ed i libri 105 (attuale volume F), e 91 (attuale volume I) sono entrati a far parte della collezione proprio nel ventennio 1783-1803, i restanti disegni sono specificati nei libri insieme alle stampe benché non differenziati da queste ultime. Non è dunque possibile stimare la quantità precisa di disegni presenti in collezione nell’anno 1804 nonostante vi sia un elemento in più per approfondire anche i movimenti nella raccolta per quanto concerne le stampe.

Riprendendo l’inventario del 1804, si legge: n. 105 «Nel centesimo quinto libro intitolato Miscellanea di Disegni originali, n. 137». Si tratta con tutta probabilità del volume intitolato «Miscellanea di 122 disegni originali» (con alcune aggiunte) a cui lavorò Antonio Bonaiuti nel primo semestre del 1785, non menzionato nel «catalogo informe» [13]. Allo stato delle ricerche, si può affermare che il volume 91 contenente i ritratti di Daniele Eremita, inesistente nella nota del 1783, sia stato acquisito sotto la direzione del Bandini, ma resta indubbio che potesse all’epoca far parte di un volume di stampe contenente ritratti, tra quelli che l’inventario cita.

 

Confronto tra l’inventario del 1804 e la «nota dei disegni» del 1879

Confrontando l’inventario del 1804 con la «nota dei disegni esistenti nella Biblioteca Marucelliana» in data 26 aprile 1879, risulta che il numero dei disegni contenuto negli attuali volumi A, B, D, E, F, H, I, e K, se non per minime differenze quantitative (la più evidente è nel volume A, ove in luogo dei 176 disegni indicati nel 1804, ve ne sono 187 nel 1879), risulta quasi invariato [14].

Nella nota del 1879 i volumi 74, 75, 76, e 77 coincidono, nell’inventario del 1804, ai volumi 70, 71, 72, e 73, mentre i volumi 91, 92, 95, e 105 hanno mantenuto la medesima segnatura. Nella nota mancano però l’attuale volume contenente «disegni di autori diversi» segnato C (il n. 74 dell’inventario del 1804); il volume G con i disegni di Cecco Bravo, annotato sin dall’inventario del 1783 e segnato «n. 74» in quello del 1804; e l’attuale volume P, contenente le maschere disegnate da Gaetano Piccini, segnato «n. 76» nell’inventario del 1804. Viene spontaneo chiedersi perché non fossero inclusi nell’elenco del 1879 i tre volumi suddetti. C’è da aggiungere infatti che la nota si trova conservata nell’Archivio Affari diversi della Marucelliana assieme ad un elenco intitolato «19 aprile, numero delle Stampe esistenti nella Biblioteca Marucelliana», in fondo al quale troviamo scritto: «Stampe contenute in vol. 113 – 17.085 / Disegni vol. 8 – 995 / [totale] volumi 121 – n. 18.080» [15].

Le 40 accademie di Cecco Bravo sono registrate nella nota delle stampe al numero 79. Nella nota delle stampe sono stati inoltre espunti i numeri dal 74 al 77, poiché inclusi, come si è visto, in quella dei disegni. Resta invece da appurare dove si trovassero i 150 disegni al n. 74 dell’inventario del 1804 (e dell’attuale volume C).

Il confronto tra i due inventari ci permette quindi di affermare con certezza che dalla direzione del Bandini al 1879, la collezione delle stampe e dei disegni della Marucelliana non subì un grande incremento, ma di certo molti cambiamenti di sistemazione all’interno dei volumi, se si contano infatti solo 1572 pezzi sottraendo dai 18.080 stampe e disegni del 1879 i 16508 pezzi del 1804.


[12] BRUNETTI 1990, p. 9.

[13] BORRONI SALVADORI 1970, p. 108, nota 25.

[14] L’elenco (BRUNETTI 1990, p. 11), si trova in BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13.

[15] Come il precedente, anche l’elenco delle stampe si trova in BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13.

Dall’Ottocento a Nerino Ferri

Proseguendo con la storia della raccolta grafica durante l’Ottocento, scarse sono le notizie venute alla luce in seguito alle nostre ricerche presso l’Archivio della Biblioteca [16]. La segnalazione dell’importanza della collezione dei disegni, fatta dal professor Migliarini al direttore della Galleria delle Statue, Antonio Ramirez di Montalvo, nel dicembre del 1844, è già nota grazie allo studio della Brunetti, così come la lettera del Ministro della Istruzione Pubblica (Michele Coppino tramite il Segretario Generale Giovanni Puccini) al direttore della Biblioteca, datata 16 aprile 1879, ove si auspicava un trasferimento della «preziosa raccolta di stampe, quasi negletta e sconosciuta, perché fuori della sua sede naturale» presso la Real Galleria di Firenze [17].

Due anni più tardi, il direttore della Marucelliana rispose ad una lettera del Ministro sulla consistenza dei volumi manoscritti esistenti presso l’istituzione fiorentina e, oltre a menzionare l’importanza del Mare Magnum «opera deputata il più gran lavoro bibliografico che si conosca», aggiunse: «sebbene non me ne sia fatta domanda, ravviso conveniente ricordare la pregevolissima collezione delle incisioni e dei disegni originali dei migliori maestri delle più lodate scuole antiche e moderne. Sono, dette incisioni, raccolte in 210 volumi in folio massimo» [18]. Si coglie subito quest’ultima affermazione poiché risulta strano che se nel 1879 i volumi delle stampe e dei disegni erano in totale 121, soltanto due anni più tardi ve ne fossero 210. Si tratta di un errore del copista, ipotesi per la quale propendiamo, o furono calcolati in quell’occasione anche altri volumi contenenti in parte incisioni?

