Arti o Stipi Print

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XII. Gabinetto delle arti o stipi [c. 126]


II quadro sopra le cere, che rapresenta il Ratto delle Sabine, detto del Castelli, è di Valerio Bassanino ed il colorito pare della scola di Rubens.
Il Giobbe del Frate è il quadro che spaventò Raffaello da Urbino, perché Raffaello venuto in Firenze chiese di essere condotto da qualche pittore, ed essendo stato introdotto in San Marco nella scola del Frate, dove appunto il Frate finiva tal quadro, a l’entrare nella porta Raffaello ritornò tre passi addietro, come di tale opera spaventato, non avendo visto nella scuola di suo maestro Perugino, di dove veniva, colorito simile e stiede tre anni a studiare sotto il Frate, ed in quel tempo insegnò al Frate la prospettiva, non ancora conosciuta nella scuola Fiorentina.
Sopra l’Istoria di Didone, dipinta in sei pezzi da Giulio Romano, in questo Gabbinetto, vi è chi vi si oppone che possa essere di tale pittore. Raffaello era stimatissimo per suo gran disegno, Giulio Romano era suo primo scolaro e molto da Raffaello amato, sì che viene per conseguenza che era molto bravo. Ora, nel quadro che l’Eccidio di Troia rappresenta, sopra la porta collocato, si guardi il gruppo di Enea che porta Anchise e si vedrà che sorte di disegno vi sia.
Giuseppe da’ fratelli venduto, fatto da Andrea del Sarto, in figure di corta veste abbigliate; si vedrà il difetto che avea Andrea di fare le figure troppo lunghe da’ piedi al fianco, corretto alquanto ma sempre qualche poco mantenuto.
 

 
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