Arsenale

Image
 

 

II. Arsenale [cc. 112-113]


L’animale nel mezzo è l’Ippopotamo, portato alla Galleria da l’ammiraglio Scobel che preso lo avea nel Baltico. Ne l’anno 1766 mi disse il Duca di Meclemburgo, che ne’ suoi mari veduti avea animali di maggiore mole de l’istesso genere e mi soggiunse detto signore che erano anfibi e molto veloci in terra. Il che a me pare strano, stante la loro gran mole e corta gamba. Non so perché chiamati sieno Ippopotami facendo nel mare, quando IPPOS E POTAMOS in greco vuol dire cavallo di fiume, e non si chiamino IPPOSTALASSA, che Talassa in greco significa mare, ma credo che, veduti questi animali ne’ fiumi a cercare della acqua dolce, gli ebbero detti Ippopotami.

Fo. Cosa sono questi libri sì nobilmente legati?

Cu. Questa è una collezione di Disegni e Stampe fatta dal cardinal Leopoldo de’ Medici in n. di tomi 120, la più grande e la più rara che sia in Europa. Fra’ principali vi si trova un tomo intero di Raffaello da Urbino, che è il n. due, dove vi si osservano alcuni disegni delle opere fatte da Raffaello nel Vaticano, i cartoni delle quali sono in Inghilterra. Vi è il disegno del gran quadro che è in Siena, dove la figura principale è Raffaello lui stesso a cavallo. Subito dopo i disegni de’ dodici Apostoli, che una volta erano in San Pietro, ora nel Vaticano, vi è parte de l’Incendio di Borgo, dove vi si vede quella bella figura di donna che porta il vaso in capo con acqua. Vi è un piccolo disegno detto il Morbetto di Roma, ma impagabile, e vi è appresso il tomo di Federigo Zuccheri, che ha istoriato tutto il Dante, opera grande ed inarrivabile.
I quadri di questo Gabinetto sono ritratti di pittori non ammessi nella raccolta, per essere dubbi o di cattiva maniera; tra questi vi è un ritratto di donna con tre omini e rappresenta una senese, che ebbe tre mariti e da tutti ne ebbe un figlio, quale poi fu buon pittore, e sono Casolari, Salimbeni e Vanni.
Nel primo armadio, contenente bronzi, sono pezzi tutti moderni, e vi si trova di raro la Notomia di Bonarroti, alta un terzo.
Ne l’altro armadio, dove vi sono alcuni pezzi antichi, vi si distingue uno de’ chiodi che servivano al Panteon di Roma per sostenere il soffitto di peso di libbre 40, e sopra vi è quel detto di Roma quod non fecerunt Barbari, fecerunt Barbarini.
Vi sono due assieme sopra alle quali attaccati sono vari strumenti chirurgici e vari annuli de’ Romani. Vi sono due ferri da cavallo dette Soleae. Vi è la Sagira, specie di pugnale con fodero di ferro, arme famosa tra le antiche milizie, con la quale si combatteva a corpo a corpo e per causa di essa seguivano quelle sì numerose stragi. Vi si vedono alcune figure con mani di dietro, che sono maniglie per le porte. Vi sono ancora le fibule, che sono quelle due rose fatte di filo di ferro, per mezzo delle quali i Romani si fermavano su le spalle le loro numerose draperie. E vi è il morso del cavallo simile a’ nostri bridoni, vi sono sproni con punta laterarmente.
Un elmo coperto di bella patina merita osservazione, tanto più che vi si vedono alcuni caratteri punici.
Il vaso etrusco di argento dorato, il quale ci fa vedere quanto è antico l’uso di dorare l’argento ed è tutto istoriato, è dal cavalier Fonte nel Destero, DE ETRURIA REGALI, stampato. La sua Pateria [?] è a Parigi nel Tesoro Reale.
Il modio antico con sua iscrizione merita stima, e da esso si vede che può stare quello che scrive Titio Livio, che Anibale per segnale sicuro delle sue vittorie mandò a Cartagine un modio di annuli de’ cavalieri Romani. La sua iscrizione dice: MENSVRE AD ESEMPLVM EARVMQVE … VRBI CLARISSIMO VIRO. Quale iscrizione ci fa vedere che ancora tra i Romani il Governo avea cura delle misure.
Vi sono attaccate al muro quattro iscrizioni di bronzo con cornice di legno nero, queste erano le patenti date dal Senato Romano ai soldati della Republica benemeriti, che erano mandati a piantare colonie, dette Oneste missioni. La più grande è fatta per Silla, il nome del quale vi si legge, che alcuni pretendono di Firenze edificatore.
Il braccio grosso con mano, e, un piede colossale sono frammenti antichi della statua del Dittatore Caio Cestio, trovati nel suo sepolcro alle mura di Roma.
Gli uomini con i cavalli a mano sono i modelli fatti da Tacca de’ Cavalli di Monte Cavallo a Roma.
Due grosse travi di ebano remarcabili per loro mole in questo paese e due grossi denti di elefante.
Da qui si fa passaggio nel Gabinetto de’ Vasi Etrusci.

 
Joomla SEF URLs by Artio