Un ulteriore tentativo di accorpamento della raccolta grafica della Marucelliana a quella della Real Galleria, anche in questo caso fallito, fu avanzato dal Ministro Emanuele Gianturco, con la lettera del 15 luglio 1896, rivolta, presumibilmente, in copia unica a tutte le biblioteche governative. Dopo una premessa di questo genere: «Lo studio di un’opera d’arte consiste quasi esclusivamente nel confronto di essa con altre opere omogenee, a fine di stabilire i rapporti di somiglianza e le differenze fra loro, fissarne i caratteri e determinarne gli autori. In tal modo soltanto è reso evidente il continuo e logico sviluppo dell’arte nei secoli andati, e ne è resa possibile e si cura la storia…», la lettera si chiude con queste parole: «le stampe che le biblioteche potrebbero cedere in deposito alle RR. Gallerie ed alle Pinacoteche sono a mio parere quelle o isolate o legate in serie di natura puramente artistica, escluse quindi tutte le altre che sono speciali per la scienza o per la storia locale, come, ad esempio, le carte topografiche, le riproduzioni anatomiche, botaniche, ecc…» [19].

Angelo Bruschi il 23 luglio rispose al Ministro Gianturco che la Biblioteca Marucelliana possedeva «la più grande e la più preziosa raccolta di stampe (oltre 20.000)» e che la Biblioteca non era da comprendere fra quelle che dovevano trasferire le proprie raccolte di grafica presso le collezioni reali delle città di appartenenza, in quanto era «oggetto di studio e di ammirazione per gli innumerevoli studiosi che qui convengono anche da lontani paesi, attratti dalla meritata fama che essa gode in Italia e all’estero» [20]. Anche in questa occasione, come già era accaduto nel 1879, il direttore della Biblioteca argomentò con le disposizioni testamentarie del donatore, l’abate Francesco Marucelli, allegando copia del testamento. Il Bruschi non menzionò peraltro la catalogazione del fondo grafico, intrapresa da Pasquale Nerino Ferri, che, secondo alcuni studiosi, ne venne incaricato solo nel 1887 [21].


 

[16] Dall’indice dell’Archivio Affari diversi della Biblioteca risulta che la documentazione sulle incisioni e i disegni è presente soltanto nella collocazione Affari diversi 62.

[17] BRUNETTI 1990, pp. 10-11.

[18] La lettera, segnata «Biblioteca Marucelliana, lettera n. 335 / risposta al foglio del 15/01/1881, n. di partenza 518», si trova presso l’Archivio Centrale dello Stato Roma, Ministero della Pubblica Istruzione-Divisione Istruzione Superiore – Biblioteche governative e non – 1881-1894, Inv. 16/38, Busta 92. La brutta copia della missiva si trova in BMF, Archivio Affari diversi 63, fascicolo datato «15 gennaio 1881».

[19] BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13.

[20] BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13. Il documento citato è la brutta copia della lettera non rintracciata in seguito ad una nostra ricognizione presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. 

[21] SFRAMELI 1984, p. 125; BRUNETTI 1990, p. 12; TODROS 1999, p. 37.

Nerino Ferri e il Catalogo dei disegni della Marucelliana

Nerino Ferri, assunto nel 1871 in qualità di aiuto di Carlo Pini, allora conservatore delle raccolte grafiche della Real Galleria, dal 1879 lo aveva sostituito e aveva intrapreso l’enorme lavoro di catalogazione del fondo, pubblicando a sue spese, nel 1881, il Catalogo delle stampe e, nello stesso anno, il Catalogo dei disegni [22].

Il Ferri, quale conservatore di uno dei gabinetti di grafica più prestigiosi al mondo, già autore di diverse pubblicazioni inerenti quella Galleria, aveva maturato una conoscenza tecnica e storica sui disegni e le stampe delle più diverse epoche e scuole. Nel corso degli anni, questi divenne uno dei maggiori esperti di grafica a livello mondiale, il primo ad affrontare in modo serio e deciso l’inventariazione e la catalogazione dei disegni e delle stampe. Fu un funzionario efficiente, preciso, sempre lodatissimo dai propri direttori, come risulta anche dalle note di merito conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Lo conferma la Petrioli Tofani nel 1983, sottolineando che il problema della catalogazione della raccolta grafica degli attuali Uffizi fu affrontato con straordinaria intelligenza dal Ferri, in quanto egli intraprese coraggiosamente fin da subito una prima inventariazione del fondo, avvertita come urgente ed importante per poter agevolare la consultabilità delle raccolte e divulgarne quindi le conoscenze.

Fu dagli anni Ottanta dell’Ottocento, che il Ministero della Pubblica Istruzione iniziò ad avvertire il bisogno di una catalogazione ed indicizzazione delle raccolte nel clima post-unitario di una consapevolezza del patrimonio culturale italiano, che porterà alle prime leggi di tutela e a quella fondamentale del 1909 [23].

A questo proposito, sembra opportuno citare la lettera che il direttore della Marucelliana, Guido Biagi, inviò al Ministro della Pubblica Istruzione il 18 dicembre del 1887 proponendo che Ferri intraprendesse la catalogazione del fondo grafico della Biblioteca [24]. Come abbiamo visto, infatti, dalla seconda metà dell’Ottocento la collezione cominciò ad essere maggiormente conosciuta e stimata dagli studiosi e dagli appassionati. Un articolo apparso su Il nuovo osservatore fiorentino il 10 ottobre del 1886 denunciò la situazione:

Ma quando la Marucelliana non avesse per i curiosi che le 113 cartelle, che come si è avvertito racchiudono la serie delle incisioni, sarebbero queste, di per sé solo valevoli a dare nome alla Biblioteca la più copiosa. A conservatore di queste incisioni dopo il 1860 e per molti anni era un impiegato speciale, ma oggi non lo è più; e l’Osservatore desidera che la rara collezione non resti oltre senza la cura e la sorveglianza dovuta, come desidera per essa cataloghi esatti, o cataloghi di consegna da farsi firmare dagli impiegati cui vengano mano a mano affidate, giacché nonostante l’onestà del personale anche la collezione Marucelliana è andata passiva della perdita di rarissime stampe, senza che si sia saputo chi ringraziare [25].

Neanche due mesi e mezzo dopo, Pasquale Nerino Ferri consegnò al direttore Biagi una relazione, ove presumibilmente questi annotava i criteri di catalogazione che avrebbe seguito per affrontare il lavoro [26]. Biagi scrisse al Ministro per chiedergli di poter affidare l’incarico al Ferri, e la risposta positiva non tardò ad arrivare [27].


[22] Su Pasquale Nerino Ferri (Fermo 1851-Firenze 1917), si veda PETRIOLI TOFANI 1983, pp. 421-442, ad oggi l’unico studio completo sul primo direttore del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. La studiosa analizza l’operato del Ferri presso il Dipartimento, approfondendo con molta perspicacia i criteri di esposizione dei materiali da lui seguiti, ed i metodi di catalogazione e di conservazione da lui promossi. Per i due cataloghi degli Uffizi si veda: FERRI 1881a e FERRI 1881b.

[23] Nella seconda metà dell’Ottocento, dagli anni Sessanta del secolo, il Ministero della Pubblica Istruzione avviò sistematiche statistiche inerenti le biblioteche governative italiane. In BMF, Archivio Affari diversi 63, sono conservate le lettere inviate dal Ministro, le relazioni ed i moduli compilati dai direttori della Marucelliana e le tabelle relative alle attività delle biblioteche.

[24] BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13. La lettera si trova nell’inserto denominato: «Illustrazione della Raccolta delle Stampe antiche e moderne della Marucelliana». Il documento citato è la brutta copia della lettera, e come detto alla nota 21, anche in questo caso, la lettera originale non è stata rintracciata fra le carte relative alla Biblioteca Marucelliana conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Trascrivo la parte che più ci interessa della lettera: « Firenze 15 dicembre 1887/… poiché il Regolamento vigente prescrive che si facciano indici speciali della raccolta di che può essere ricca una Biblioteca, e poiché quello delle incisioni per il quale richiedesi una singolare pratica e perizia non potrebbe farsi dal personale ordinario di questa Biblioteca, il quale, me compreso non possiede le cognizioni a ciò necessarie, pregai il Sig. Nerino Ferri conservatore delle stampe e dei disegni nelle Reali Gallerie di esaminare la nostra collezione. Il che egli fece ben volentieri nel decorso semestre invernale, e mi consegnò l’unita relazione che attesta del pregio della nostra raccolta. Ora poiché il Sig. Ferri sarebbe disposto a cominciare durante le letture serali il catalogo delle stampe per noi desideratissimo, proporrei che fosse a lui dato ufficialmente per mio nuzio l’incarico di tale lavoro, per il cui compenso, egli si rimette intieramente al giudizio del Ministero…».

[25] BIBLIOTECA MARUCELLIANA 1886, pp. 371-372.

[26] È molto probabile che Ferri conoscesse già la collezione di stampe Marucelli, tutt’oggi la seconda più importante a Firenze dopo quella degli Uffizi, dato anche che, nella copia del Catalogo delle stampe del 1881 con aggiunte e correzioni da lui scritte, custodita presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, si trova la seguente annotazione: « n.b. la Biblioteca Marucelliana possiede un Album-oeuvre de Marcantoine, heliogravure pour E. Baldus […] v’è pure un altro album Notice sur la vie de Marc-Antoine, 1853»; probabilmente all’interno vi sono anche altri riferimenti a quella collezione. La relazione menzionata, che doveva inizialmente trovarsi nella cartellina intitolata: «Illustrazione della Raccolta delle Stampe antiche e moderne della Marucelliana», come risulta dalla copertina della stessa ove sono annotati, in quanto documenti allegati, oltre alla relazione (datata 22 dicembre 1886), anche la lettera del bibliotecario al Ministro e la relativa risposta, risulta purtroppo  mancante presso la BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13, poiché si presume sia stata inviata al Ministro a Roma, come si legge nella brutta copia della lettera. Questa relazione, che con tutta probabilità sarebbe risultata preziosa ai fini di questo studio, come le altre lettere ricercate tra le carte relative alla Biblioteca Marucelliana conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, non è stata rintracciata.       

[27] Il Ministro gli rispose dando l’indicazione di come istruire la pratica perché potesse esser accolta e quindi, indirettamente, acconsentiva alla richiesta, da espletarsi secondo la normativa ministeriale. La lettera del Ministro Michele Coppino al direttore della Marucelliana, è conservata nel fascicolo denominato: «Illustrazione della Raccolta delle Stampe antiche e moderne della Marucelliana», presso la BMF, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13. In essa si legge: «Roma, addì 30 dicembre 1887 / Affinchè la proposta della S.V. circa la compilazione del catalogo delle stampe possedute da codesta biblioteca possa essere presa in considerazione conviene che essa venga fatta secondo l’art. 158 del regolamento, determinando la durata del lavoro e la relativa spesa.»

Nel fascicolo relativo alle stampe, conservato nell’Archivio Affari diversi della Biblioteca, non vi sono altri documenti relativi a questa corrispondenza; tuttavia una lettera scritta dal Ferri, nel maggio del 1904, al direttore della Marucelliana, risulta maggiormente utile al fine di comprendere il metodo da lui utilizzato per affrontare la catalogazione delle stampe, con i criteri già seguiti per la catalogazione del fondo degli Uffizi [28]. Purtroppo la lettera non ci permette di cogliere quando il Ferri iniziò il lavoro: «Giusta l’incarico datomi dalla S.V. ho incominciato la compilazione del catalogo della numerosa raccolta di stampe posseduta da codesta spettabile Biblioteca e pregiomi rimetterle le prime cento schede per essere trascritte in debita forma». Sebbene non siano citate né date, né altre indicazioni temporali, è da escludere che l’incarico della catalogazione del fondo grafico venisse affidato a Pasquale Nerino Ferri nel 1887 come è stato affermato sinora, dato che, evidentemente, l’incipit parla da sé [29].

Il Ferri si trovò davanti ad un enorme lavoro di classificazione, dopo aver intrapreso il riassetto, l’indicizzazione e la catalogazione dei ben novantamila fogli della collezione della Real Galleria ove era entrato giovanissimo. Per i disegni, la Brunetti indica che nella seconda metà dell’Ottocento furono scritti i nomi degli artisti sulle pagine dei volumi dai quali i disegni furono separati successivamente [30]. I disegni furono staccati dalle pagine dei volumi settecenteschi (la filigrana presente su alcune pagine viene sciolta in G-P-S-C) nel biennio 1964-1966, da Sergio Boni (cui devo l’informazione), restauratore di disegni e stampe e da Giuseppe Masi, restauratore librario, e vennero disposti nelle cassettiere della sala adibita a deposito del fondo grafico della Biblioteca [31]. Le annotazioni, scritte da un impiegato addetto alla collezione grafica, furono introdotte basandosi per la maggior parte sulle iscrizioni, in grafia antica o moderna, a penna o a matita, presenti sul recto, sul verso o nel controfondo dei fogli. Il Ferri, nell’intraprendere la catalogazione, spesso confermò le attribuzioni iscritte, altre volte ne avanzò delle nuove. Come spesso accade in questo settore, grazie all’evolversi degli studi e all’affinarsi degli strumenti, le attribuzioni vengono di prassi riviste dagli studiosi, e ridimensionate caso per caso in modo più o meno sistematico. Ciò, per quanto riguarda i disegni del fondo Marucelli, è avvenuto specialmente dagli anni Settanta del Novecento, quando una maggiore attenzione da parte degli studiosi del disegno si è concentrata sul nucleo seicentesco, partendo dai fiorentini, revisione, e studio sistematico che continua tutt’oggi [32].


[28] Anche questa lettera si trova presso la BMF, Archivio Affari diversi  62, busta n. 13, vedi Appendice, doc. 2. La risposta, conservata nel medesimo fondo, del direttore Angelo Bruschi fu immediata: «Firenze 3 maggio 1904 / Approvo tutte le proposte da lui fatte per la compilazione del catalogo delle stampe della Marucelliana; e del saggio presentato, mi auguro che il lavoro scientificamente e praticamente risponda […] a tutte le possibili domande degli studiosi».

29 Nel 1909, il Ferri pubblicò il disegno raffigurante l’Angelo genuflesso che presenta S. Giovannino alla Madonna col Bambino attribuito a Lorenzo di Credi (BMF, Vol. Disegni E 137) poiché preparatorio per il dipinto degli Uffizi. Ciò indica che lo studioso aveva già visionato, almeno in parte, il fondo dei disegni, di cui, nel 1911, secondo le sue parole, dall’articolo pubblicato sul Bollettino d’Arte, citato all’inizio del presente saggio, aveva quasi terminato la catalogazione, assieme a quella delle stampe. Vedi FERRI 1909, p. 316.

[30] BRUNETTI 1990, p. 11.

[31] Dei volumi originali contenenti i disegni si è conservato soltanto, presso la Biblioteca Marucelliana, quello segnato «Tom. I–A», (si legge sotto: «70»). Con Rossella Todros e Sergio Boni, che qui ringrazio per la disponibilità e cortesia dimostrate, abbiamo sfogliato il volume, e dalla lettura delle annotazioni a matita riportate su alcune pagine, risulta che alcuni disegni erano già stati staccati o tagliati negli anni Cinquanta del secolo scorso, per ragioni conservative o epositive. Fu Carlo Angeleri, direttore della Biblioteca dal 1952 al 1972, che incaricò i restauratori dello stacco integrale dei disegni.

[32] Negli ultimi anni molte mostre sono state organizzate a cura di Rossella Todros. Recentissima è quella dedicata ad Anna Forlani Tempesti, vedi LEZIONI DI STILE 2009. Inoltre, la schedatura digitalizzata dei disegni del fondo Marucelli, coordinata da Rossella Todros e Silvia Castelli, e svolta da alcuni storici dell’arte, permetterà di far conoscere maggiormente la ricca collezione della Biblioteca.

Per quanto riguarda la struttura del Catalogo dei disegni della Marucelliana, che, grazie alla trascrizione informatizzata risulta per l’utente più agevole da consultare, Nerino Ferri elencò i fogli, seguendo l’ordine di esposizione nei volumi, presumibilmente disposti per ordine di acquisizione. Le voci descrittive dei singoli disegni sono: il nome dell’autore, o l’ambito; la segnatura (alfanumerica); il soggetto, o il titolo; il tipo di carta e la tecnica con cui è stato eseguito il disegno; le dimensioni del foglio (espresse in millimetri); ulteriori note descrittive o di conservazione, e iscrizioni nel caso ci siano. Il metodo utilizzato dal Ferri nella compilazione del catalogo dei disegni della Biblioteca è il medesimo che questi utilizzò per la catalogazione del fondo degli Uffizi, ma semplificato rispetto a quest’ultimo [33]. Sono queste infatti le indicazioni utili per classificare un disegno, le stesse, che vengono inserite anche oggi nei moderni database di disegni delle collezioni di grafica più importanti al mondo. In fondo al Catalogo dei disegni (un volume conservato presso la Biblioteca), si trova inoltre l’«Indice generale alfabetico degli Autori dei Disegni esistenti nella R. Biblioteca Marucelliana».

Per concludere, nonostante che molte delle attribuzioni fatte dal Ferri siano state ridimensionate negli anni, fondamentale è stato il suo apporto al fondo grafico della Marucelliana: oltre ad aver compilato il catalogo delle stampe e quello dei disegni, secondo criteri validi, nel 1913 promosse e fece acquistare dal direttore dell’istituzione un nucleo miscellaneo di 101 disegni messi in vendita dal libraio Gonnelli [34]. Non si dimentichi poi che oltre agli articoli menzionati del 1909 e del 1911, nel 1912, Ferri pubblicò alcuni nielli inediti della Biblioteca fiorentina, riportando quindi nuovamente l’attenzione sulla straordinaria ed ancora oggi in gran parte sconosciuta, collezione delle incisioni della Marucelliana [35].


[33] Vedi anche la relazione compilata dal Ferri riguardante la catalogazione dei disegni degli Uffizi, in PETRIOLI TOFANI 1983, pp. 431-433.

[34] TODROS 1999, p. 38.

[35] FERRI 1912. Le incisioni più antiche della Biblioteca Marucelliana, contenute nel primo volume della collezione, sono state digitalizzate e disponibili sul cd-rom Prisma Print-Search-Marucelliana, n. 1.


Appendice documentaria

 

1

Archivio di Stato di Firenze, Corte dei Conti, 91

Inventario della Marucelliana dell’anno 1804

Inventario dei Libri, Stampe, e Manoscritti ecc. della Marucelliana

Inventario delle Stampe

 

[bianca - c. 1]


n. 1 Nel primo libro segnato n. 1 e intitolato Autori Antichi, contengonsi stampe n. 413

n. 2 Nel secondo come sopra n. 2 e intitolato Raffael d’Urbino tomo I, contengonsi stampe n. 213

n. 3 Del medesimo tomo II, contengonsi stampe n. 135

n. 4 Nel quarto intitolato Fidanza, Teste Scelte di Raffael d’Urbino, contengonsi stampe n. 72

n. 5 Nel quinto come sopra n. 108

       I suddetti due volumi sono divisi in cinque parti

n. 6 Nel sesto libro intitolato Marcantonio Stampe, contengonsi stampe n. 130

   Qui si trova mancante una stampa avanti lo Stregozzo, cioè il Martirio di S. Lorenzo già da cinque anni

n. 7 Nel settimo libro intitolato Marcantonio Antonio attribuite, contengonsi stampe n. 152

n. 8 Nell’ottavo libro intitolato Scuola di Marcantonio Antonio, contengonsi stampe n. 149

n. 9 Primo, nel nono primo come sopra n. 153

n. 9 Secondo, nel nono secondo come sopra n. 145

n. 10 Nel decimo libro intitolato Giulio Romano, Polidoro da Caravaggio, Federico e Taddeo Zuccheri, contengonsi stampe n. 148

n. 11 Nell’undicesimo libro intitolato Ciro Ferri, Lazzaro Baldi e Carlo Maratta, contengonsi stampe n. 102

n. 12 Nel dodecimo libro intitolato Cherubino Alberti, contengonsi stampe n. 180

n. 13 Nel decimoterzo libro intitolato Pietro da Cortona, contengonsi stampe n. 83

 

n. 2183

 

[bianca - c. 2]


n. 14 Nel quartodecimo libro intitolato Scuola Romana, contengonsi stampe n. 151

n. 15 Nel quintodecimo libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 134

n. 16 Nel decimosesto libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 88

n. 17 Nel decimosettimo libro intitolato Jacopo Frey, contengonsi stampe n. 93

n. 18 Nel decimottavo libro intitolato Lodovico, Annibale e Agostino Caracci, contengonsi stampe n. 144

n. 19 Nel decimonono libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 104

n. 20 Nel vigesimo libro intitolato Scuola Bolognese, contengonsi stampe n. 79

n. 21 Nel vigesimoprimo libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 76

n. 22 Nel vigesimosecondo libro intitolato Scuola Bolognese, contengonsi stampe n. 139

n. 23 Nel vigesimoterzo libro intitolato Giovanni Lanfranco e Francesco Barbieri detto il Guercino, contengonsi stampe n. 120

n. 24 Nel vigesimoquarto libro intitolato Francesco Mazzoli detto il Parmigianino, contengonsi stampe n. 153

n. 25 Nel vigesimoquinto libro intitolato Scuola Veneziana, contengonsi stampe n. 94

n. 26 Nel vigesimosesto libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 122

n. 27 Nel vigesimosettimo libro intitolato come sopra senza titolo contengonsi stampe n. 24

 

n. 3704

 

[bianca - c. 3]

 

n. 28 Nel vigesimottavo libro intitolato Pitture a Fresco de principali Maestri Veneziani, contengonsi stampe n. 24

n. 29 Nel vigesimonono libro intitolato Le Pitture di Pellegrino Tibaldi e di Niccolò Abbati esistenti nell’Instituto di Bologna, contengonsi stampe n. 44

n. 30 Nel trentesimo libro intitolato Scuola Fiorentina, contengonsi stampe n. 169

n. 31 Nel trentesimoprimo libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 150

n. 32 Nel trentesimosecondo libro intitolato Antonio Tempesta, contengonsi stampe n. 340

n. 33 Nel trentesimoterzo libro intitolato Scuola Fiorentina Miscellanea, contengonsi stampe n. 121

n. 34 Nel trentesimoquarto libro intitolato Francesco Bartolozzi tomo I, contengonsi stampe n. 237

n. 35 Nel trentesimoquinto libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 90

n. 36 Primo, nel primo trentesimosesto libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 190

n. 36 Secondo, nel secondo trentesimosesto libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 92

n. 37 Nel trentesimosettimo libro intitolato Stefano della Bella, contengonsi stampe n. 478

n. 38 Nel trentesimottavo libro intitolato Jacopo Callot, contengonsi stampe n. 659

n. 39 Nel trentesimonono libro intitolato Paesi di Autori diversi, contengonsi stampe n. 233

n. 40 Nel quarantesimo libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 180

n. 41 Nel quarantesimoprimo libro intitolato Disegni Originali d’Eccellenti Pittori esistenti nella Real Galleria di Firenze incisi da Andrea Scacciati tomo I, contengonsi stampe n. 101

 

n. 6812

 

[bianca - c. 4]

 

n. 42 Nel quarantesimosecondo libro intitolato come da tergo incise da Stefano Mulinari tomo II tirate in 70 carte, non compresi due frontespizi contengonsi stampe n. 190

n. 43 Nel quarantesimoterzo libro intitolato Storia pratica dell’incominciamento e progressi della pittura già Raccolta di 50 stampe estratte dai Disegni Originali esistenti nella Real Galleria di Firenze incise di Stefano Mulinari, contengonsi stampe n. 50

n. 44 Nel quarantesimoquarto libro intitolato Raccolta dei Tabernacoli che esistono nella Città di Firenze incisi da Cosimo Colombini, contengonsi stampe n. 28

n. 45 Nel quarantesimoquinto libro intitolato Alberto Durero Stampe in Legno, consistenti in n. 131

n. 46 Nel quarantesimosesto libro intitolato come sopra Stampe in Rame, consistenti in n. 120

n. 47 Nel quarantesimosettimo libro intitolato Luca d’Olanda, contengonsi stampe n. 102

n. 48 Nel quarantesimottavo libro intitolato Scuola Francese, contengonsi stampe n. 73

n. 49 Nel quarantesimonono libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 112

n. 50 Nel cinquantesimo libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 144

n. 51 Nel cinquantesimoprimo libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 56

n. 52 Primo, nel primo cinquantesimosecondo libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 91

n. 52 Secondo, nel secondo cinquantesimosecondo libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 102

n. 53 Nel cinquantesimoterzo libro intitolato Roberto Strang [sic], contengonsi stampe n. 38

n. 54 Nel cinquantesimoquarto libro intitolato Giovanni Le Potre [sic], contengonsi stampe n. 346

 

n. 8395

 

[bianca - c. 5]

 

n. 55 Nel cinquantesimoquinto libro intitolato Rubens Pietro Paolo La Galleria di Ruxembourg [sic], contengonsi stampe n. 25

n. 56 Nel cinquantesimosesto libro intitolato Rubens P. Paolo tomo I, contengonsi stampe n. 66

n. 57 Primo, nel primo cinquantesimosettimo libro intitolato come sopra tomo II contengonsi stampe n. 76

n. 57 Secondo, nel secondo cinquantesimosettimo come sopra e suoi scolari contengonsi stampe n. 91

n. 58 Nel cinquantesimottavo libro intitolato Scuola Fiamminga, contengonsi stampe n. 145

n. 59 Nel cinquantesimonono libro intitolato come sopra contengonsi stampe n. 204

n. 60 Nel sessantesimo libro intitolato come sopra e Tedesca contengonsi stampe n. 166

n. 61 Nel sessantesimo primo libro intitolato come sopra Miscellanea n. 180

n. 62 Nel sessantesimo secondo libro intitolato Rembrant Stampe, contengonsi stampe n. 88

n. 63 Nel sessantesimo terzo libro intitolato Edelink e Nanteuil, Ritratti n. 68

n. 64 Nel sessantesimo quarto libro intitolato Masson, Poilly, e altri ritratti, contengonsi stampe n. 80

n. 65 Nel sessantesimo quinto libro intitolato Autori Diversi, Ritratti n. 186

n. 66 Nel sessantesimo sesto libro intitolato Heads of Illustrious Persons tomo I, contengonsi stampe n. 80

n. 67 Nel sessantesimo settimo libro intitolato come sopra tomo II contengonsi stampe n. 28

n. 68 Nel sessantesimo ottavo libro intitolato Le Statue di Niobe esistenti nella Real Galleria di Firenze, contengonsi stampe n. 19

n. 69 Nel sessantesimo nono libro intitolato Stampe di diversi Autori, n. 179

n. 70 Nel settantesimo libro intitolato Disegni di diversi Autori tomo I – qui si sono trovati mancanti disegni 8 – contengonsi n. 176  

n. 71 Nel settantesimo primo libro intitolato come sopra tomo II – qui si trovano mancanti disegni 4 – n. 190

 

n. 10442

 

[bianca - c. 6]

 

n. 72 Nel settantesimo secondo libro intitolato come da tergo tomo III, n. 144 – qui si sono trovati mancanti disegni 4    

n. 73 Nel settantesimo terzo libro intitolato come sopra tomo IV, n. 218 

n. 74 Nel settantesimo quarto libro intitolato come sopra tomo V, disegni n. 150 – qui si sono trovati mancanti disegni 4 

n. 75 Nel settantesimo quinto libro intitolato Cecco Bravo Disegni, n. 40 – qui si sono trovati mancanti disegni 2

n. 76 Nel settantesimo sesto libro intitolato Piccini Gaetano raccolta di Maschere da Esso inventate e disegnate, n. 111

n. 77 Nel settantesimo settimo libro intitolato Metamorfosi d’Ovidio, stampe, n. 200

n. 78 Nel settantesimo ottavo libro intitolato Cabinet des Beaux Arts Paris 1690, n. 13

n. 79 Nel settantesimo nono libro intitolato Pautre Stampe Diverse, n. 94

n. 80 Nel ottantesimo libro intitolato Statue e Gruppi di Firenze, n. 30

n. 81 Nel ottantesimo primo libro intitolato L’Entreé de la Reine Mère du Roy très Chrétien, n. 13

n. 82 Nel ottantesimo secondo libro intitolato Medicea Ospes, n. 16

n. 83 Nel ottantesimo terzo libro intitolato Caracci Stampe, dei Mestieri n. 80, Caricature n. 15, Disegni tocchi in penna n. 12, totale n. 107

n. 84 Nel ottantesimo quarto libro intitolato Ritratti diversi, n. 341

n. 85 Nel ottantesimo quinto libro intitolato Patch Opere di Masaccio e Scotto, n. 37

n. 86 Nel ottantesimo sesto libro intitolato Abiti di Nazioni diverse, n. 43

n. 87 Nel ottantesimo settimo libro intitolato Le Figure di diverse Nazioni di Levante, n. 95

n. 88 Nel ottantesimo ottavo libro intitolato Mascarade à La Grecque di Bossi, n. 10

 

n. 12104

 

[bianca - c. 7]

 

n. 89 Nel ottantesimo nono libro intitolato Ritratti di Casa Medici, stampe n. 101

n. 90 Nel novantesimo libro intitolato Ingresso di Clemente settimo in Bologna, n. 19

n. 91 Nel novantesimo primo libro intitolato Daniele Eremita tocchi in penna, n. 62

n. 92 Nel novantesimo secondo libro intitolato Ritratti Miniati di uomini illustri, disegni n. 27 

n. 93 Nel novantesimo terzo libro intitolato Scenari diversi, stampe n. 67

n. 94 Nel novantesimo quarto libro intitolato Piante di Giardini diversi, stampe n. 36

n. 95 Nel novantesimo quinto libro intitolato Uccelli Miniati, disegni n. 26 

n. 96 Nel novantesimo sesto libro intitolato Funerale in morte di Pietro Secondo Re di Portogallo, stampe n. 12

n. 97 Nel novantesimo settimo libro intitolato Coronelli gli Argonauti ossia Vascelli, stampe n. 29

n. 98 Nel novantesimo ottavo libro intitolato Cifre diverse, disegni n. 157

n. 99 Nel novantesimo nono libro intitolato Ritratti d’uomini illustri per Santità e Dottrina, stampe e disegni n. 453

n. 100 Nel centesimo libro intitolato Monumenta Antiqua Sacra et Profana, stampe e disegni n. 363

n. 101 Nel centesimo primo libro intitolato Chiese e Palazzi, stampe n. 131

n. 102 Nel centesimo secondo libro intitolato Miscellanea di Stampe, e Ornati diversi comprese anco le minime, n. 287

n. 103 Nel centesimo terzo libro intitolato Miscellanea di Stampe antiche, n. 231

n. 104 Nel centesimo quarto libro intitolato come sopra, n. 222

n. 105 Nel centesimo quinto libro intitolato Miscellanea di Disegni originali, n. 137

n. 106 Nel centesimo sesto libro intitolato Tempi e Fabbriche Antiche, stampe n. 205

n. 107 Nel centesimo settimo libro intitolato Feste Sacre e Profane, Stampe n. 105

n. 108 Nel centesimo ottavo libro intitolato Disegni di Camere Mobilia Cammini Giardini e Fregi tomo I, n. 230

 

n. 15004

 

[bianca - c. 8]

 

n. 109 Nel centesimonono libro intitolato come da tergo tomo II, stampe n. 224

n. 110 Nel centesimo decimo intitolato come sopra tomo III, stampe n. 232

n. 111 Nel centesimo undicesimo libro intitolato Le Brun Livre de Portraiture, stampe n. 111

n. 112 Nel centesimo dodicesimo libro intitolato Piante e Animali Diversi, n. 323

n. 113 Nel centesimo decimo terzo intitolato Porte di San Giovanni di Firenze, stampe n. 33

n. 114 Nel centesimo decimo quarto libro intitolato Cecchi e Eredi Tavole di Altari, n. 24

n. 115 Nel centesimo decimo quinto libro intitolato Hunter Anatomia dell’Utero, stampe n. 34

n. 116 Nel centesimo decimo sesto libro intitolato Stampe diverse senza serie, n. 38

n. 117 Nel centesimo decimo settimo libro intitolato Fabbriche de Bagni di Montecatini, stampe n. 15

n. 118 Nel centesimo decimo ottavo libro intitolato Hamilton Antiquites Etrusques tomo I, stampe n. 108

n. 119 Nel centesimo decimo nono libro intitolato come sopra tomo II, stampe n. 115

n. 120 Nel centesimo ventesimo libro intitolato Etruria Pittrice tomo I, stampe n. 61

n. 121 Nel centesimo ventesimo primo libro intitolato come sopra tomo II, stampe n. 60

n. 122 Nel centesimo ventesimo secondo libro intitolato Stampe diverse, n. 83

n. 123 Nel centesimo ventesimo terzo libro intitolato Logge di Raffaele [sic], stampe n. 43

 

n. 16508

 

 

(di suo pugno) Francesco Del Furia Bibliotecario, questo dì 21 sett.bre 1804. Mano propria.

 

2

Biblioteca Marucelliana di Firenze, Archivio Affari diversi 62, busta n. 13

 

Illustrissimo Signore,

Giusta l’incarico datomi dalla S.V. ho incominciato la compilazione del catalogo della numerosa raccolta di stampe posseduta da codesta spettabile Biblioteca e pregiomi rimetterle le prime cento schede per essere trascritte in debita forma.

Come di convenuto, mi sono limitato alle seguenti indicazioni:

  1. nome dell’incisore e dell’artefice dal quale è tratta l’incisione
  2. titolo e breve descrizione di ciascuna stampa seguendo il numero segnatovi in rosso
  3. dimensioni a millimetri
  4. stato della prova e della conservazione
  5. richiamo dell’opera speciale in cui trovasi illustrata la stampa

Di mano in mano che le schede verranno trascritte è necessario che io le riabbia per poter compilare l’Indice alfabetico degli Incisori e quello degli Artefici dai quali sono tratti i soggetti, col richamo dei rispettivi numeri per rintracciarne prontamente le opere. Inoltre potrebbe farsi anche un indice per materia repartito in cinque grandi categorie, cioè:

I - Pittura

II - Scultura

III - Architettura

IV - Vedute e Paesaggi

V - Ornamenti e cose varie

Nella lusinga che la mia modesta fatica possa riuscire di soddisfazione della S.V. e di utilità per gli studiosi, mi onoro segnare con distinta stima della S.V.

 

Firenze, lì 3 maggio 1904

 

Devotissimo

Pasquale Nerino Ferri


Bibliografia

 

ANGELI 1999

M.M. ANGELI, Il primo bibliotecario della Marucelliana: Angelo Maria Bandini, in BIBLIOTECA MARUCELLIANA 1999, pp. 41-45.

 

BIBLIOTECA MARUCELLIANA 1886

La Biblioteca Marucelliana di Firenze,«Il nuovo osservatore fiorentino», 10 ottobre del 1886, Firenze 1885-1886, pp. 371-372.

 

BIBLIOTECA MARUCELLIANA 1999

Biblioteca Marucelliana, a cura di M. Prunai Falciani, Fiesole 1999.

 

BORRONI SALVADORI 1970

F. BORRONI SALVADORI, La collezione stampe della Biblioteca Marucelliana di Firenze, «Accademie e Biblioteche d’Italia», 38, 2, 1970, pp. 98-109.

 

BRUNETTI 1990

G. BRUNETTI, I disegni dei secoli XV e XVI della Biblioteca Marucelliana di Firenze, Firenze 1990.

 

FERRI 1881a

P.N. FERRI, Catalogo delle stampe esposte al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi, Firenze 1881.

 

FERRI 1881b

P.N. FERRI, Catalogo dei disegni esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi, Firenze 1881.

 

FERRI 1909

P.N. FERRI, Disegno inedito di Lorenzo di Credi per un dipinto degli Uffizi, «Bollettino d’arte del Ministero della Pubblica Istruzione», 3, 1909, p. 316.

 

FERRI 1911

P.N. FERRI, I disegni e le stampe della R. Biblioteca Marucelliana di Firenze, «Bollettino d’arte del Ministero della Pubblica Istruzione», 5, 1911, pp. 285-307.

 

FERRI 1912

P.N. FERRI, I nielli della Marucelliana di Firenze: contribuito alla storia della Calcografia, «Bollettino d’arte del Ministero della Pubblica Istruzione», 6, 1912, pp. 231-238.

 

FILETI MAZZA 2009

M. FILETI MAZZA, Storia di una collezione. Dai libri di disegni e stampe di Leopoldo de’ Medici all’età moderna, Firenze 2009.

 

LEZIONI DI STILE 2009

Lezioni di stile, a cura di C. Monbeig Goguel e S. Prosperi Valenti Rodinò, Firenze 2009.

 

PETRIOLI TOFANI 1983

A. PETRIOLI TOFANI, Pasquale Nerino Ferri, primo direttore del Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi, in QUATTRO SECOLI DI UNA GALLERIA 1983, II vol., pp. 421-442.

 

QUATTRO SECOLI DI UNA GALLERIA 1983

Gli Uffizi: quattro secoli di una galleria, a cura di P. Barocchi e G. Ragionieri, Firenze 1983.

SFRAMELI 1984

M. SFRAMELI, Introduzione, in Disegni e incisioni della Raccolta Marucelliana (sec. XV-XVIII), Catalogo della mostra, a cura di C. Brunetti, M. Chiarini e M. Sframeli, Firenze 1984.

 

TODROS 1999

R. TODROS, Le collezioni d’arte in Marucelliana: i disegni e le stampe, in BIBLIOTECA MARUCELLIANA 1999, pp. 31-39.

 

UN ERUDITO DEL SETTECENTO 2002

Un erudito del Settecento: Angelo Maria Bandini, Atti della giornata di studi (Firenze, 22 ottobre 1990), a cura di R. Pintaudi, Messina 2002.

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